Kòlis

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Kòlis
Stemma Kòlis.png


Motto Bisanetès anetesdùr kanè bènes kurusùl, la notte è oscura e piena di terrori.

Capostipite Lucièn Kòlis

Culto Culto di Uhle

Luoghi Letorian: Mainart, Etesberg, Avalon
Eseldur: Spes, Kushima, Lumvalos
Karaldur: Spes, Yalven

Eventi Principe di Etesberg , Maestro delle Sacre Scritture di Lumvalos, Arcicustode di Lumvalos


Quoterosso1.png Bisanetès anetesdùr kanè bènes kurusùl, la notte è oscura e piena di terrori. Quoterosso2.png

~ Motto della Famiglia Kòlis

Storia

Racconti della Famiglia Kòlis
La Famiglia Kòlis, grazie a Lucièn, entrò da subito nella vita politica della città di Etesberg e quindi di tutto il Principato . Lucièn aveva infatti contribuito alla fondazione della capitale. Dopo essere entrati nel Concilio Ristretto come Riscossori, con Mikaèl Kòlis la famiglia divenne portatrice del sangue Principesco.

Opere Culturali

Albero Genealogico

Abero Genealogico nel 2900 d.F.



























































Personaggi

Generazione Letoriana

Lucièn Kòlis

Firma di Lucièn Kòlis
  • Prima Generazione
  • Data di Nascita:2524
  • Data di Morte:2606

Studiò all'accademia di Mainart, ma quando venne eletta Catelyn Marok Biranmun decise di abbandonare gli studi e di lasciare la città di Mainart. Affascinato dalle parole del futuro Principe di Etesberg, Johan Van Vest, partì insieme a molti altri coloni per fondare la città di Etesberg.

Morì durante la Seconda Grande Epidemia di Staileiki nel 2606,anno successivo alla morte della moglie Ros.


Nicolàh Kòlis

Firma di Nicolàh Kòlis
  • Seconda Generazione
  • Data di Nascita:2557
  • Data di Morte:2621

Nicolàh Kòlis nacque nel 2557 d.F. da Lucièn Kòlis e Ros Anmojan, ed è quindi il gemello di Mikaèl Kòlis. Come Mikaèl, sin da piccolo studiò ma, al contrario del fratello, Nicolàh odiava la politica (elemento in comune con la sua futura moglie Guendalina) ma amava la grammatica e la letteratura.
Ad appena 10 anni,comincia a scrivere piccoli racconti ispirati alle storie che sua madre Ros gli raccontava prima di andare a dormire, in particolare era affascinato dalle "Fiabe e Favole del Valonmir", in particolare la storia che suo padre Lucièn aveva letto prima di disegnare lo stemma familiare e il motto dei Kòlis: Il Ragazzo e la Lanterna. Nicolàh scrive in un sua piccola biografia:
All'età di 11 anni vendevo i miei racconti in cambio di fette di torta o pochi Zenar, poi, grazie ai soldi ricavati, mi compravo altra torta.

Nel 2576 si laurea all'Università di Avalon in "Letteratura e Grammatica" e inizia a farsi conoscere nel panorama culturale di Zampadur scrivendo piccoli saggi su opere minori e brevi trattati di grammatica, testi che verranno poi usati da molte scuole e università del continente. Durante gli studi si innamora della capitale oligarchica e decide di trasferircisi negli anni seguenti. Nel 2577 iniziò a scrivere il romanzo "Gamàs del Villaggio di Nessuno", ambientato durante l'Ariamoto dell'Eremdur e nonostante il libro non vedrà mai la pubblicazione nella Quarta ERa, poichè Nicolàh non lo completò mai, le bozze vengono vendute a prezzi altissimi e presenta il suo lavoro in moltissime librerie e salotti letterari. Nel 2578 si trasferisce ad Avalon continuare a scrivere il romanzo: ha trovato infatti nella biblioteca oligarchica degli importanti documenti sull'Ariamoto. Nello stesso anno è però costretto a tornare ad Etesberg per la rinuncia del padre alla carica di Riscorre del Principato e l'investitura da parte di Johan Van Vest del fratello a nuovo Riscossore. Dopo la cerimonia, lo scrittore torna ad Avalon. Nel 2587 sposa Guendalina Jepaltàl, bibliotecaria della Biblioteca di Avalon. Da lei ha una figlia: Etesdìan Kòlis. Similmente alla moglie, continua la sua carriera di uomo di cultura.
Nel 2615 d.F. assiste imponente al fallimento della sua città di origine, ovvero Etesberg. La caduta del Principato e la psicosi di Mikaèl gli fanon vivere un periodo molto brutto, aggravato dalla lite con la figlia Etesdiàn. Solamente grazie all'aiuto della moglie Guendalina riesce a superare la crisi.

