Maneege

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MÉDU MANIJ
Coat of arms (3).png
Dati familiari
Capostipite Liran Manij
In vita Pyotr Viktorovic Manij
Motto "Il bello è difficile, il difficile è bello"
Culto di famiglia Arikoismo
Fatti importanti Granduchi di Ghilian, membri della GDA, tesserati al Partito Modernista, sottosegretari del SEA, commissari al CABC
Città in cui ha vissuto la famiglia Avalon, Ghilian, Lumvalos, Thorvil

I Maneege (in Denai Manij) sono una famiglia originaria del piano di Myralis, nel quale era diventata una potente famiglia ghilianense e si era distinta per le doti architettoniche e per i numerosi trattati scientifici. Dopo il tradimento compiuto da Liran contro i Superni, la famiglia venne bandita per sempre dal piano di Myralis, ritrovandosi su una piccola isola di pescatori che si scoprirà successivamente far parte dell'arcipelago del Valonmir. Dopo alcune generazioni passate nell'arretratezza dell'isola, la famiglia riuscì ad abbandonarla e a raggiungere il continente, stabilendosi definitivamente ad Avalon. Dopo l'invasione buhhita abbandonarono il piano insieme agli altri profughi rimanendo a Spes fino all'apertura dei cancelli, quando si unirono ad Avernal Leotred per fondare Lumvalos. Dopo pochi mesi decisero di abbandonare la città, permeata da una religiosità troppo forte, per unirsi a Thorvil, patria del modernismo nel nuovo piano. I componenti di questa casata sono da sempre più avvezzi alle scienze che al combattimento; Il capostipite Liran ha lasciato vari scritti di natura scientifica, in gran parte andati perduti durante la fuga dal piano di Myralis. I Maneege hanno sempre preferito uno stile di vita spartano e dedito al progresso dell'umanità, fuggendo le mondanità.

Stemma Araldico

Primo stemma
Secondo stemma
Lo stemma araldico della famiglia Manij risale al periodo durante il quale Liran, il capostipite della dinastia, abbandonò il piccolo villaggio agricolo nel quale era nato per intraprendere un viaggio avventuroso che lo avrebbe portato a raggiungere Gilian, una città in rapida espansione sugli altipiani a sud di Myralia. In questa cittá Liran dimostró spesso il suo valore come ricercatore e scienziato e le sue capacitá di architetto e progettista, scalando velocemente i gradini della societá fino a divenire Granduca, il terzo titolo piú in alto drlla gerarchia nobiliare di Gilian. Lo stemma rappresenta i due colori della famiglia, il giallo del sole, in ricordo del grande astro che illumina sempre il cammino dell'uomo e ne alimenta la vita, e il rosso del sangue, simbolo dei grandi sacrifici che ognuno deve compiere per ottenere ció che desidera, concetto quest'ultimo riassunto nel motto della famiglia "Il bello é difficile, il difficile é bello". Lo stemma araldico é composto da due bande verticali di uguale larghezza di colore giallo e rosso, colori della famiglia. Al centro dello stemma é posto un cavallo rampante, simbolo di forza, resistenza e tenacia, inizialmente bianco a simboleggiare l'interesse per gli studi di ogni sorta e la fede arikoista, cambiato in nero dopo il tradimento compiuto da Liran. Il cavallo nel centro dello stemma venne eliminato da Eron Manij che lo considerava una traccia dolorosa di un passato che voleva redimere e un inutile retaggio della societá feudale che caratterizzava la cittá di Ghilian, sistema superato dalla ben piú moderna Oligarchia dell'Impero di Silvendar. Lo stemma rimase in uso fino ai primi anni del XXIX secolo d.F., quando la famiglia abbandonó definitivamente anche le ultime tracce del passato feudale ghilianense per la societá piú moderna di tutte, la Repubblica Modernista, a Thorvil. Resta in uso, anche se raramente, una bandiera di famiglia con due bande verticali di uguale larghezza di colore rosso e giallo, i colori della dinastia nonché della città modernista.

Genealogia

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Il capostipite della famiglia Manij fu Liran Manij, che assunse un nuovo cognome per separarsi dalla famiglia dei suoi genitori e dalla nuova famiglia originata dal fratello, considerata un ramo minore della stessa famiglia Manij. I due fratelli, Liran e Orion, lasciarono il villaggio paterno per cercare avventura nel piano, e si stabilirono nella grande città di Ghilian. Qui Liran conobbe Liz Asalyn e la sposò nel 2393, due anni dopo da questa unione nacque Symus Manij.Symus visse a Ghilian fino al tradimento compiuto dal padre ai danni dei superni, quando fuggì dalla città trovando la morte nelle terre selvagge. Alcuni anni prima, aveva sposato con una sfarzosa cerimonia, svoltasi peraltro nella cattedrale progettata dal padre e migliorata da lui stesso, Julia Arlartir, sorella dell'allora Re di Ghilian Iriadord Arlartir, rafforzando il proprio ruolo di Granduca della città. Julia, nel 2422, mise alla luce il nipote di Liran, terzo nella discendenza della famiglia, Aruden Manij. A causa dei crimini commessi dal nonno, Aruden venne esiliato dal piano dai superni stessi, e si ritrovò su un'isola che si scoprirà far parte del Valonmir.

Qui terminano le notizie certe fino ad Eron Manij. Pare che Aruden sia morto nel 2479 sull'isola, non prima di aver avuto un figlio con un'indigena valoniana. Dei discendenti non si conosce nulla oltre al nome; Daltor fu il figlio di Aruden, padre di Semul e nonno di Narfin, nonchè bisnonno di Eron. Pare che Narfin sia morto a causa di un attacco helyano poco prima della partenza di Eron per il continente, quindi nel 2585. Eron si unì in matrimonio a Aaliyah Leotred Marok Biranmun, figlia adottiva di Catelyn Marok Biranmun e Adelion Leotred, due membri dell'alta società avaloniana. L'anno dopo, nel 2597, ebbero un figlio, Torufal Manij, e quattro anni dopo una figlia, Alisys Manij. Morì di vecchiaia nel 2643, prima dell'attacco buhhita a Letorian. Torufal Manij visse ad Avalon, approfondendo gli studi, dopo i quali sposò Arina Berulas, conosciuta all'università. Nel 2622, prima che Torufal partisse per la guerra coloniale contro Korbian, ebbero un figlio, che chiamarono Kalmu, come il famoso pittore avaloniano Kalmu Kagalu. Kalmu partecipò alla guerra contro buhhu, durante la quale perse entrambi i genitori e conobbe una concittadina non meglio conosciuta, con cui ebbe il figlio Enidar Manij e attraversò l'Antico Portale per Eseldur. Durante la permanenza forzata a Spes la famiglia frequentó gli ambienti avaloniani e modernisti, seguendo Avernal Leotred all'apertura dei cancelli. Dopo pochi anni si trasferirono a Thorvil, città a cui resteranno legati fino alla fine dell'era, ovvero fino all'apocalisse eselduriana. Quattro generazioni si susseguirono nella linea principale in questo periodo, Igor, grande architetto a cui si deve il grattacielo Manij, importante monumento, Viktor, che nei primi decenni del XXIX secolo sgominò una banda di malfattori a Bopville, Pyotr, architetto e politico nel panorama cittadino, e infine Andrej, che seguì le orme del padre con alterni successi. Nella nuova era e nel nuovo piano di Karaldur, continueranno a seguire il modernismo, e si uniranno ai profughi thorvilliani per fondare Thortuga nelle isole Marosul. Sebbene non molti membri della famiglia appaiano negli annali storici di Spes e delle varie città di tutti i piani in cui l'uomo ha vissuto, ciò è dovuto al fatto che non tutti sono famosi per aver compiuto grandi gesta o aver lasciato il segno nel Jandur. In realtà i membri della famiglia sono molti, e solo una piccola parte è mostrata in queste cronache, proprio perchè in pochi seppero distinguersi tra tutti gli altri in tutti i campi, dalla ricerca scientifica allo sport, passando per l'architettura e la letteratura, discipline da sempre molto amate dalla famiglia.

