Guerra della Lunga Attesa

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Guerra della Lunga Attesa
Descrizione

Casus belli: Incerto; secondo Mirrodin l'omicidio di un suo cittadino
Luogo: Principalmente regione geografica del Jagd
Data: 1581 d.f. - 1661 d.F.
Esito: Pace Bianca tra Unione e Mirrodin; Rivoluzione oligarchica a Dalmasca
Schieramenti
Attaccanti: Impero di Mirrodin
Regno di Dalmasca
Stati Uniti nyani
Difensori: Repubblica oligarchica dell'Unione

La guerra della Lunga Attesa è stato un conflitto bellico inizialmente combattuto dall'impero di Mirrodin e gli Stati Uniti nyani contro la Repubblica oligarchica dell'Unione, con il passare dei decenni ha interessato più nazioni ed ha segnato dopo oltre mezzo millennio la fine del cosiddetto Rinascimento della Terza Era nel 1581 d.F. L'epicentro della guerra fu la città di Humine, attaccata ripetutamente dalle truppe scelte di Silthrim e soprattutto dai soldati di Dalmasca.

Dopo ottanta anni di combattimenti, nel 1661 d.F. venne firmata la resa da parte del governo provvisorio di Dalmasca, che da lì a breve diventerà una repubblica oligarchica. Tra l'Unione e Mirrodin invece venne siglata una pace bianca, che riportò le due nazioni allo stato precedente lo scoppio della guerra. Le relazioni diplomatiche delle due nazioni non tornarono mai ai livelli anteguerra: la guerra venne solo sostituita da una guerra fredda tra le due nazioni, che rischiò in più occasioni (come l'annessione di Riluiv da parte dell'Unione) di riaccendersi, fino allo scoppio della Guerra del Tradimento nel 1675 d.F.

Origini del conflitto

Per quanto sia chiaro che alla base del conflitto ci sia stata l'atavica inimicizia tra Mirrodin e l'Unione, precedente addirittura alla fondazione delle due nazioni, è ritenuto unanimemente impossibile trovare nel dettaglio le cause certe dello scoppio della guerra. In modo fazioso e tendenzioso infatti, tutte le nazioni in guerra hanno additato attaccanti ed attaccati secondo modelli propagandistici e di dubbia verità.

  • Impero di Mirrodin: la dichiarazione di guerra è avvenuta a causa dell'omicidio di un cittadino mirrodiano in visita alla repubblica unionista.
  • Stati Uniti nyani: scopo della guerra era la democratizzazione dell'Unione, ritenuta secondo gli standard di Nyan troppo autoritaria. E' stata l'unica nazione attaccante ad aver dato una spiegazione ufficiale alla sua dichiarazione di guerra.
  • Repubblica oligarchica dell'Unione: si dichiarò totalmente parte lesa nel conflitto e attaccata per meri fini predatori. In molti tendono a dare ragione all'Unione per due motivi: la ricerca continua di una soluzione pacifica attraverso canali diplomatici e la dichiarazione ufficiale dell'impero di Mirrodin di voler concludere la guerra solo dopo la totale conquista delle fortezze unioniste.
  • Repubblica oligarchica di Dalmasca: all'epoca della guerra era un regno; nessuna motivazione è stata addotta da Dalmasca, sebbene ufficiosamente abbia appoggiato quelle dell'impero di Mirrodin. Verso la fine della guerra Dalmasca divenne la fazione più potente tra quelle avversarie dell'Unione.

Altre possibilità

Oltre alle tesi ufficiali, altre hanno fatto capolino nelle università e nei centri di sapere delle varie nazioni. Secondo questi studi, le cause ufficiali avrebbero avuto concause di natura psicologica, religiosa e sociologica, che hanno inasprito non solo i rapporti dei popoli mirrodiano ed unionista, ma hanno creato una spaccatura insanabile tra le civiltà del piano di Jagd.