Nicolàh Kòlis muore ad Avalon nel 2621 d.F..

Guendalina Jepaltàl

Firma di Guendalina Jepaltàl

Quoterosso1.png La chiameremo Etès, perché tra le nostre stelle è la più luminosa Quoterosso2.png

~ Guendalina Jepaltàl dopo il parto
  • Moglie di Nicolàh Kòlis
  • Data di Nascita: 2553
  • Data di Morte: 2625

Guendalina Jepaltàl nacque nel 2553 d.F. ad Avalon.
Da piccola ricevette dal padre un'educazione classica avaloniana, basata sugli scritti di antiche personalità dell'oligarchia, e cercava di insegnarle anche l'amore per la politica. Tuttavia Guendalina non si interessò mai alla sottile arte della politica, e preferì concentrare le sue energie e le sue capacità sulla conoscenza della letteratura.
All'età di 17 anni comincia a frequentare assiduamente la Biblioteca Nazionale di Avalon dove riesce a entrare in contatto con moltissimi volumi provenienti da ogni angolo di Zampadur. Nel 2573 d.F., all'età di 20 anni, inizia a studiare per la Laurea in "Letteratura Contemporanea" all'università di Avalon e nel 2578 si laurea a pieni voti in "Letteratura della Terza Era". La "Fama" della sua conoscenza comincia a diffondersi ad Avalon e nel 2580 d.F., finalmente, viene proclamata, dall'Alto Cancelliere dell'Oligarchia di Avalon Selbert Aliciresolah, Bibliotecaria della Biblioteca Nazionale di Avalon. Gestì questo incarico per quasi 40 anni, fino alla sua morte.
Nel 2585 d.F., Guendalina conobbe, alla Bibliteca, Nicolàh Kòlis, gemello del Principe di Etesberg Mikaèl Kòlis e aspirante scrittore. I due si sposarono due anni più tardi nel 2587 d.F. e nel 2588, la donna partorì una bambina, che chiamarono Etesdiàn.
La vita di Guendalina, dopo il matrimonio, non fece altro che migliorare. La posizione agiata dello sposo le permetteva di entrare nell'alta borghesia nel neo-nato Impero di Silvendar e in pochissimo tempo Guendalina divenne una delle donne più ricercate dai salotti letterari di tutta Avalon. Divenne particolarmente famosa per la scrittura di un saggio sulla letteratura Spesiana, che la affascinò fino agli ultimi anni della sua vita, quando si dedicò alla cultura Etesbergana, che la aveva colpita moltissimo.
Nel 2615 d.F., come ogni altro membro della Famiglia Kòlis, la sua vita cambiò radicalmente per il fallimento del Principato di Etesberg: il marito, NIcolàh, passò dei momenti tragici e la stabilità emotiva della coppia fu messa a dura prova. Inoltre, l'indole ribelle della figlia Etesdiàn non aiutava e questa abbandonò i genitori nello stesso anno. La figlia morì nel 2619 d.F., nonostante la notizia arrivò ai genitori solamente un anno dopo. Guendalina fu distrutta dalla morte di Etès (come soleva chiamarla) ma questo non le impedì di continuare a dedicarsi alla letteratura. Nel 2621 d.F. morì anche il marito Nicolàh. Guendalina passò gli anni seguenti a parlare in grandi convegni della cultura Etesbergana e Spesiana.
Guendalina Jepaltàl morì nel 2625 d.F..

