Guerre Moderniste

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Le Guerre Moderniste, dette pure "Guerre del Tradimento" o "Guerre di Liberazione" furono una serie di conflitti di natura diplomatica, politica, ideologica che sfociarono in alcune battaglie armate e che videro sempre coinvolta attivamente o passivamente l'Unione Modernista.

La Prima Guerra Modernista

Detta anche "Guerra del Tradimento", fu il conflitto iniziato nell'Obliverio del 1666 dall'Unione Modernista contro il Regno di Sylvarant. La guerra fu causata da un cambio di alleanze interno al Regno. Infatti la Regina Lady Heather sciolse i patti coi Modernisti per entrare sotto la protezone di Mirrodin. La dichiarazione di guerra prevedeva che i Modernisti non avrebbero annesso la città-capitale di Riluiv; tuttavia questa prevedeva un radicale cambio di governo a Sylvarant; ovvero l'abbattimento del Regno e della nobiltà in favore della Repubblica. Il Regno declinò l'offerta, forte del trattato militare con Mirrodin; tuttavia ribadì, in accordo con le diplomazia di Dalmasca e Parvi ad una soluzione pacifica. Tuttavia, l'ambasciatore Za Badger, a nome del Patto di Sicurezza Internazionale, portò a conoscenza dell'Impero che un coinvolgimento mirrodiano nel conflitto avrebbe portato le nazioni di Nyan e Unione a schierarsi in difesa del fronte Modernista. Per questo motivo, il Consiglio Imperiale rinunciò ad interventi di natura militare. Il conflitto, che si acuì più sul piano diplomatico che sul fronte militare, fu essenzialmente evitato dall'intervento dell'Impero del Sole, attraverso la Conferenza di Parvi. In questo convegno confluirono diverse personalità politiche di ambo le fazioni, che si concentrarono nell'appoggio ai due poli politici della conferenza: l'URMM e Mirrodin. Sebbene la Conferenza avesse solo scopo di evitare l'occupazione militare di Riluiv, gli ambasciatori di Nyan e URMM attaccarono veementemente la politica isolazionista di Mirrodin, rea di aver rifiutato un sistema di trattati internazionali già alla Conferenza di Spes. Mirrodin rispose denunciando il militarismo crescente del Modernismo e le ingerenze del Patto sulle nazioni minori. Frange interne alle nazioni portarono ad una situazione internazionale più instabile: il Presidente Frenes dichiarò di essere pronto a negoziare una pace, appoggiato dal Commissario Gioint, entrambe figure di livello del Partito Modernista. La pace fu raggiunta attraverso vie traverse. L'URMM propose un alternativa pacifica che avrebbe portato ad un armistizio con Sylvarant: le elezioni di un nuovo sindaco. Il Regno accettò le condizioni; sebbene le elezioni furono accusate sul piano internazionale di brogli. L'URMM, pur minacciando ripercussioni per questo fatto, non ostacolò le medesime in nessun modo pratico; ed alla fine fu Vulva Immortale a vincere con un largo vantaggio sulle alternative. Al termine di questa guerra, Riluiv cambiò forma di governo, e le relazioni tra Sylvarant ed i Modernisti migliorarono, grazie alla mediazione del Principe Immortale e del nuovo Segretario Ludwig Adegheiz. Tuttavia si acuì l'idea che il mondo fosse entrato in una guerra fredda tra i paesi orientati al Patto e l'asse Mirrodin-Dalmasca-Sylvarant.

Le Battaglie

In questa guerra, ci furono solo tre battaglie di importanza rilevante. Esse furono vinte tutte dall'URMM ma con perdite minime per Sylvarant. Si può dire che l'atteggiamento dell'Armata Rossa fu di generale contenimento; mentre Riluiv passò rapidissimamente ad un incremento delle forze di difesa: all'inizio del conflitto il gap militare tra l'URMM ed il Regno era stimabile ad 1:3. A termine del medesimo, si poteva già parlare di 1:2. La prima battaglia fu combattuta poco distante dalle mura di Riluiv e vide un semplice assalto frontale dei Modernisti. Una rapida ritirata consentì a Riluiv di limitare le perdite. La seconda battaglia fu praticamente esente di significative perdite, e vide alcune semplici manovre tra i due schieramenti. Ancora una volta, quando il Re Gialloroma capì che era necessario ritirarsi, la fuga agevole. La terza battaglia è la più controversa. Fu combattuta tra le forze congiunte di Thoringrad e Frenco contro un gruppo di giovani volontari mirrodiani capeggiati da Spalman. Fu una battaglia sanguinosa perché i mirrodiani si appostarono in alcune caverne non distanti da Frenco. L'Armata Rossa, guidata dal Generale in persona, Fioz, non ebbe difficoltà ad individuarli, ma la guerriglia di Spalman colse di sopresa l'Armata Rossa che non ne potè uscire vincitrice senza perdite. Quando il conflitto si spostò dentro la città di Frenco, il genio militare di Spalmen si rivelò nell'impiego di cani da guerra. Questi attaccarono la popolazione civile danneggiando la città. L'enorme divario tra le forze in campo permise comunque alle guardie di Frenco di liberarsi del nemico senza troppe difficoltà. Questa battaglia non rientra appieno nel conflitto; tuttavia gli storici hanno aperto un vivace dibattito sul contributo dei volontari Mirrodiani alle guerre Moderniste. Altre piccoli attacchi furono portati a Riluiv, come ad esempio è bene ricordare un attacco terroristico dei Contram che, per assurdo, si schierarono favoreggiando l'URMM.