Secondo alcune fonti incerte, inoltre, le origini della famiglia sarebbero molto precedenti al XIV secolo dopo la Fondazione, retrodatandole addirittura di un millennio, pare che i primi membri della famiglia furono eremiti in un piano sconosciuto, e raccolsero intorno a loro un folto gruppo di disperati e avventurieri per trasformarli in soldati e cittadini di un piccolo dominio eremitico sulle montagne. Tuttavia queste voci sono poco più che leggende, tramandate oralmente nei secoli dai membri della famiglia, non senza una punta d'orgoglio, ma senza presentare prove concrete che non siano antichi racconti. Si dice persino che alla fine del II millennio dopo la Fondazione abbiano fondato un vero e proprio regno, espandendo il piccolo dominio eremitico e attirando molte più popolazioni limitrofe, costruendo città con tecnologie che ancora oggi ci sembrerebbero moderne, e compiendo ricerche approfondite sui fenomeni naturali e scientifici e persino sugli equipaggiamenti militari e sulle rune di incantamento.

Periodo Pre-Miralyano

Antiche leggende e vetusti racconti quesi dimenticati, tramandati quasi esclusivamente oralmente dai membri piú anziani della famiglia, testimoniano, anche se in modo impreciso e non inconfutabile, un passato familiare molto piú antico, da retrodatare di circa mille anni, se non di piú. Si narra che il primo membro della famiglia, che apparteneva piú alla leggenda che alla storia, nacque in un piano sconosciuto, chiamato Belesutar nelle leggende, intorno al 1550 dopo la Fondazione in un piccolo villaggio minerario chiamato Mavur, e dopo circa 30 anni riuní un grande numero di disperati, avventurieri e poveri minatori suoi compaesani e partí per un viaggio in cerca di maggior fortuna in zone piú ricche del piano. Dopo alcuni anni di difficoltá, epidemie e attacchi di banditi e bankreantu, il suo gruppo decise di fermarsi in una valle tra le montagne, dove il membro dei Manij, secondo le leggende chiamato Karul, fondó un piccolo dominio eremitico, governato da lui e dai suoi successori.

Raffigurazione pittorica di Karul il fondatore

Quoterosso1.png Molti anni fa, quando ancora l'ammiraglio Miralys era lontano dallo scoprire il continente e dal fondarci una cittá, sua omonima, i primi Manij giá vagavano per le lande di Belesutar. Quello era un Grande Tempo, il Tempo dei Grandi Uomini, guerrieri impavidi, cacciatori di draghi, avventurieri caparbi e coloni resistenti. A quel tempo risalgono gli anni d'oro delle cittá e degli imperi, delle battaglie e delle guerre, della diplomazia e della cultura. In quel tempo il primo Manij, Karul il fondatore, abbandonó il villaggio dove era nato per guidare una piccola banda di avventurieri e compaesani in cerca di maggior fortuna. Grandi difficoltá dovettero affrontare, e grandi distanze dovevano coprire per raggiungere le terre migliori, dove gli alberi toccavano le nuvole e i frutti che offrivano bastavano a sfamare tutti gli uomini, le terre dove le cittá spuntavano come funghi ed erano grandi come foreste, e i fiumi scorrevano in gran numero irrigando la terra e abbeverando uomini e animali. Purtroppo il viaggio fu pieno di insidie, e dopo alcuni anni di vagabondaggio i suoi compagni decisero di fermarsi in una piccola valle ai piedi di una grande montagna. Laboriosi e speranzosi, edificarono un piccolo villaggio di eremiti in pietra e in legno, sotto l'occhio attento di Karul, che li assisteva in ogni problema e dirimeva i numerosi battibecchi tra compagni. In breve tempo quello che era stato solo un piccolo villaggio eremitico divenne una radiosa cittadina, sotto la grande spinta delle numerose popolazioni limitrofe attirate dalla prospettiva di un insediamento in veloce espansione. Dopo alcuni anni, peró, Karul si ammaló gravemente, e spiró dopo pochi giorni sotto il vigile ma inutile sguardo dei guaritori chiamati ad assisterlo. Per un mese la cittá diventó cupa e silenziosa in segno di rispetto per il grande condottiero che l'aveva fondata, fu cosí che Karul si guadagnó il titolo de "il fondatore". Quoterosso2.png

~ Leggenda di Karul il fondatore

Periodo Miralyano

Il questo periodo la famiglia visse nel Piano di Myralis, a Ghilian, scalando il potere fino a diventare granduchi della città. Liran progettò la grande cattedrale, e scrisse opere scientifiche tra le più avanzate del piano e divenne censore delle Repubbliche Unite. Il figlio Symus migliorò la cattedrale, progettò la piazza antistante, nonchè molti degli edifici della seconda cerchia della città e fu tra i fondatori del culto Arikoista. Il figlio di Symus, Aruden, fu l'ultimo componente della famiglia a vivere in questo piano, venendone bandito a causa dell'operato di Liran, che aveva tradito i superni dopo la sua apoteosi.

Liran Manij (2353-2418 d.F.)

Dipinto raffigurante il famoso assedio di Ghilian
Ritratto raffigurante Liran Manij intento a redigere uno dei numerosi trattati scientifici
Liran nacque in un villaggio agricolo poco a est di Myralia nel 2353 d.F., la famiglia riuscì a garantirgli una vita agevole ma, giunto alla maggiore età, decise di lasciare la casa paterna insieme al fratello Orion, in cerca di avventura nei territori a sud-ovest della grande metropoli. Dopo qualche anno di vagabondaggio nelle terre selvagge, durante il quale compí un breve soggiorno nella capitale dell'Impero di Verghenfell Valése, giunse a Ghilian, una città fondata da pochi anni, e decise di fermarvisi. Subito si diede da fare come costruttore, e per i suoi meriti venne nominato architetto dopo alcuni anni. Nel 2384 d.F. completò la costruzione della cattedrale che aveva progettato, un po' in ritardo a causa della guerra contro Sangarskèdar.

La grande cattedrale di Ghilian, progettata da Liran Manij in persona durante i primi anni di permanenza di quest'ultimo nella grande cittá degli Arlartir, anche se con piccoli influssi dello stile architettonico di Nidira Komanuder, specialmente negli archi e nelle strutture di sostegno esterno, come ad esempio i contrafforti. La cattedrale rimase la piú grande struttura culturale di tutto il piano, se si escludono i grandi ed antichi complessi della cittá piú grande, Myralia. Con la diffusione dell'Arikoismo, culto nato proprio nella cittá di Ghilian, molte cittá aderenti al culto si dotarono di cattedrali simili a quella progettata da Liran, traendone ispirazione. Liran produsse anche diversi trattati scientifici, in gran parte andati perduti, che entravano in conflitto con la concezione dell'universo presente prima delle sue teorie. A causa del suo impegno nel ramo della conoscenza e del sapere fondó a Ghilian un ritrovo per i piú importanti intellettuali del piano. In poco tempo le riunioni nei salotti nobiliari divennero veri e propri incontri culturali e scientifici che portarono alla nascita delle prime basi per la creazione della prestigiosa universitá di Ghilian e alla formazione di una nuova ideologia , l'Illuminismo Myraliano. Questa ideologia rimase peró di nicchia e sconosciuta ai piú, a causa delle sue idee scomode. Dopo alcuni anni dal ceppo principale dell'Illuminismo Myraliano si separó un'altra corrente, conosciuta come Futurismo Myraliano. Questa seconda ideologia proponeva idee molto piú fondamentaliste e violente, pericolose per i piú. Venne eletto censore della Federazione delle Repubbliche Unite, e nominato granduca di Ghilian, titolo mantenuto dalla famiglia per tre generazioni. Nella maturitá studió approfonditamente le strategie di fortificazione e di assedio, contribuendo alla nascita delle grandi armi da fuoco usate da allora nel piano di Myralis, fino ad allora considerate inutili a causa delle magie ampiamente utilizzate da tutti glo eserciti per attraversare le mura o volare sopra delle strane strutture tuttora sconosciute per superare ogni fortificazione. Ebbe un figlio, Symus, con la concittadina Liz Asalyn. Morì nel 2418 d.F., e la sua anima venne chiamata dagli dei per assisterli, ma il potere che gli fu concesso lo rese cieco, tanto che infranse le leggi divine e per questo venne esiliato in un altro piano. Liran, capostipite della famiglia Manij, fu un brillante architetto, efficiente scienziato e astronomo, oltre che geniere e inventore di armamenti militari di ogni sorta. Gli edifici da lui progettati lasciarono profondi segni nella storia del piano di Myral is, i suoi numerosi trattati scientifici furono tra i primi documenti culturali mai prodotti nel continente, e i suoi studi sulle armi d'assedio rivoluzionarono l'arte della guerra per secoli.