Mikaèl Kòlis

Firma di Mikaèl Kòlis
  • Seconda Generazione
  • Data di Nascita:2557
  • Data di Morte:2615 (non precisata)

Sin da piccolo si interessò moltissimo alla cultura ed alle arti, ottendendo all'età di 18 anni la laurea in Politica, seguendo gli studi nell'Università di Avalon.

Nel 2578 , dopo il ritiro dalla scena politica Etesbergana di suo padre Lucièn, viene eletto come Riscossore, o Ministro della Giustizia, di Etesberg.


Dopo la morte del Principe Johan Van Vest nel 2596 d.F. , come scritto nel testamento del Gran Magisto della Matrice, divenne Principe del Principato di Etesberg.

Dopo il fallimento del Principato, avvenuto nel DATADAMETTERE, Mikaèl cadde in uno stato di profonda depressione, dovuto non solamente alla devastante situazione, appena vissuta, della letale epidemia di Staileiki, ma soprattutto per la perdita di ciò a cui teneva di più: la sua gente, il suo popolo, il suo ruolo. L'uomo, nonostante gli avvertimenti della moglie


Quoterosso1.png Tuttavia alcuni tra voi staranno pensando che la mia elezione sia stata comandata dallo Zenar, dal denaro. Alcuni tra voi staranno pensando che la mia carica sia frutto di nepotismo e favoritismi. Ebbene vi dico che non è così. Può forse un assassino predicare la pace? Può forse un ladro insegnare l’onestà? Può, quindi, un truffatore difendere la Giustizia? La mia risposta è no. Datemi fiducia, ed io ne sarò degno; e se non me la vorrete dare… farò del mio meglio per ottenerla. Sono Mikaèl Kolìs, figlio di Lucièn Kolìs e di Ros Anmojàn. Sono il vostro Ministro. Quoterosso2.png

~ Particolare del discorso di Mikaèl alla popolazione, poco dopo l'elezione alla carica di Riscossore

Ètienne Kòlis

  • Terza Generazione
  • Data di Nascita: 2600
  • Data di Morte: av

Figlio di Callediàn Mindàl e Mikaèl Kòlis.

Mèlisande Kòlis

Firma di Mèlisande Kòlis
  • Terza Generazione
  • Data di Nascita: 2600
  • Data di Morte: 2670



Figlia di Callediàn Mindàl e Mikaèl Kòlis, Principe di Etesberg. Fin da bambina, Mèlisande mostro di essere una ragazzo molto indipendente, ella non amava infatti la compagnia dei suoi coetanei e spesso si allontanava dai suoi stessi fratelli: Etienne e Jeanne. Fin da piccola vive il dramma della Staileiki (scoppiata nel 2603 d.F., in seguito ad un attentato terroristico ad Etesberg) e convisse per più di 10 anni con moribondi, uomini resi folli dal contagio e con un padre sempre meno presente. Nonostante il clima di tensione all'interno del quale trascorse gli anni della fanciullezza, Mèlisande sviluppò un grande amore per la letteratura e la grande cultura della madre Callediàn la guidò per i primi anni della sua formazione. Con il peggiorare della situazione del Principato e l'inasprimento dei rapporti tra i due grandi Imperi, la figura paterna venne completamente a mancare, questo provocò nella ragazza un sentimento di odio verso il padre che non avrebbe mai sanato. Molto più presente era invece la madre: ella si occupava personalmente dell'istruzione dei figli e gli fece conoscere i loro zii avaloniani: Guendalina e Nicolàh, con i quali Mèlisande non ebbe mai un buon rapporto. Callediàn si ammalò nel 2610 d.F. e la ragazza fu letteralmente traumatizzata da questo spiacevole evento. I rapporti con Jeanne ed Etienne erano pressochè nulli e la madre era l'unica figura importante nella vita di Mèlisande, l'unico punto di riferimento. Così la figlia del Principe cominciò a chiudersi in sé stessa e a sviluppare un atteggiamento sempre più ribelle ed eversivo.Più di una volta fu scoperta mentre imbrattava di terra le pareti del Municipio di Etesberg o mentre picchiava altri bambini, figli di Ministri o di altre personalità pubbliche. Questo processo di chiusura e di eversione culminò nel 2613 d.F. con la morte di Callediàn.