  • Tesi di Atak il vecchio o tesi della supremazia cronologica: secondo questa ipotesi, lo scoppio della guerra deriverebbe dalla frustrazione psicologica di massa delle due nazioni principi nella guerra, incapaci di riconoscere l'una all'altra il primato di anzianità della propria fondazione. Essendo infatti sia Mirrodin, sia l'Unione nate nel 950 d.F. (peraltro anno d'inizio del cosiddetto rinascimento della Terza Era), ciascuna si arroga la maggiore anzianità. Studi ritenuti oggettivi - e addirittura sviluppati nella stessa nazione di Mirrodin - assegnano tale anzianità all'Unione, ma non sono pochi gli studiosi e i ricercatori negazionisti che avvallano la tesi opposta. Secondo lo storico Atak il vecchio, professore emerito all'univerisità oligarchica di BoPville, questo sarebbe il vero motivo per cui inconsciamente l'imperatore Lelem ha dato inizio alla guerra.
  • Tesi di Synesthesy o tesi modernista: il culto bannatoriano predica la ricerca della verità, ed secondo loro la guerra è stata causata proprio da questa ricerca, resa tangibile dal bisogno di "modernità" espresso dalla popolazione dell piano di Jagd. Ovvero lo scontro tra tirannia e democrazia come tesi e antitesi, incarnato nel conflitto tra l'Unione (democrazia) e Mirrodin (tirannia), era inevitabile con lo scorrere del tempo, e il vincitore sarà la "sintesi", incarnata dal miglior governo possibile, che il sistema di Thoringrad cerca di rappresentare. Per quanto strano possa apparire, i più feroci denigratori di tale tesi sono proprio gli unionisti, che pur vedendosi attribuiti una posizione di giusti nella guerra, rifiutano categoricamente l'accostamento a qualsiasi deriva democrativa, totalmente contraria ai principi oligarchici dell'unionismo.
  • Tesi della noia: questa teoria, di origini ignote, ha una duplice ramificazione. Secondo l'ipotesi religiosa, la guerra è stata generata dagli stessi Superni, spesso in lotta tra loro e che hanno trovato nel conflitto mirrodano unionista un modo per stabilire definitivamente chi tra loro è il superno più potente; le parti in causa sarebbero - secondo i sacerdoti del culto dei Superni - per Mirrodin il Superno Lelem e il Superno Emanuele, per l'Unione il Superno Kataskematico e il Superno Micchio. Altri Superni e Superni sono stati chiamati in causa per altre nazioni. L'altra ipotesi della tesi della noia ha invece un risvolto socioeconomico e più razionalistico: sarebbe stata la mancanza di ideali e di sfogo bellico - nonchè la continua costruzione di armamenti sempre più moderni e mai usati - ad aver innescato la bramosia della guerra negli abitanti del Piano di Jagd. Questa tesi, con entrambe le ipotesi, è considerata la meno attendibile tra tutte.

La guerra senza battaglie

Per quanto pronti alla guerra, le tre nazioni iniziali diedero vita a una guerra totalmente priva di grandi battaglie. Le attaccanti Mirrodin e Nyan infatti non marciarono per lunghi anni contro l'Unione; quest'ultima invece, che allo scoppio della guerra aveva problemi interni di carattere politico a BoPville, l'allora capitale, rimase costantemente in difesa, pronta ad ostacolare nemici mai pervenuti. Questa accidia bellica si prolungò per diverse decadi e fu il vero motivo per cui si diede allo scontro il nome Guerra della Lunga Attesa. Per quanto le vite umane risparmiate furono ovviamente numerose, la mancanza di commercio tra le nazioni in causa, i raid punitivi e i piccoli scontri di frontiera tra civili produssero un danno incalcolabile a livello economico, affossando la ricchezza delle nazioni e dei singoli.

La ribellione di Silthrim

Uno smottamento al ristagno letargico del conflitto avvenne nel 1609 d.F., con la ribellione di Silthrim al potere imperiale, capeggiata dal Pontefice del culto bannatoriano Synesthesy. Tale ribellione ebbe esito fallimentare, dopo che lo jarl di Silthrim Snipper Worm decise di appoggiare in pieno l'imperatore Lelem in cambio di alcuni cambiamenti statali. La messa a morte di Synesthesy portò prima il pontefice a scappare a BoPville in cerca d'esilio, infine a fondare una propria nazione, sempre con l'aiuto di armi e capitali unionisti: Thoringrad. Per molti storici questi ultimi avvenimenti sono un preludio a un nuovo slancio bellico da parte di Mirrodin, rimasta debole dopo la ribellione e colpita anche grazie all'abilità diplomatica e di spionaggio dell'Unione, sempre pronta ad aiutare le città mirrodiane contro il potere imperiale.