Symus Manij (2395-2431 d.F.)

Symus, figlio di Liran, proseguì il lavoro del padre dopo la sua apoteosi, migliorando la sua cattedrale e costuendo una fontana nella piazza antistante. Nella parte anteriore della grande cattedrale progettó e posizionó delle grandi pale in quarzo del nether contenenti le spoglie dei membri della famiglia reale e delle famiglie nobiliari, tra le quali figurava la propria. Nell'abside miglioró l'altare aggiungendo un rivestimento del quarzo piú pregiato, e fece decorare le pareti della navata piú grande con affreschi, dipinti e mosaici. Sostenne la diffusione dell'Arikoismo e aiutò Iriadord a formare la legione dei draghi celesti, un corpo creato a difesa della religione. Contribuì insieme al completamento del quartiere abitativo esterno e della palizzata, inoltre creò il sistema di pietrarossa dell'arena. Dopo aver scoperto del tradimento del padre, fuggì lontano dalla città e non vi fece più ritorno. Nel 2426 d.F. ebbe un figlio, Aruden, da Julia Arlartir, sorella dell'allora Re di Ghilian Iriadord Arlartir, amico e sovrano della famiglia dai tempi di Liran.
Dipinto raffigurante il matrimonio tra Symus e Julia

Prima di partire per il suo ultimo viaggio compí accurati e complessi studi sull'uso della pietrarossa e dei rilevatori di luce a quarzo, apportando efficaci modifiche al sistema d'illuminazione della cittá. Grazie agli studi riuscí a progettare l'impianto elettrico dell'arena progettata dal cugino senza stravolgerne l'aspetto e collegando tutti gli ambienti della struttura, ed automatizzando le porte del campo di combattimento, creando il primo sistema di quel genere nel piano. Durante lo stesso periodo, caratterizzato da un pacifismo molto diffuso a causa della grande e sanguinosa guerra da pochi anni conclusasi, progettó insieme ad altri intellettuali di spicco di tutto il continente degli eventi sportivo-culturali capaci di rimettere in moto l'economia tramite la progettazione e la costruzione di strutture atte a ospitarli, e di cementare ancor di piú l'amicizia tra le nazioni. Purtroppo tutto l'impegno infuso in questi prestigiosi eventi venne vanificato dalla prematura dipartita di Symus.

Symus Manij, appartenuto alla seconda generazione della sua famiglia, visse per poco tempo, morendo a soli 36 anni, subito dopo essersi sposato e aver avuto un figlio, Aruden, perché la famiglia non morisse con lui.

Dal punto di vista architettonico non raggiunse certi il livello paterno, ma ricordiamo le migliorie nella cattedrale e l'impianto redstone dell'arena di Ghilian, opere certamente non indifferenti. Nonostante i non ottimi risultati come architetto, che integró comunque con progetti architettonici minori come complessi abitativi, compí senza ombra di dubbio un ottimo lavoro di diplomazia per il bene della dinastia, riuscí infatti ad unire ancor piú saldamente i Manij alla famiglia regnante di Ghilian, gli Arlartir, attraverso un matrimonio diplomatico.

Aruden Manij (2426-2479 d.F.)

Aruden sull'isola
Aruden, figlio di Symus, visse per molto tempo nella macchia, poichè nessuno lo avrebbe accolto a causa dei crimini del nonno Liran. Per anni passó la vita nelle terre selvagge cercando di sopravvivere alle privazioni che incontra chiunque si avventuri fuori dalle mura delle grandi cittá. Dopo anni di peregrinazioni, dopo la morte del padre, venne bandito dal piano di Myralis. Dopo essere stato espulso dal piano Aruden si ritrovò su un'isola del Valonmir ancora indipendente da Helyon, dove gli indigeni valoniani vivevano quasi estranei al resto del mondo civilizzato. Aruden morì su quell'isola dimenticata nell'anno 2479 d.F., dopo aver avuto un figlio, Daltor, con una valoniana. Nonostante abbia vissuto la maggior parte della sua lunga vita nelle terre selvagge, era stato educato come tutti gli altri membri della dinastia Manij, e prima di essere bandito per sempre dal piano di Myralis prese con sé alcuni tra i piú importanti volumi scritti dagli antenati, salvandoli dall'oblio del tempo. Sull'isola tentó in ogni modo di abbandonare l'isola per raggiungere il continente di cui aveva sentito parlare dagli indigeni, e con esso ritrovare le tracce della civiltá, che pure aveva conosciuto cosí poco. Rassegnatosi a non poter tornare tra le genti civilizzate, mise su famigla per non disperdere le tracce della dinastia e consegnó la cassa con gli scritti piú importanti al figlio, e proprio grazie a ció che conosciamo il passato dei Manij, che sarebbe altrimenti stato perduto nelle nebbie del tempo e nel dimenticatoio piú profondo, perduto tra i meandri della Storia.

Quoterosso1.png Ho scoperto di trovarmi su un'isola, totalmente circondato dal mare. Dalla costa non si vede altro che dannata acqua salata, e le poche barche che sono riuscito a vedere sono poco più di zattere, non potrebbero affrontare il mare aperto, che sembra essere costantemente in tempesta. I nativi sono molto più arretrati di quanto non lo siano i miei concittadini, non conoscono la ruota ne la forgiatura di metalli, non che se ne possano trovare su un'isola come questa, ma almeno sanno usare il fuoco e sanno costruire capanne comode e accoglienti. Sembra vivano di sola pesca, anche perchè non si trovano molti animali oltre ai gabbiani e ai topi. Sono molto accoglienti, infatti quando mi hanno visto per la prima volta mi hanno subito fornito cibo, acqua e un riparo asciutto, e ora mi stanno aiutando a costruire una capanna per me, visto che credo non abbia altra scelta che rimanere qui in attesa di una nave, ammesso che esistano civiltà capaci di costruirne, la fuori. Il piccolo villaggio sorge su un piccolo rialzamento ed è circondato da una giungla per tre lati, dall'altro è lambito dal mare, c'è una piccola sorgente d'acqua dolce e gli alberi forniscono molta frutta fresca, utile a variare la dieta. Questa giungla mi ricorda molto quella che circonda Gilian, chissà se potrò mai farci ritorno... Quoterosso2.png

~ Una delle pagine intatte del diario di Aruden

Periodo Letoriano

Nel Periodo Letoriano la famiglia giunse nel piano ritrovandosi in un'isola del Valonmir. Dopo alcune generazioni Eron riuscì ad abbandonare l'isola e a raggiungere il Nobistar, dove raggiunse la città di Avalon e decise di stabilirvisi. Eron si impegnò da subito nella costruzione delle fortificazioni attorno alla città, capitale del neonato Impero di Silvendar, e si fece conoscere tra gli ambienti più altolocati. Dopo alcuni anni divenne Trimpute dell'impero, impegnandosi nel miglioramento della vita per i ceti meno abbienti, in accordo con la filosofia modernista che aveva appena riscoperto, aderendo alla corrente Eteromodernista. Il figlio Torufal trascorse la giovinezza in un ambiente prettamente modernista, venendo inevitabilmente affascinato dall'ideologia. Durante le guerre coloniali contro Helyon e Korbian maturò l'interesse per l'Ortomodernismo, di cui divenne un convinto sostenitore. Il figlio di Torufal, Kalmu, visse in un periodo militarizzato e perciò si impegnò nella carriera militare per respingere i buhhiti, e a causa della pressante propaganda silvendariana divenne un esponente dell'unionmodernismo. Kalmu fu l'ultimo membro della famiglia a vivere a Letorian, infatti fu lui a varcare l'Antico Portale e a portare la famiglia ad Eseldur.