Dipinto raffigurate Mèlisande Kòlis

Mèlisande rimase al capezzale della madre durante tutta la notte della sua morte e si rifiutò di abbandonare il corpo, affinchè questo venisse preparato per il rito di sepoltura. Ciò rese necessario portare via Mèlisande con la forza dal letto della madre. Nel 2615 d.F. il Principato di Etesberg fu dichiarato fallito da tutte le nazioni di Zampadur e da Spes stessa. Mikaèl era letteralmente impazzito e passava le sue giornate guardando il Sole che sorgeva e tramontava. Per questo motivo gli zii paterni, Guendalina e Nicolàh,adottarono Mèlisande, Jeanne ed Etienne e li portarono con loro ad Avalon, sperando di fargli vivere, finalmente un esistenza più felice e rilassata. Nella capitale dell'Impero di Silvendar gli effetti della Staileiki erano arrivati in ritardo e in maniera molto flebile, tanto che qualche mese di isolamento fu necessario per far uscire la città dallo stato di allerta. Qui, mentre la sorella e il fratello riuscirono a "vivere di nuovo", Mèlisande non riuscì mai ad abituarsi alla scomparsa della madre, al fallimento del Principato a ai "damerini" di Avalon. Così, nel 2618, anno successivo alla morte di Nicolàh (Guendalina era morta nel 2620 d.F.) Mèlisande, lasciando solamente un biglietto ai pochi componenti della famiglia, abbandonò la città e si trasferì permanentemente nella capitale Helyana: Mainart.

I primi anni a Mainart furono durissimi. Mèlisande non riusciva infatti a trovare nessun lavoro e più volte fu costretta a chiedere l'elemosina nella piazza del mercato. Tuttavia la situazione cambiò nel 2628 d.F., anno in cui la ragazza riuscì a far innamorare un giovane mainartiano, figlio di uno dei grandi nobili della città. Il giovane, chiamato Sambeàn, ebbe una relazione con Mèlisande che furò fino al 2630 d.F.. Questa relazione fu però mantenuta nascosta: Sambeàn era infatti destinato ad un'altra donna, sicuramente più facoltosa di una principessa fallita. Così i loro rapporti si interruppero bruscamente e dal giovane helyano ricevette solamente una lettera con dei soldi dentro. Sambeàn la considerava al pari di una prostituta. Mèlisande rimase indignata dal testo cercò varie volte di aggredire il giovane, ma fu sempre fermata dalle guardie cittadine. La ragazza tornò in miseria e decise allora di sfruttare le sua abilità per guadagnarsi da vivere. Sambeàn, nella sua lettera, aveva dedicato una lunga parte alla bravura di Mèlisande in certe "situazioni" e fu proprio questo che lei fece. Nel 2631 d.F. riuscì a entrare in contatto con il proprietario di un bordello di Moleu e si trasferì nella città agricola. La donna etesbergana divenne in pochi anni famosa in tutto l'arcipelago del Valonmir e molti signori richiedevano i suoi "servizi". Ma, nel 2643, una gravidanza inaspettata la costrinse a interrompere la sua professione. Figlio di chissà quale nobile helyano, nel 2644 d.F. nacque Gildàs Kòlis.