La ripresa delle ostilità

In seguito alla stipulazione di un'alleanza difensiva tra Dalmasca e Alesia, i governanti di quest'ultima organizzarono un grande evento sportivo dentro le mura delle loro città, le Olimpiadi Alesiane, aprendo la partecipazione a tutte le nazioni del piano di Jagd. Al fine di onorare l'amicizia tra i due paesi, Re Torrazzo decise di raccogliere l'invito portando con sé una delegazione di atleti dalmascani. Durante lo svolgersi delle gare un cittadino alesiano, tale Solfato (già famoso per la distruzione della città mirrodiana di Alpha) attentò alla vita del Re di Dalmasca, ferendolo gravemente. Quella che doveva essere una giornata all'insegna dello spirito sportivo e della pace tra i popoli, si tramutò così in un giorno di aspre battaglie.

La Guerra dell'Alba

La Guerra dell'Alba segna l'ingresso attivo in guerra del Regno di Dalmasca e si suddivide in tre battaglie principali, tutte vinte dai dalmascani: L'assedio di Alesia, la battaglia di Dalmasca e la strage di Humine.

L'assedio di Alesia

L'ultima difesa di Alesia

Sebbene la fine di Alesia da parte del regno di Dalmasca sia considerato un conflitto esterno alla guerra della Lunga Attesa, tanto da essere chiamata dagli storici Guerra dell'Ira, i fatti coevi si amalgamano con le vicissitudini diplomatiche e belliche delle altre nazioni. Giunta a Dalmasca la notizia dell'attentato di Solfato a Torrazzo, i generali dalmascani Zeerox e Space Bound radunarono velocemente i suinieri di Dalmasca, distribuirono gli armamenti e l'equipaggiamento da combattimento e marciarono in assetto da guerra verso le mura di Alesia. Giunti sotto le sue mura decisero di dividere le forze, in modo che il grosso delle forze di Dalmasca potessero impegnare i difensori sul lato est delle fortificazioni mentre un manipolo di suinieri scelti, capitanati da El Conquistador, si infiltravano indisturbati nella città passando per una breccia aperta sul lato ovest della cinta muraria. Guadagnata velocemente la piazza centrale, questi ultimi cominciarono ad avventarsi sui difensori presi alla sprovvista dalle retrovie dentro la loro stessa città, di lì a poco vennero aperte le porte al resto dell'esercito che si riversò all'interno della cinta muraria per completare la strage dei difensori. Non riuscendo a respingere l'attacco, i soldati di Alesia decisero di barricarsi all'interno di un'edificio cittadino in posizione sopraelevata, con l'intenzione di far piovere frecce e pozioni letali sugli assedianti. Alla fine della giornata la situazione sembrava aver raggiunto uno stallo e le forze Unioniste, approfittando della situazione, attaccarono Dalmasca.

La battaglia di Dalmasca

L'Esercito dalmascato si raduna attorno a Re Torrazzo dopo aver ricacciato gli invasori dalla città.

Abbandonato l'assedio alla fortezza di Alesia, l'esercito dalmascano fece velocemente ritorno in città, dove trovarono le forze unioniste impegnate in combattimento con le poche forze rimaste di vedetta in città, la regina Ossidiana e gli uomini della sua guardia reale. Gli unionisti, guidati dall'Alto Cancelliere Don Encro e Ucco, avevano conquistato le mura quando si ritrovarono a dover fronteggiare re Torrazzo ed i suoi uomini, corsi a dar manforte alla guarnigione cittadina. Gli assalitori vennero velocemente ricacciati dalle mura e alle guardie della regina venne data degna sepoltura. Dopo essersi brevemente consultato in concilio di guerra con i suoi generali, Torrazzo prese la decisione di partire verso Humine.