La Seconda Guerra Modernista

Questo conflitto fu più propriamente una Guerra Civile interna all'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste, iniziata da Jakob Frenes nel 1668 d.F. Tuttavia, può essere inserita in continuità ideologica con la precedente, avendo i connotati di una guerra politica ed ideologica. La guerra civile costerà oltre centomila vittime tra i civili.

Le Battaglie

La Guerra Civile si risolse in un unico grande complesso di battaglie combattute contemporaneamente tra Thoringrad e Frenco.

Il primo massacro fu operato da Frenco: il Capitano Sgar portò un piccolo drappello di scout in ricognizione presso Frenco ma le difese della città reagirono efficacemente, catturando od eliminando totalmente la minaccia da Thoringrad. Da questo momento iniziarono le battaglie vere e proprie.

L'infiltrazione a Thoringrad

Il Dittatore Frenes, sotto mentite spoglie, con un gruppo di fedelissimi, si spinse personalmente sino a Thoringrad, dove, secondo report del Direttorio Informativo una spia pseudofinanziata da Mirrodin era incaricata di aprirgli i confini. Si reputa che Frenes volesse sabotare gli edifici pubblici della città o compiere personalmente un assassinio rilevante. Tuttavia le mappe in suo possesso si rivelarono datate ed inefficaci. I sospetti del suo obbiettivo ricadevano sul Segretario Adegheiz e sul Presidente Synesthesy. Frenes, riconosciuto dall'anziano modernista Andrea Gitti, non riuscì ad entrare nella Piazza Rossa, dove erano tenuti sotto scorta i dirigenti del Partito, perché si attivarono i sistemi di difesa predisposti dal Generale Fyodor "Fioz" Stachanov; ed il Corporativista rimase quindi segretamente accampato nei campi poco distanti. Questo elemento sarà determinante, come vedremo, nella risoluzione dalla Battaglia di Frenco.

La Battaglia di Frenco

Nel frattempo l'Armata Rossa, guidata dal Sergente Rex, portò un serio attacco, a cui partecipò larga parte degli effettivi. Si tratta forse della più grande operazione d'offesa militare mai compiuta dall'Armata Rossa. Il comando delle difese di Frenco era stato preso da Neo Oriones, il quale aveva già preparato le difese per un possibile attacco. Tuttavia l'effetto sorpresa giocò un ruolo determinate nella prima fase della battaglia. Ne seguirono diverse schermaglie, con Frenco che ripiegava verso le postazioni difensive, e l'Armata Rossa che mandava allo sbaraglio la fanteria leggera contro le torrette della città. Complessivamente, l'Armata Rossa, forte sul numero, progressivamente guadagnò terreno ma al costo di sanguinosissime perdite contro il battaglione di Neo Oriones. Il Sergente Brodsko diede quindi ordine di temporeggiare, mentre Il Capo-Dipartimento Erodoto King ricorse a tutte le armi più potenti a disposizione di Frenes. L'Armata Rossa, pur riportando grosse perdite tra i soldati semplici, agì efficacemente nell'eliminare progressivamente tutti i luogotenenti del Dittatore, con azioni di infiltrazione e conquista del territorio. Solo Neo Oriones resistì sino all'ultimo. Tuttavia, quando intuì che nemmeno i suoi corpi scelti potevano più fare molto per la difesa di una città già persa, lasciò il campo di battaglia. La situazione quindi mutatò con l'arrivo del Corpo Forestale di Ewok. Il Sergente Brodsko dichiarò l'avanzata generale ed in quel momento l'esercito di Frenes fu ufficialmente messo in rotta. La successiva sopravvenuta Legione Unionista, comandata da Giankino, cinse d'assedio la città mentre ulteriori rinforzi giungevano da Thoringrad, con la mobilitazione della Squadra Ombra. Il Dittatore venne infine catturato dalla Legio Encris.

Il Dopoguerra

Il dittatore, ricorrendo ad uno degli ultimi ritrovati del suo Dipartimento Scientifico, si liberò dalla improvvisata gabbia in cui era stato posto dalla Legione Unionista. Si ricongiunse facilmente coi pochi seguaci rimasti del Battaglione Oriones, e fuggì. Nella sua fuga, i soldati ribelli uccisero il figlio del Cancelliere dell'Unione, Turiddu Encro Jr., che serviva la Legione col grado di Centurione.

Voci correlate