Etesdiàn Kòlis

Firma di Etesdiàn Kòlis

Quoterosso1.png Mi dispiace per non essere mai stata il tipo di figlia che volevate: non mi appassionavano le arti, né le scienze, né la letteratura, né qualsiasi altra cosa che voi desiderate. Non avete mai condiviso i miei ideali politici e non mi avete lasciato vivere. Sì, penso che questa sia l’espressione corretta. Mi avete trattata come se non fossi mai cresciuta, guidandomi e indirizzandomi verso quello che Voi ritenevate giusto e verso quello che Voi desideravate. Tuttavia anche io ho avuto le mie colpe e vi chiedo infinitamente scusa. Quoterosso2.png

~ Estratto dell'ultima lettera di Etesdiàn Kòlis
  • Terza Generazione
  • Data di Nascita: 2588
  • Data di Morte: 2619

Figlia di Nicolàh Kòlis, gemello di Mikaèl Kòlis (principe di Etesberg), e Guendalina Jepaltàl (bibliotecaria di Avalon), Etesdiàn sviluppò fin da subito un carattere ribelle e sovversivo, completamente diverso da quello dei genitori.
I suoi primi anni ad Avalon li passò nella maestosa e famosa biblioteca, dove la madre poteva controllarla facilmente e al contempo avrebbe potuto insegnarle e indurla, fin da piccola, all'amore per la lettura e per la conoscenza. Nonostante lo scarso interesse della bambina, la sua cultura era comunque superiore alla maggior parte della popolazione.
Ma non era la cultura ad affascinare veramente Etesdiàn, era la guerra.
Nonostante questa passione non fosse propriamente femminile, i genitori la assecondarono fin da piccola e le pagarono un maestro per istruirla nell'arte della spada. All'età di 10 anni, nel 2598 d.F., era già più agile e scaltra dei suoi compagni maschi e veniva sempre seguita da un gruppetto di bambini, che erano affascinati dal suo carattere carismatico e dispotico. Nel 2599 d.F., Etesdiàn picchiò violentemente il figlio di un nobile Avaloniano, la cui famiglia aveva fatto parte dell'oligarchia della città. Questo episodio rischiò di avere gravi ripercussioni sulla famiglia Kòlis di Avalon, in quanto Guendalina avrebbe potuto perdere il posto di lavoro alla biblioteca e la loro posizione altolocata sarebbe stata compromessa. Tuttavia, dopo aver pagato una cospicua somma di zenar alla famiglia del bambino e aver spedito Etesdiàn in una scuola famosa per la sua rigidità e severità, la vita dei Kòlis continuò tranquilla.
La vita di Etesdiàn cambiò radicalmente nel 2615 d.F., quando il Principato di Etesberg fu completamente abbandonato dalla sua popolazione e fallì. Mikaèl, fratello gemello di Nicolàh, non abbandonò mai la città ma anzi ci rimase fino alla sua morte, abitando, in preda alla pazzia, il vecchio Municipio. Questa situazione distrusse a livello psicologico il padre della ragazza, e la tensione portò ad un violento litigio nello stesso anno, che vide Etesdiàn abbandonare la casa dei genitori e arruolarsi nell'esercito Imperiale di Silvendar, per seguire la sua vera passione.
Nel 2619 d.F., scrisse una lettera ai genitori e si imbarcò sulla nave dell'esercito di Silvendar, diretta al fronte Forgonduriano, poco prima di salutare per l'ultima volta i genitori.
Etesdiàn Kòlis morì nel 2619 d.F. combattendo per l'Impero di Silvendar.