La strage di Humine

Torrazzo guidò in prima linea la marcia del suo esercito, si optò per radunare le truppe alla fortezza di Jagd, per poter fare una veloce rassegna degli armamenti e dei vettovagliamenti, dopodichè il lungo viaggio ebbe inizio. La colonna militare non incontrò nemici durante il tragitto, segno che gli Unionisti erano consci delle intenzioni di Dalmasca e preferivano attenderli in difesa. Giunti ad Humine, Re Torrazzo prese con se Thymaius, per andare a fare una rapida ricognizione intorno alle mura senza correre il rischio di venire notati con l'intero esercito al seguito. Individuato un buon punto, dove le pietre sembravano essere state sistemate solo di recente e quindi in apparenza meno stabili, il re ordinò alla squadra dei genieri d'assedio di costruire una torre per permettere ai suoi uomini d'impadronirsi delle mura. La battaglia infuriò presto nelle strade cittadine di Humine e grande strage venne fatta dei suoi abitanti, senza distinzione di civili e gente in armi. Si narra che Torrazzo in persona, durante gli scontri, si rese artefice di più della metà del totale delle perdite nemiche, gesto che gli permise di guadagnarsi l'appellativo di Flagello dello Jagd. Dopo che le truppe di Dalmasca ebbero annientato ogni flebile focolaio di resistenza, i superstiti di Humine si rinchiusero in un edificio nella speranza di venire risparmiati.

L'Esercito dalmascato circonda i superstiti di Humine, rifugiatisi dentro un edificio.

La Campagna dell'Unione

La campagna dell'Unione è stata la serie di battaglie conclusiva della guerra della Lunga Attesa. Galvanizzati dai successi ottenuti durante gli scontri della Guerra dell'Alba, i dalmascani tornarono ad invadere i territori dell'Unione, con l'intenzione di dare il colpo di grazia e conquistarla definitivamente.

Assedio di Humine

L'assedio durò dal 1655 al 1658 d.F.. Secondo le previsioni degli alti ufficiali dell'esercito dalmascano, la città di Humine, indebolita notevolmente dalle battaglie precedenti, sarebbe dovuta cadere dopo pochi mesi dall'inizio dell'assedio. Le loro previsioni vennero tosto disattese dalla strenua resistenza degli unionisti assediati. Durante la guerra la capitale dell'Unione fu trasferita ad Ewok e l'esercito unionista inflisse numerose sconfitte all'esercito dalmascano. Re Torrazzo, dopo aver realizzato del fallimento dei propri piani di conquista iniziali, dopo tre anni di futili tentativi decise di togliere l'assedio, per far ritorno in patria per riorganizzare e rifocillare i ranghi dell'esercito dalmascano.

La battaglia di Sendai

Marcia
Soldati di Dalmasca partono verso l'Unione

Dopo il fallimento dell'assedio di Humine, l'esercito di Dalmasca scese nuovamente sul sentiero di guerra nel 1658 d.F. L'obiettivo di Torrazzo era, questa volta, attaccare una nuova colonia unionista per sorprendere il nemico su di un suo lato scoperto. Una volta giunto in prossimità delle campagne limitrofe al sito dove in futuro sarebbe stata eretta la città di Sendai, l'esercito dalmascano attaccò e passò cruentemente a fil di spada l'intera colonia, difesa unicamente da una debole milizia volontaria. Venne fatta razzia d'ogni bene e quanto i dalmascani non riuscirono a portar via, lo diedero in pasto alle fiamme. Dopo aver soddisfatto la sete di sangue e distruzione dalmascana, Torrazzo ordinò alle sue truppe di tornare in patria con i bottini di guerra razziati. L'esercito dalmascano e il re guerriero tuttavia non fecero più ritorno in patria, lasciando Dalmasca priva di una guida in un momento tanto delicato. Diverse sono le ipotesi che tutt'oggi intrigano gli storici riguardo alla scomparsa del sovrano dalmascano nel momento in cui la guerra volgeva a suo favore. Fonti unioniste riferiscono del suo perimento in battaglia nelle campagne di Sendai, ma il suo corpo non è mai stato rinvenuto. Secondo la leggenda, i Superni furono talmente adirati da un crimine così orribile da polverizzare Torrazzo e i suoi soldati.