Secolo Oscuro

Del cosiddetto "Secolo Oscuro" si sa ben poco, come espresso dal nome. Durante questo periodo si susseguirono tre generazioni, ma sono arrivati fino a noi solo i nomi degli antenati di Eron successivi ad Aruden e precedenti ad Eron. I nomi e le storie degli antenati precedenti ad Aruden si conoscono grazie al diario di questi rinvenuto da Eron sull'isola e grazie ai racconti dei superstiti myraliani giunti a Letorian. Daltor, Semul e Narfin furono, rispettivamente, il bisnonno, il nonno e il padre di Eron.

Eron Manij (2559-2643 d.F.)

Ritratto ufficiale di Eron nel 2631 d.F.
Eron nacque nel 2559 d.F. sull'isola dove Aruden aveva fatto naufragio. Dopo la morte del padre, fece vela verso il Nobistar con la nave che avevano costruito, e dopo alcuni anni di viaggio giunse nella città di Spes. Nel 2586 d.F. vennero accolto ad Avalon, dove si mise al servizio della città come costruttore. Con i proventi aquistò la Magione Manij e alcuni appezzamenti di terra. Nel 2590 d.F., grazie all'impegno profuso nella costruzione delle mura, le sue richieste di ammissione nella gilda degli architetti vennero accettate. Nel 2591 d.F., durante le II Olimpiadi di Avalon, dimostrò all'intera Zampadur la sua abilità con l'arco vincendo la competizione dedicata alla disciplina. Nel 2594 d.F. intraprese un viaggio esplorativo nelle giungle dell'Okimain insieme ad Adelion Leotred, e ne scrisse un piccolo resoconto, il Kabedenuvi Varpùl. Nel 2596 d.F. sposò Aaliyah Leotred Marok Biranmun, figlia adottiva di Catelyn Marok Biranmun e Adelion Leotred, e l'anno dopo ebbero un figlio, Torufal. Nel 2600 d.F. venne eletto Trimpute durante le elezioni suppletive dopo la promozione del cognato Syed Leotred Marok Biranmun a Consigliere per gli esteri. Nel 2601 d.F. ebbe una figlia, Alisys. Negli anni seguenti maturò un crescente interesse per l'ideologia modernista, culminato con la fondazione del P.M.A. (Partito Modernista Avaloniano) nel 2604 d.F.. Nel 2613 d.F. gli ultimi rappresentanti del modernismo navaroniano fecero ritorno a Letorian stabilendosi ad Avalon, dove rifondarono il Partito Modernista. Nello stesso anno Eron si tesserò al Partito Modernista insieme ai componenti del P.M.A., felice per l'insperato ritorno del Modernismo. Finita la Prima Legislatura, durante una stagione di instabilità politica, decise di ricandidarsi come Trimpute, con un animo mutato dalla recente guerra e molto più tendente al Modernismo, riuscendo nel 2614 d.F. a essere rieletto, insieme a Masarus Deadu Borgia. Dopo la nomina, si dedicò con tutto se stesso alla ricostruzione dell'amata Avalon, devastata dal terribile assedio e saccheggiata dalle barbariche truppe Helyane durante la Guerra dei due Imperi, e riqualificò molti quartieri della città insieme al cognato Syed Leotred Marok Biranmun. Partecipò indirettamente alle guerre contro Helyon e Korbian, portando rifornimenti ai soldati impegnati al fronte. Morì di vecchiaia nel 2643 d.F..

Eron fu un discreto architetto, grande costruttore di edifici difensivi quali bastioni e soprattutto torri di difesa. I suoi lavori di progettazione si limitarono unicamente al miglioramento delle condizioni generali dei quartieri piú degradati di Avalon, alla piccola stalla costruita per le seconde o limpiadi e ad un progetto per la stazione della cittá, mai costruita a causa dell'imponente invasione buhhita. Oltre che un architetto, Eron fu anche un discreto tiratore con l'arco, come testimoniato dal primo posto ottenuto nella disciplina proprio durante le seconde olimpiadi.. Non possiamo dimenticare il suo grande impegno politico: fu il primo intellettuale dell'Impero di Silvendar ad avvicinarsi e a riscoprire gli ideali del modernismo, completamente sparito dal piano dopo i trementi fatti della Grande Guerra Letoriana e il massacro della popolazione di Navarone. Inoltre ricoprí per due mandati consecutivi la carica di Trimpute, per poi lasciarla al figlio Torufal, che riuscí a ottenere i nuovi mandati fino allo sgaldamento dell'Impero di Silvendar a causa della massiccia invasione buhhita.

Torufal Manij (2597-2657 d.F.)

Ritratto ufficiale di Torufal nel 2648 d.F.
Torufal Manij nacque sul finire del ventiseiesimo secolo dopo la fondazione, nell'anno 2597 d.F., dal Trimpute Eron Manij e da Aaliyah Marok Leotred Biranmun. Venne cresciuto alla maniera Avaloniana, e la relativa ricchezza della famiglia gli permise un'ottima istruzione, coronata da due lauree in economia e in scienze politiche. Il crescente interesse del padre per il Modernismo lo investí in pieno, contagiandolo e coinvolgendolo: ció lo spinse a tesserarsi al Nuovo Partito Modernista e a frequentare i numerosi circoli culturali Modernisti fioriti nella capitale in quegli anni. Partecipò alle guerre contro Helyon e Korbian, sopravvivendo a entrambe. Sposò la concittadina Arina Berulas, che diede alla luce loro figlio Kalmu Manij. Sapendo della fondazione di una nuova città modernista, si prodigò nella raccolta di denaro e risorse da donare al partito e decise di partecipare alla fondazione, che non avvenne mai a causa dell'apocalisse causata da Drarth e dalle armate buhhite. Partecipò al concorso indetto ad Avalon per la costruzione di una grande stazione, sempre mancante ad Avalon, ma alla fine decise di abbandonare il suo progetto per unirsi all'esperto Gjed da Ejimon, primo architetto della città. Continuò ad occuparsi della carriera edile procedendo con la costruzione delle incompiute mura avaloniane, da sempre occupazione dei membri della famiglia, compito che adempì con la collaborazione di ad Adler, Aretu e Bsaar. Morì ad Avalon nel 2657 d.F. durante uno dei tanti bombardamenti buhhiti sulla città.

Torufal fu un membro poco importante della, famiglia, tuttavia anche lui si distinse per le sue doti di costruttore, che dimostró continuando la costruzione delle mura nel settore nordorientale, dove sarebbe dovuto sorgere la nuova stazione e un nuovo borgo commerciale. Torufal si occupó anche di politica, venendo eletto Trimpute per i due mandati successivi a quelli del padre, facendo parte del Senato dell'Impero di Silvendar fino al definitivo sfaldamento dello stesso. Inoltre a causa dell'impegno profuso in ció che faceva e della fama accumulata dalla famiglia ad Avalon, venne nominato membro del Consiglio signorile di Avalon da Selbert Aliciresolah in persona, Signore di Avalon nonché imperatore dell'Impero di Silvendar.

Alisys Manij (2601-2682 d.F.)

Alisys Manij nacque nel 2601 d.F. ad Avalon da Eron Manij e Aaliyah Leotred Marok Biranmun. Dimostrò dall'infanzia uno spirito d'avventura e di libertà che la portò ad abbandonare gli studi per dedicarsi alla carriera militare, a causa della propaganda nazionalista che attraversava tutto l'Impero. Partecipò alle guerre del forgundur assieme al fratello e, tornata ad Avalon, venne attratta dal modernismo, che fino a quel punto aveva sempre visto con indifferenza. Durante le sue attività in seno al partito conobbe Lev Vladimirovic Adegheiz, figlio del segretario che aveva riportato il modernismo a Zampadur, e se ne innamorò. I due si sposarono e nel 2643 d.F. ebbero un figlio, Nikolaj. Morì di vecchiaia nella valle di Spes nel 2682 d.F..

Kalmu Manij (2622-2689 d.F.)