Generazione di Passaggio

Gildàs Kòlis

  • Quarta Generazione
  • Data di Nascita: 2644
  • Data di Morte: 2728

Gildàs Kòlis nacque nel 2644 d.F. dalla relazione tra Mèlisande Kòlis e un nobile mainartano, di cui la madre ignorava il nome (questa era una prostituta presso Moleu). Da piccolo crebbe in un ambiente molto particolare, ovvero nel bordello dove la madre aveva lavorato. Dopo la nascita del figlio, Mèlisande aveva deciso di interrompere la redditizia professione e, grazie all’enorme ricchezza accumulata, gestì il bordello insieme al suo precedente possessore. Ovviamente, Gildàs assistette fin da piccolo a scene poco adatte a un bambino e crimini e delitti erano all’ordine del giorno neii bassifondi Helyani. Già dal 2655, all’età di 11 anni, Gildàs aveva acquisito una grande abilità nello scippo e nella scassinatura. Nel 2657 d.F. la vita della famiglia fu cambiata completamente dall’arrivo dei Buhhuiti nel piano di Letorian. L’arcipelago del Valonmir era stato il territorio meno colpito dall’esercito Buhhuita ma Gildàs e Mèlisande furono costretti ad una vita di vagabondaggio e di furti. Ma fu a 16 anni che il suo “talento” fu riconosciuto da qualcuno. Con grande piacere della madre Mèlisande, Gildàs entrò in uno dei gruppi di ladri-sciacalli che infestavano il sud dell’isola Helyana e in questo gruppo incontrò Kurusmeàn, Gasseren, la donna che poi sarebbe diventata sua moglie. Dopo la reincarnazione di Feren e la vittoria dell’assedio di Spes, Gildàs, Kurusmeàn e Mèlisande attraversarono il Portale di Spes nell’anno 2668 insieme a molti altri del Valonmir e decidono di rimanere nella nuova Spes in costruzione. Il ragazzo continuò a essere attivo nella gilda per circa 2 anni, prima di allontanarsene definitivamente insieme alla sua fidanzata Kurusmeàn. In questi dieci anni, precisamente nel 2666 d.F. era nata , da Kurusmeàn e Gildàs, Mirabelle Kòlis, che fin da piccola sembrò non accogliere lo stile di vita dei genitori, e infatti probabilmente fu proprio questo il motivo per cui i due si allontanarono dal gruppo di malfattori. Gildàs e Kurusmeàn si sposarono, con un breve e rozzo rito, nel 2673 d.F., e l’anno seguente nacque il fragile e malaticcio Thèophane, affetto fin dalla nascita da una strana malattia. Tuttavia, contro tutte le aspettative, il bambino sopravvisse fino alla maggiore età e oltre.
Nel 2680 d.F. combatte insieme all’esercito Spesiano per sconfiggere i rimasugli della potenza Buhhuita. Il cambiamento di piano e la nascita dei due figli aveva fatto cambiare completamente mentalità all’uomo che decise di condurre finalmente una vita onesta a Spes, dove riuscì a ottenere la licenza per un piccolo negozio nell’ancora in costruzione quartiere commerciale. Nel 2683 d.F. la figlia Mirabelle, probabilmente incinta, scappò di casa insieme al turbolento fidanzato Kolossèren Idenài. La fuga della figlia, che fin da piccola si era invece mostrata calma e tranquilla, sconvolse il padre Gildàs.
I due coniugi vissero insieme a Spes. Gildàs morì nel 2728 d.F.

Generazione Eselduriana (Ramo di Etienne)

Sebastièn Kòlis

  • Prima Generazione Eselduriana (Ramo di Etienne)
  • Data di Nascita: 2786
  • Data di Morte: 2851