L'attacco dei seicento, l'incendio di Dalmasca e la guerra civile

Nel 1659 d.F. la quinta coorte (seicento uomini) unionista della legione di Ewok fece un blitz contro la città di Dalmasca. Ossidiana, regina e consorte di Torrazzo, vedendo la città di Dalmasca attaccata mentre era senza difese e non vedendo nessuna possibilità di vittoria, ordinò che la capitale del regno venisse data alle fiamme. Circa metà della popolazione morì nell'incendio. Senza più un re e con una regina impazzita, con le fiamme che bruciavano la capitale, i sudditi dalmascani insorsero in una tra le più cruente rivolte che la storia ricordi. Raggiunta il palazzo reale, la plebe catturò la regina, che venne giustiziata in piazza insieme ai pochi nobili rimasti a Dalmasca. Nella notte una pioggia torrenziale attenuò l'incendio e il giorno successivo si cominciò la conta dei morti. Quasi mezzo milione di persone perì a Dalmasca, tra cui duecentocinquanta unionisti, centomila contadini innocenti, due dozzine di nobili e la regina stessa.

La fine della guerra

Nell'anno 1661 d.F., a due anni dalla fine degli scontri, il nuovo governo provvisorio di Dalmasca firmò la resa con la Repubblica Oligarchica dell'Unione, adottandone la forma di governo oligarchica. Subito dopo, grazie anche all'influenza di Nathan Bender Snake, anche Mirrodin siglò prima un cessate il fuoco preliminare alla Conferenza di Spes, e successivamente, nonostante il suo fallimento, una pace bianca. Dopo ottanta anni esatti di guerra, la pace tornò nuovamente nel piano di Jagd.

Le nazioni intervenute

Quasi tutte le nazioni del piano di Jagd hanno avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con la guerra della Lunga Attesa. Qui di seguito vengono riportati gli avvenimenti inerenti alle singole nazioni cobelligeranti di Mirrodin e dell'Unione.

Stati Uniti nyani

Avendo stipulato un'alleanza con Mirrodin pochi anni prima dell'inizio del conflitto, gli Stati Uniti nyani si trovarono a dover dichiarare guerra all'Unione in contemporanea con il proprio alleato. Sebbene formalmente gli Stati Uniti nyani spalleggiarono fermamente la guerra, ufficiosamente i cittadini della democratica città stato non videro mai alcun reale interesse in una partecipazione attiva, che avrebbe comportato il rischio di perdite umane e di materiale bellico; a causa di ciò, la guerra venne prolungata a lungo senza battaglie degne di nota, gli Stati Uniti nyani portarono avanti una politica di guerra fredda che man mano sfociò in una pace non scritta negli ultimi tempi della sua partecipazione. L'obiettivo ufficiale degli Stati Uniti nyani era la democratizzazione dell'Unione, è stata l'unica nazione attaccante ad aver fornito una spiegazione della guerra a livello diplomatico. Con il trattato di Nyan nel 1590 d.F. gli Stati Uniti nyani siglarono una pace separata, che ristabilì il commercio e il libero attraversamento dei territori nazionali di entrambi gli stati. Dato che la guerra tra gli Stati Uniti nyani e l'Unione ebbe tale durata, presso Nyan c'è l'abitudine di chiamarla la Guerra dei Nove anni. Il trattato fu firmato dal sindaco-presidente uscente Erminio Golud e il ministro degli Esteri unionista Potterberry. Mai come dopo il trattato di Nyan gli Stati Uniti nyani e l'Unione ebbero un rapporto diplomatico così fitto; in virtù dell'obiettivo della città stato di democratizzare l'Unione infatti, venne considerato svilente - quanto meno secondo gli unionisti - che gli Stati Uniti nyani siano rimasti successivamente alla guerra alleati con l'impero di Mirrodin - una tirannia - e il regno di Dalmasca - un regno governato col pugno di ferro -. Obiettivo dell'Unione divenne quindi portare sempre più vicino a sè gli Stati Uniti nyani, arrivando se non a una vera e propria alleanza, quanto meno ad una neutralità effettiva e duratura della città stato. Ciò avvenne diverse decine d'anni più tardi, con la creazione di una triplice allenza tra gli Stati Uniti nyani, l'Unione e l'Urmm.