Ritratto di Kalmu Manij prima della partenza per la guerra contro i buhhiti

Kalmu nacque nel 2622 d.F. da Torufal Manij e la studiosa avaloniana Arina Berulas. Venne chiamato Kalmu in onore del famoso pittore avaloniano Kalmu Kagalu, ammirato dai genitori. Come il padre ebbe un'istruzione di prim'ordine nell'università di Avalon, ma ebbe anche un'educazione militare derivata dal periodo di militarizzazione nel quale era nato. Tutta la famiglia era già modernista, quindi il suo interesse per quest'ideologia fu pressochè inevitabile. Le idee del modernismo lo interessarono profondamente, tanto che passò molto del suo tempo nella biblioteca della capitale confrontando i princìpi delle due ideologie principali, il sopracitato modernismo e l'oramai decadente unionismo. Mentre i membri della sua famiglia appartenevano all'eteromodernismo, Kalmu fu il primo ad avvicinarsi al modernunionismo, che fu la corrente della famiglia da allora. Nel 2657 d.F., con l'invasione Buhhita, venne arruolato come tutti i cittadini dell'impero capaci di imbracciare un'arma per affrontare la minaccia predetta dai profughi myraliani. A causa del suo livello d'istruzione venne nominato tenente e gli venne affidata una piccola pattuglia insieme ad un superiore esperto per fargli fare esperienza. Kalmu fu il primo membro della famiglia ad attraversare il portale per Eseldur, seguito dal figlio Enidar e dalla moglie . Morì di vecchiaia nel piano ostile nella valle di Spes nel 2689 d.F..

Kalmu ebbe un'importante istruzione militare derivata dallo sfrenato nazionalismo dell'Impero di Silvendar durante il periodo della sua giovinezza. Riuscí a ottenere discreti risultati, e durante la guerra per respingere l'invasione buhhita venne assegnato come apprendista ufficiale a Boson un ufficiale ormai anziano che avrebbe dovuto lasciare il campo di battaglia di lí a pochi anni. A causa della grande apocalisse che seguí l'invasione delle forze buhhite di Drarth, dovette abbandonare Letorian per Eseldur, piano ostile e sconosciuto dove la famiglia tornó ad esere solo una delle tante famiglie sfollate da Letorian, e non si avranno piú notizie importanti riguardo ad essa per circa un secolo.

Periodo Eselduriano

Dopo l'attraversamento dell'Antico Portale da parte di Kalmu ed Enidar la famiglia Manij visse nella valle di Spes, condividendo la cittá con i pochi letoriani sopravvissuti all'invasione buhhita e alla grande controffensiva. Durante la forzata permanenza a Spes la famiglia continuó a frequentare ambienti avaloniani e modernisti, cementando l'adesione a quest'ideologia attraverso il matrimonio tra Alisys Manij e Lev Vladimirovic Adegheiz. All'apertura dei cancelli della valle la famiglia seguí Avernal Leotred colpiti dalla passione e dalla forza delle sue idee, senza condividerne la fede in Uhle. Dopo pochi anni a Lumvalos i Manij si trasferirono a Thorvil, patria dell'ideologia modernista e capace di riunire ancora una volta le genti moderniste. Ricoprirono cariche di basso rilievo nella politica cittadina, specialmente nel campo della scienza e dell'architettura, lavorando a diverse strutture difensive della città, occupandosi della planimetria in stato avanzato e progettando una delle opere architettoniche più emblematiche dello stile edilizio thorvilliano, il grattacielo Manij. Fedeli al Partito Modernista, rimarranno nella fredda città meridionale fino alla cosiddetta apocalisse eselduriana del 2904 d.F., quando si trasferiranno a Spes prima, e nel piano di Karaldur poi, seguendo i profughi modernisti.

Secolo Spesiano

In questo periodo la famiglia visse nell'obbligato isolamento della valle di Spes, chiusa al mondo esterno a causa delle continue schermaglie dei nemici buhhiti. In questo periodo non avvennero eventi degni di nota, la famiglia continuó a credere negli ideali del modernunionismo e rimase fedele all'arikoismo, che l'aveva caratterizzata fin dal principio.

Igor Manij (2777 d.F.-2848 d.F.)

Autoritratto di igor Manij
Tipico dipinto di Igor Manij
Igor Manij nacque nella valle di Spes durante il periodo di isolamento da Lader Manij, bisnipote di Enidar figlio di Kalmu e dalla modernista Irina Saliov. Studió come tutti i suoi antenati nati e vissuti nella cittá dei Lelem in una delle piú prestigiose accademie, grazie al ricco lascito derivato dalla carriera politica di Eron, ancora abbondante e sempre rimpinguato da lavori occasionali. A 23 anni lasció la valle di Spes al seguito di Avernal Leotred, colpito profondamente dalla passione e dalla forza che infondeva durante le sue numerose orazioni a favore del nuovo culto da lui professato, che tuttavia veniva considerato quasi eretico da Igor, sempre fedele all'arikoismo. In un primo periodo visse a Kushima insieme agli altri compagni del seguito di Avernal Leotred, aiutando nei primi lavori per la creazione della città, ma poco prima della partenza per la nuova terra dove sarebbe in seguitp sorta la grande cittá di Lumvalos, lasció il gruppo per riunirsi agli altri che credevano nella sua stessa ideologia, il modernismo, a Thorvil. Giunto a Thorvil sfruttó le capacitá di progettazione e costruzione per far approvare dal cyka il suo progetto per un palazzo residenziale, dove lui stesso avrebbe alloggiato. Non intraprese mai la carriera politica attiva, pur informandosi sulle nuove correnti moderniste sorte nel periodo, e rimase sempre un modernunionista convinto, ideale che non riuscì a trasmettere al figlio, trasferitosi a Forgon Bopville, ma trasmise con successo al nipote Pyotr. Si interessò di iniziative culturali, specialmente letterarie e di pittura, che in parte finanziò personalmente, e studiò con attenzione la storia modernista, avvicinandosi cautamente al bannatoresimo. Elaborò un progetto per un possibile teatro, mai utilizzato, e iniziò a dipingere quadri, tra cui l'autoritratto, di gran lunga il meglio riuscito in assoluto: il suo stile, con i tipici colori soffusi e freddi, è unico nel suo genere e non è mai stato ripreso, a causa della scarsità di dettagli rappresentabili a causa del tratto impreciso e dell'effetto sfocato. Il tema più utilizzato da Igor è stato Thorskhol, villaggio agricolo poco distante dal centro principale di Thorvil, verso nord-ovest, dipinto in genere durante la stagione invernale, rendendo il bianco della neve il colore centrale e preponderante. Entrò nella polizia gialla nel 2819 d.F., ente che dovette abbandonare dopo venticinque anni di servizio a causa della sua età avanzata. Venne profondamente influenzato dalla scomparsa del figlio, e non scoprì mai che fine avesse fatto: solo crescere il nipote lo distolse dalla disperazione e prese il posto del figlio vero e proprio. Dopo aver lasciato la polizia gialla passò gli ultimi anni a studiare le opere scritte dall'antenato Liran Manij insieme al nipote Pyotr, facendo nascere il lui l'amore per la scienza e specialmente per l'astronomia. Visse gli ultimi anni di vecchiaia nello stesso palazzo che aveva costruito, accudito dal nipote Pyotr. Morì di morte naturale nel 2848 d.F..

Viktor Igorovic Manij (2802 d.F.-scomparso)

Immagine della classe di Viktor
Viktor Igorovic Manij nacque nel 2802 d.F. da Igor Manij e la moglie Dana Volukov durante il lungo viaggio da Lumvalos verso Thorvil. Fin dai primi anni di vita fu legato profondamente alla città e soprattutto all'ideologia da essa rappresentata, il modernismo, rendendosi conto di quanto fosse stato fortunato a vivere li e non in altre città del piano, pervase dalla tirannia e dai fumi dell'ignoranza. Dopo la fondazione di Forgon Bopville vi si recò per completare gli studi, essendo la città settentrionale rinomata per le numerose e fiorenti scuole e la grande attenzione per ogni aspetto della cultura e dell'istruzione in generale. Venne attratto dalle idee di un circolo eteromodernista, a cui si unirà successivamente, rinnegando il modernunionismo paterno tanto in voga anche nel caldo settentrione dell'URMM, pur senza ritenerlo necessariamente sbagliato o dannoso, soprattutto a causa dell'essenziale compatibilità delle due correnti. L'interesse quasi morboso per l'archeologia lo portò a studiare i manufatti buhhiti rinvenuti nella zona e a recuperare antiche opere culturali Letoriane prima e Miralyane poi, facendogli confrontare attivamente le varie culture sorte nei due piani con l'atavica cultura buhhita. Durante quegli anni si trovò a collaborare con Ivan Miladovic Pulcianov e il Primo Dottore per recuperare gli importanti libri e cimeli sottratti dal magazzino di quest'ultimo per opera dell'organizzazione criminale capeggiata dal misterioso Viltor, che agiva dai sotterranei di una distilleria di Skebru nei sobborghi della città. Con l'aiuto della Polizia Gialla e grazie al piano escogitato dal Dottore, Ivan e Viktor, in breve tempo riuscirono a sgominare l'organizzazione criminale che aveva come scopo il contrastare con ogni mezzo possibile l'avanzamento culturale e tecnologico, precipitando l'umanità in una sorta di medioevo per la cultura. Sparì misteriosamente e senza lasciare traccia pochi anni dopo, lasciando il figlio neonato, Pyotr, alle cure della moglie e dei genitori. Non si sa ancora che fine abbia fatto: alcune voci vogliono che sia in giro per il piano alla ricerca di qualcosa. Sparito del tutto nel 2822 d.F., nemmeno un anno dopo la nascita del figlio, venne dichiarato morto, come solito, vent'anni dopo, nel 2842 d.F.; alla dichiarazione seguì una piccola e formale cerimonia funebre privata gestita dalla famiglia. Le ipotesi su cosa possa esserne stato di lui sono numerose: il criptico biglietto inviato alla famiglia nel 2822 d.F., ultima traccia tangibile di Viktor prima della sua scomparsa, lascia spazio alle più varie interpretazioni. Dato il suo grande amore per l'archeologia, c'è chi sostiene fosse partito in quello che sarebbe dovuto essere un breve viaggio archeologico, poi trasformatosi in tragedia, forse sulle tracce di qualcosa di importante. Questa ipotesi, la più probabile, e rafforzata dalle testimonianze delle persone che per ultime avevano avuto contatti con Viktor: tutte sostengono che avesse lasciato di gran carriera la città, senza avvisare nessuno e, molto probabilmente, da solo. Non sapendo da dove cominciare per cercarlo, e sperando fino all'ultimo in un suo ritorno, nessuna spedizione di ricerca venne mandata sulle sue tracce, peraltro scarse e imprecise, e come da prassi, venne dichiarato ufficialmente scomparso.

Pyotr Viktorovic Manij (2821 d.F.-2889 d.F.)

Pyotr negli ultimi anni di vita
Cresciuto dal nonno paterno a causa dell'improvvisa scomparsa del padre in giovane età, privato della madre, che non conobbe mai a causa della sua decisione di rifarsi una vita, si affezionò oltremodo proprio al nonno, che vide sempre come il padre che non aveva avuto, nonostante la differenza d'età. Assimilò dal nonno il suo orientamento politico, ovvero il modernunionismo, e l'amore per l'arte, la cultura e in seguito anche per la scienza e l'astronomia: in particolare sviluppò un amore smodato per l'architettura, che praticò fin da giovane con piccoli progetti di ben poco conto. Studò architettura nel migliore istituto della capitale dell'URMM, aiutato dall'espertissimo nonno, grazie al quale si distinse rispetto ai compagni. Appena finiti gli studi pubblici iniziò la sua carriera nel piccolo studio di architettura del nonno, prendendone il posto quando la vecchiaia gli rese troppo difficile continuare il lavoro. Molto presto si distinse nel campo dell'architettura e dell'edilizia, svolgendo piccoli incarichi relativi alla costruzione delle mura interne di Thorvil, ancora incomplete. Il completamento di esse gli valse l'interesse di alcune delle principali personalità della città, che gli permisero di occupare un posto nel governo Bresajevski, e successivamente il ruolo di sottosegretario del SEA, svolto per breve tempo fino al 2848 d.F.. A causa dell'assenza di grandi progetti in quel periodo e dei suoi doveri nei confronti dell'anziano nonno, che accudì fino alla fine, gli permisero di occuparsi solo di piccoli progetti abitativi e non gli permisero di dimostrare le sue straordinarie capacità nel campo dell'architettura. La sua vita cambiò profondamente nel 2848 d.F.. In quell'anno infatti la morte del nonno, che l'aveva cresciuto come un figlio e al quale era molto legato lo gettò nello sconforto più totale che lo portò ad avere problemi d'alcolismo e profonda depressione. Lo studio fondato dal nonno fallì e Pyotr si ritovò a dover dar fondo alle risorse della famiglia per sopravvivere, assottigliando il patrimonio risalente direttamente da Eron Manij. Si riprese solo nel 2861, alla nascita del figlio, che crebbe con attenzione e oculatezza, non volendo ripetere ciò che aveva fatto il padre. Poiché la compagna, rimasta ignota, con cui aveva avuto il figlio era morta dandolo alla luce, dovette crescerlo da solo, trasmettendogli la passione per la scienza e per l'architettura, rifiutandosi di comportarsi come il padre. Passò gli ultimi anni della sua vita progettando abitazioni di scarso prestigio e con poche pretese, riguadagnando parte del denaro sperperato in tutti gli anni di alcolismo. Morì di cirrosi epatica dovuta proprio a quegli anni dissoluti nell'ospedale di Thorvil, nel 2889 d.F..

Andrej Petrovic Manij (2861 d.F.-2918 d.F.)

Andrej in gioventù
Andrej Petrovic Manij nacque a Thorvil nel 2861 d.F. da Pyotr Viktorovic Manij e la sua compagna, morta di parto dando alla luce Andrej, e venne dunque cresciuto dal solo padre, che cercò con successo di trasmettergli l'amore per ogni tipo di conoscenza, specialmente scientifica, come da tradizione di famiglia. La sua infanzia non fu tra le più felici a causa dell'assenza di una figura materna e delle condizioni economiche non ottimali della famiglia, a causa del fallimento dello studio di architettura fondato a Thorvil, tuttavia non ebbe problemi particolari e poté studiare con profitto fino all'università. Architetto capace, come d'altronde tutti i suoi avi, venne incaricato di progettare diverse strutture militari per la difesa della città modernista, come le torri, i corpi di guardia e i camminamenti protetti, oltre che di completare la struttura delle mura già esistenti da quasi un secolo ormai. La morte del padre per problemi di salute nel 2889 d.F. lo gettò in uno stato di profondo sconforto, durante il quale cessò la sua magra carriera di architetto per dedicarsi alla poesia, sebbene con risultati deludenti. In quegli anni provò con scarso successo a dedicarsi alla politica, ma non riuscì mai a emergere e rimase un elemento di sfondo nel panorama cittadino: tuttavia in questo ambiente conobbe quella che sarebbe divenuta sua moglie, Marya Vasilyev. Dopo diversi anni di matrimonio infruttuoso, nel 2899 d.F. nacque il loro primo e unico figlio, Ivan Andreevic Manij, cresciuto con amore da entrambi in memoria del padre di lui e volendo avere un rapporto con la prole migliore di quello del nonno Viktor, scomparso nel nulla abbandonando il figlio. La vita felice della famiglia fu però breve, infatti dopo soli 3 anni, nel 2902 d.F., vi furono le prime avvisaglie di quella che sarebbe stata l'apocalisse eselduriana, sotto forma di terremoti ed eruzioni vulcaniche in tutto il piano: nel 2904 d.F. migrarono col resto della popolazione umana rimasta in vita a Spes, dove Marya perderà la vita durante un violento terremoto che mieterà migliaia di vittime nella città. Attraverserà col figlio piccolo l'Antico Portale verso l'ignoto piano di Karaldur, vivendo a Spes per un solo anno, infatti continuerà a seguire i profughi modernisti, in gran parte scampati al disastro nonostante tutto e ancora uniti sotto lo stendardo della pala e il piccone, per trovarsi nella nuova città di Thortuga. Qui le sue condizioni di salute peggioreranno sempre di più portandolo a una lenta degenerazione fisica, causata dal clima troppo dissimile da quello a cui era abituato nella fredda Thorvil, a cui si aggiungerà uno stato di depressione causato dalla morte dell'amata compagna e il ricordo della triste infanzia. Morirà di malattia e in relativa povertà a Thorvil nel 2918 d.F., accudito dal figlio Ivan che gli fu vicino fino all'ultimo.