Repubblica oligarchica di Dalmasca

Fin dalla nascita della nazione come regno, i capi politici e militari della città stato si dichiararono ufficialmente equidistanti dalle due parti in conflitto, ma numerosi raid contro le città dell'Unione portarono le due nazioni ad un clima di guerra fredda ed ostilità crescente. Il Re dalmascano Torrazzo e la sua regina stipularono successivamente un'alleanza con l'Impero di Mirrodin, dapprima ufficiosa, infine perfezionata in occasione della dichiarazione di guerra contro l'Unione nel 1611 d.F., trent'anni dopo lo scoppio del conflitto. La scesa in campo della nuova nazione provocò un'escalation incontrollabile del conflitto, con quella che gli studiosi dalmascati definiscono la Guerra dell'Alba. Successivamente nel 1659 la campagna di conquista dell'Unione ideata dal re fallisce e alla sua improvvisa scomparsa nella città di Dalmasca scoppia la guerra civile. Il nuovo governo provvisorio dalmascano firmerà infine un accordo di pace con l'Unione, atto che decreterà lo scioglimento dell'alleanza con l'Impero di Mirrodin e la definitiva uscita dal teatro di guerra di Dalmasca, divenuta nel frattempo una repubblica oligarchica.

Documenti

Trattato di Pace tra l'Unione e Mirrodin

Dato il completo fallimento della conferenza di Spes e tuttavia l'interesse dell'impero di Mirrodin a ristabilire la pace io, Giulio Kataskematico Borgia, senatore e ministro degli interni della repubblica oligarchica dell'unione, in qualità di ambasciatore e con diritti plenipotenziari mi rivolgo direttamente a Sua Maestà l'Imperatore Lelem di Mirrodin, per concludere la guerra della Lunga Attesa.

Con questa mia firma, dichiaro da parte dell'Unione che tra i nostri due paesi vi è la pace.

Chiedo la conferma dell'imperatore.

Risposta di Mirrodin

Per il bene del nostro popolo, la prosperità delle nostre gente e per la pace universale, confermo che firmo la pace tra le nostre nazioni, quindi per l'Impero di Mirrodin e la Repubblica Oligarchica dell'Unione si apre una nuova era di pace.

Approfitto della sua presenza per esporle il mio punto di vista sulla conferenza di Spes, conferenza indetta con giusti e buoni intenti ma fortemente sponsorizzata da chi gonfio del proprio nazionalismo, "forte" della propria ideologia e confuso dal proprio egocentrismo, questo ha comportato all'inserimento negli obiettivi della conferenza il "riconoscimento" di un'ideologia cosa che naturalmente non sarebbe stata ben accetta da alcuni, magari tollerata da molti ma da noi no. Scelta ponderata quindi politico/strategica per farci apparire come il male in terra o leggerezza durante l'organizzazione delle stessa conferenza non si saprà mai ma ciò ha comportato il fallimento della conferenza. Oltre al fatto che a questa conferenza hanno partecipato personaggi che si sono comportati da nazionalisti pieni''e "forti" della loro ideologia che si sono arrogati il diritto di comportarsi da vincitori, quando in realtà non hanno mai neanche combattuto. Spero che nel futuro a nuovi incontri di questi le nazioni scelgano rappresentanti con un equilibrio mentale certificato e che non spacchino bottiglie in preda chissà a quali deliri.

Inoltre Giulio Kataskematico Borgia, senatore e ministro degli interni della repubblica oligarchica dell'unione, vorrei proporle un filo di collegamento diretto tra le nostre nazioni per discutere e risolvere questioni diplomatiche anche di nazioni terze per stabilizzare la pace nelle nostre terre, essendo le maggiori potenze presenti su questo mondo è nel nostro interesse farlo e in parte è anche un nostro dovere.

Lelem

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