Periodo Karalduriano

Durante quest'era la famiglia Manij abbandonò la città di Spes subito dopo la battaglia omonima, seguendo gli altri profughi modernisti provenienti da Thorvil per fondare Thortuga nelle isole Marosul. Parteciparono seppur indirettamente alla rivoluzione modernista del 2952 d.F. e alla seconda rivoluzione, contro il regime monarchico di Juan Miguel Soren Sinet de los Borjas, perdendo alcuni membri nel processo, tuttavia rimasero sullo sfondo della scena politica almeno per la prima parte della vita cittadina. Anche in quest'era i Manij manterranno le tradizioni religiose di famiglia, continuando a seguire un culto dei Superni che strizzava l'occhio all'Arikoismo, e quelle politiche, seguendo l'ideologia modernunionista proveniente direttamente dal loro soggiorno ad Avalon.

Ivan Andreevic Manij (2899 d.F.-2956 d.F.)

Ivan durante la rivolta del 2952 d.F.
Miguel Andreevic Manij nacque nell'anno 2899 d.F. da Andrej Petrovic Manij e Marya Vaslilyev a Thorvil, negli ultimi anni della quinta era, poco prima dell'apocalisse eselduriana. A causa di quest'ultima perse la madre e dovette abbandonare prestissimo sia la sua città natale che lo stesso piano di Eseldur, e a causa delle condizioni di vita precarie derivate da questa situazione, non poté ricevere un'educazione formale se non dalle poche nozioni che il padre riuscì a trasmettergli prima di soccombere alla malattia. A differenza del padre, riuscì ad adattarsi senza troppe difficoltà al nuovo clima caldo e umido di Thortuga e ai nuovi cultivar diffusi nelle isole Marosul, che insieme al pescato costituivano l'interezza della dieta dei profughi modernisti, tuttavia i vari problemi derivati dalla migrazione e dal cambio nelle colture e nelle caratteristiche climatiche del territorio causarono gravi problemi di malnutrizione, da cui anche Miguel fu colpito in gioventù. Tra le poche nozioni trasmisegli dal padre, una delle più importanti fu quella della politica, in particolare quella modernista, cosa che lo porterà a mantenere le idee modernunioniste tipiche della famiglia Manij: a causa di questo inizialmente non vedrà sotto una cattiva luce la presa di potere di un folto gruppo oligarchico, ma quando sarà chiaro a tutti il carattere plutocratico e basato sul censo di questo elitismo, si unirà alle folte schiere dei detrattori del sistema che andava creandosi. In quegli anni, utilizzando i solidi proventi della pesca, nuova principale attività di approvvigionamento della città modernista a causa dei mari pescosi che circondano le isole Marosul, poté dare alla famiglia un nuovo punto di riferimento, costruendo la casa che ospiterà la famiglia per le generazioni successive. La progettazione dell'edificio fece scoccare il lui la scintilla della passione per l'architettura, rimasta sopita tra le poche nozioni derivategli dal padre, tuttavia la classe elitista e plutocratica dei mercanti era impermeabile ai meriti e alle passioni, e lo costrinse a lasciar perdere l'architettura per tornare a dedicarsi alle attività di pesca. Nel 2935 d.F. conobbe Helena Vargas, con cui iniziò una relazione duratura ma mai coronata da un unione formale a causa delle idee ultraliberali e tendenti all'anarchia di lei: da questo rapporto nacque tre anni dopo, nel 2938 d.F., Esteban Ibanez Manij, cresciuto da entrambi sotto gli ideali del modernismo e della libertà in un ambiente finalmente privo di malnutrizione ma sottoposto al controllo di una classe mercantile. Nonostante lo sfrenato attivismo politico e ideologico della compagna, rimase sempre sullo sfondo e tentò di esporsi il meno possibile, anche per garantire la sicurezza del figlio Esteban, pur non appoggiando mai neanche velatamente il regime dei mercanti, nonostante i tentativi di ingraziarsi la popolazione compiuti da questi ultimi come la costruzione di case popolari e del grande complesso del Pablov: tutto ciò avrà fine dopo alcuni anni di soprusi e oppressione, quando la polveriera del popolo sarà pronta a esplodere in mano agli oppressori. Infatti nel 2952 d.F., alla notizia che la città avrebbe avuto un assetto monarchico, il segretario del Partito Modernista Ernesto Stardel tentò un golpe, in parte supportato dagli elementi del popolo più vicini al modernismo, nel quale vennero coinvolti i coniugi. Helena morirà nella violenta repressione operata dal generalissimo Benitez Sgar dei tumulti seguiti al fallimento del colpo di stato, mentre Ivan riuscirà a scampare alle persecuzioni restando gravemente ferito, e non verrà mai collegato a questi avvenimenti. Tuttavia le complicazioni derivate da una guarigione della ferita solo parziale lo costringeranno prima in casa e in seguito a letto, dove morirà dopo alcuni mesi di agonia nel 2956 d.F., di fronte al figlio impotente.

Esteban Ibanez Manij (2938 d.F.-in vita)

Nel 2975 d.F. ricevette la medaglia dell'Ordine Della Gloria Del Lavoro .... WIP

Fernán Estévez Manij (2979 d.F.-3023 d.F.)

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Pedro Fernández Manij (3014 d.F.-in vita)

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Documenti

Qui sono raccolti i piú importanti documenti riguardanti la famiglia Manij, conservati negli archivi di famiglia per non perderne la memoria.

Accettazione di Eron Manij nella GDA

Quoterosso1.png Oggi, Giorno di Kasbis, I settimana di Varpu, anno 2590 d.F., la gilda degli architetti decreta l'ammissione a membro con pieni poteri Syed Marok Leotred Biranmun (marco2297) per la sua abilità dimostrata nel progettare e costruire le case dei cittadini Avaloniani, strutture olimpiche e parte del nuovo museo polivalente, La gilda degli architetti decreta inoltre l'ammissione come apprendista architetto Eron Manij, per la sua grande volontà nell'imparare i segreti dell'architettura, della costruzione e della progettazione, e per i notevoli sforzi compiuti nell'erigere un buon pezzo delle mura cittadine, edificando 4 torri in breve tempo.   Gjed da Ejimon, Governatore di Avalon, Bopè Terostor . Quoterosso2.png

~ Il Primo Architetto della Gilda degli Architetti Di Avalon Gjed da Ejimon accetta Eron Manij come apprendista architetto


Prima candidatura di Eron Manij a Trimpute

Quoterosso1.png All'impero di Silvendar, É con speranza che mi candido all'onorevole carica di Trimpute di Silvendar, speranza che l'Impero possa presto riprendere il suo posto di guida di Zampadur. La Luce che risplende su Silvendar è oscurata dagli ostili e bellicosi barbari che premono ai nostri confini, ma ciò non potrà durare a lungo, o tutto ciò che è l'Impero verrà cancellato e finirà travolto dalla barbarie. Se il nostro popolo riterrà che io sia adatto a ricoprire la carica, impiegherò tutte le mie forze in questo senso, perchè l'Impero di Silvendar, illuminato dalla Luce, nelle grazie dei Superni, occupi il suo posto nella Storia. Quoterosso2.png

~ Eron Manij si candida come Trimpute durante la Prima legislatura dell'Impero di Silvendar

Seconda candidatura di Eron Manij a Trimpute

Quoterosso1.png Io, Eron Manij, già Trimpute del nostro glorioso e illuminato Impero, mi candido nuovamente a questa importante carica, credendo di poter ben rappresentare tutto il popolo di Silvendar, provato dalla recente sconfitta inflittaci dalle orde barbariche Helyane. In queste ore buie molti dei nostri cittadini hanno perso ogni riferimento, e la luce del nostro Impero si è affievolita, privandoli dell'unico faro di salvezza. Se il popolo lo vorrà, mi impegnerò quanto più possibile affinchè il bene dei nostri cittadini sia salvaguardato, da buon modernista. Che la Luce di Silvendar illumini le nostre strade! - In fede, Eron Manij Quoterosso2.png

~ Eron Manij si candida alla carica di Trimpute durante la seconda legislatura dell'Impero di Silvendar

Risposta di Eron Manij al plebiscito sull'Imperatore

Quoterosso1.png Imperatore, ho avuto l'onore di raggiungere queste terre quando l'Impero, anche se neonato, era già stato forgiato con il sangue e l'onore dei nostri fratelli. Da allora è sempre stato un faro di civiltà, solo nel nostro glorioso impero si trovano i veri valori e le vere virtù dell'uomo, mentre il resto del piano marcisce nella barbarie. Lei crede di non essere stato un bravo imperatore, di non essere in grado di imporsi con la forza per guidare la luce di Silvendar nei momenti più oscuri; Ebbene io le chiedo che imperatore è colui che deve servirsi della forza per governare? Che imperatore è colui che della forza fa la sola virtù posseduta dal suo popolo? Lei, Imperatore, è il baluardo di tutto ciò che è la civiltà, la virtù, la luce, circondata e minacciata dalle stesse orde di barbari che hanno recentemennte sconfitto il nostro esercito. Lei si ritiene forse come uno di quei capi tribù valoniani o okimainiani? Loro devono usare la forza per imporsi, ciò non si addice certo alla guida del nostro impero portatore di luce e di civiltà. Io, Eron Manij, non voglio che tutta la civiltà, tutta la virtù, tutti gli uomini e le donne che sono Silvendar sprofondino nel buio dell'oblio, perciò Imperatore, non abbandoni la guida del nostro impero, in fondo il capitano è l'ultimo a scendere dalla nave. Se qualcuno crede che la risposta alla barbarie delle tribù che ci circondano sia altra barbarie, può fare i bagagli e unirsi, a quei barbari, non voglio che l'unica Nazione degna di tale nome in questo piano sia cancellata da qualche orda di barbari, non è ancora arrivato quel giorno.   - Eron Manij Quoterosso2.png

~ Eron Manij incoraggia l'Imperatore di Silvendar Selbert Aliciresolah e lo esorta a non abbandonare la sua prestigiosa carica

Racconto tratto dai Diari di Boson

Quoterosso1.png Lujimain orientale Linea del fronte, estate del 2567 d.F.

Le scintille salivano vorticando verso il cielo notturno, lente e aggraziate come fiocchi di neve, neve al contrario, formando effimere costellazioni nel firmamento. Il fuoco crepitava caldo tra le pietre che delimitavano il focolare, estendendo le sue lingue verso le stelle come guglie di una cattedrale, alte e ardite. Kalmu, seduto su un piccolo masso vicino al falò, stava lucidando con dedizione il suo moschetto, senza smettere di lanciare intorno a sé occhiate furtive. Accanto a lui un ufficiale, Boson, stava aspirando dalla sua pipa in osso grandi boccate di fumo, espellendole sotto forma di anelli fumiganti. Poco lontano, nelle lunghe tende comunitarie, gli uomini si riposavano dalle fatiche della giornata appena conclusasi, raccontando storie o recitando battute di dubbio gusto, accompagnate sempre da risa sguaiate.
Rappresentazione di untipico accampamento modernista durante l'invasione buhhita

Kalmu era un giovane ufficiale avaloniano, di buona famiglia, piuttosto abile per la sua età, assegnato a Boson, un po' avanti negli anni ma con un incredibile bagaglio di esperienze, per impratichirsi nell'arte della guerra. Fu Boson il primo a parlare, dopo aver svuotato la pipa e averla riposta in un taschino dell'uniforme. Da come festeggiano sembra quasi di essere in un osteria ad Avalon, nevvero?. Kalmu ebbe un moto di stizza nel rispondere. E invece siamo in questa fredda foresta, nel cuore della notte, a trastullarci nell'attesa che un nemico sanguinario, crudele, spietato e superiore sia in numero che in tecnologia ci annienti fino all'ultimo uomo. Non so come facciano a ridere . . .. Un po' di allegria non ti farebbe male, il tuo umore è più scuro della scrivania dell'imperatore ad Avalon. Però hai dannatamente ragione. Hai sentito di quei giganti d'acciaio e ossidiana? Pare che abbiano degli strani fucili che piombo come se piovesse al posto delle braccia, e che siano alti come dieci uomini . . . per non parlare della corazzatura, si dice che neanche il martello di Thor potrebbe scalfirla . . .. Storie, solo storie, niente più che racconti di uomini resi pazzi dalla guerra per altri uomini resi creduloni dalla guerra. E che mi dici allora dell'ufficiale Jeku? Anche lui li ha visti? Anche lui era pazzo? E i Myraliani? E Atak? Almeno in lui hai fiducia?. Neanche Atak ci crede in pieno, li cita, ma non sa per certo se si tratti di leggenda o storia. E anche se esistessero come farebbero a funzionare? Qui la tecnologia magitek non funziona, o te ne sei dimenticato? Solo i superni riuscirebbero a farne funzionare uno. Drarth è un superno, gemello di Kaskemas, te ne sei forse dimenticato?. No, certo che no, ma . . .. Non fece in tempo a terminare questa frase che un uomo, o ciò che ne restava, uscì strisciando da un cespuglio, col volto scavato dalla fame e senza un braccio. I due ufficiali saltarono in piedi puntando i moschetti che avevano accanto verso l'essere. Identificati immediatamente se tieni alla vita!. L'uomo, con uno sforzo immane, riuscì a sibilare flebilmente Sono il compagno Petrovic, servivo nella squadra del capitano Vasilev. Aiutatemi . . .. I due ufficiali chiamarono subito l'infermiere e lo portarono in infermeria per esaminare le condizioni del soldato. Era visibilmente provato, non mangiava da giorni, e il moncherino del braccio era coperto da una benda che aveva ricavato dall'ormai inutile manica sinistra. Dopo aver cambiato la benda e avergli permesso di rifocillarsi e riposarsi dalle fatiche del viaggio, lo interrogarono. Raccontò tutto ciò che sapeva, della marcia di ricognizione verso il terribile nemico, dell'incidente della nave di estrazione, dell'eroico sacrificio del capitano Vasilev e della sua rocambolesca fuga nella boscaglia. Sapresti descriverci l'equipaggiamento dei soldati buhhiti? - chiese Boson. Certo. Portano un elmetto metallico con un lungo nasale unito a dei lunghi paraguance, armatura leggera in cuoio rinforzato da placche metalliche, pantaloni della stessa foggia e stivali borchiati. Sono armati con uno strano moschetto, sottile e allungato, tutto in metallo nero. Questo tipo di moschetto è molto potente e si ricarica direttamente da una camera apposita nella parte finale della canna, ha centinaia di colpi per ogni caricatore. Ma questo non è niente. Hanno anche dei giganti con loro, giganti in acciaio e ossidiana, alti circa 5 metri, si muovono su gambe e hanno sulle braccia dei moschetti capaci di sparare a ripetizione. Sono riuscito a intravedere una linea che marciava verso Etesberg mentre tentavo di mettermi in salvo, e sono riuscito persino a tendere un agguato a un esploratore, è così che ho fatto a scoprire tutte queste informazioni. Tu ti aspetti che noi crediamo a questo mucchio di frottole? Neanche il più viscido korbiano mentirebbe così spudoratamente. Boson, uccidiamo questa spia buhhita finché siamo in tempo. Kalmu, non trarre conclusioni affrettate, ha la targhetta identificativa dell'esercito, nessuno può duplicarle, lo sai meglio di me. Pensiamo piuttosto a cosa fare. Il problema principale è il troncone dell'esercito buhhita più vicino a noi, secondo le ultime informazioni sarebbe diretto ad Avalon. Sappiamo ora di un troncone che si dirige verso Nyan ed Etesberg, fortunatamente Nyan è già stata sfollata ed Etesberg abbandonata da anni. Non troveranno niente da razziare quei luridi vermi. Mandiamo una squadra esplorativa, dobbiamo procurarci almeno uno di quei moschetti, e provare a sottrarre una di quelle macchine prodigiose. E che Kaskemas ce la mandi buona. Intanto fuori dalla tenda il sole iniziava a fare capolino tra gli alberi della foresta, un sole rosso, rosso come l'alba che portava, un'alba di speranza, un'alba di sofferenza, un'alba di morte. Quoterosso2.png

~ Tratto dai diari di Boson

Voci correlate