Sebastièn Kòlis nacque nel 2786 d.F. a Spes da Tristan Kòlis e Kasdiàn Vanìs, una coppia di mercanti discendenti da Etiènne Kòlis, figlio di Mikaèl, fu Principe dell’antico Principato di Etesberg a Letorian. I genitori di Sebastièn rimasero affascinati fin da subito dalle parole del profeta Avenral Leotred, sacerdote del Culto di Uhle, quindi il bambino crebbe recitando preghiere in onore del Sommo,ascoltando i sermoni e le orazioni nelle piazze di Spes. Sebastièn ereditò dal padre la passione e l’amore per la musica.
Nel 2800 d.F., all’età di 14 anni, si trasferì con la sua famiglia nella neonata Kushima, seguendo gli altri fedeli del Culto e Avenral. Nel 2803 d.F. fondarono Lumvalos insieme agli altri fedeli. La sua fede nel culto di Uhle crebbe moltissimo nei primi anni di vita della città e ciò lo portò, nel 2808 d.F. a partecipare al Concorso Musicale e Artistico indetto dal Sinodo di Lumvalos. Così, nel 2812 d.F., presentò come lavori: i Sommi Canti e un brano per organo e violini Oltre l'uomo impera la fede (rifacendosi al motto cittadino). Il componimento fu scelto da Avernal Leotred, a quel tempo Gran Sacerdote di Lumvalos, come inno del Dominio di Uhle mentre i Sommi Canti gli valsero la carica di Sacerdote Ordinato. Grazie a questa carica, Sebastièn potè studiare ancora più a fondo la letteratura sacra e poté conoscere meglio la figura di Avernal.
Il suo cammino all'interno della chiesa di Uhle lo portò, in pochi anni, a diventare uno dei massimi conoscitori della Letteratura Sacra Uhleista e del culto in generale. Il suo impegno e la sua dedizione nell'approfondimento dei testi che erano alla base della religione del Dominio di Uhle, lo portarono a essere notato anche da Avernal Leotred in persona, che più volte si congratulò con Sebastièn per il suo eccellente operato.
Nel 2815 d.F., Kòlis conobbe una sacerdotessa da poco ordinata, il suo nome era Gurmeàn Finasdùl, e Sebastièn venne investito del compito di prepararla alla vita sacerdotale e di migliorare la sua conoscenza del culto e della letteratura nazionale. Dopo tre anni di fidanzamento, nel 2818 d.F. (Sebastièn aveva 32 anni), i due si sposarono e nello stesso anno Gurmeàn diede alla luce il piccolo Cèsar Kòlis. Dopo la nascita del figlio, il Sacerdote dedicò la sua esistenza alla scrittura di una delle più grande opere religiose: il Catechismo della Chiesa di Uhle . Questa opera, iniziata in seguito alla nomina a Maestro delle Sacre Scritture di Lumvalos, fu supportata moltissimo dal Gran Sacerdote Averna Leotred e fu completata solamente nel 2835 d.F., grazie all'aiuto del figlio Cèsar e alla consultazione dei manoscritti del Monastero Fortificato. Nel 2842 d.F., fu colpito da una malattia degenerativa agli occhi, che non gli impedirono tuttavia di dedicarsi attivamente al suo compito e alla sua più grande passione: la musica. Durante questo ultimo periodo della sua vita, utilizzando un Novizio, compose delle bellissime melodie che venivano spesso replicate in concerti pubblici o al termine delle Messe pubbliche. Sebastièn provò una grane emozione nel sentire il Gran Sacerdote nominare suo figlio Cèsar, che aveva da poco avuto in figlio (Nathanaël), e compose un brano per organo in onore di questo grane avvenimento. Nella notte del Secondo Kasbis di Simibis del 2851 d.F., Cèsar Kòlis abbandonò la vita terrena per ascendere al Bianco Forte.

Cèsar Kòlis

  • Seconda Generazione Eselduriana (Ramo di Etienne)
  • Data di Nascita: 2818
  • Data di Morte: 2890
La casa della Famiglia Kòlis a Lumvalos

Cèsar nacque nel 2818 dal Sacerdote Ordinato, poi Maestro delle Sacre Scritture, Sebastièn Kòlis e Gurmeàm Finasdùl, anch'ella Sacerdotessa dell'Ordine. Fin da piccolo ricevette una educazione di tipo religioso e volta alla carriera ecclesiastica: Cèsar intraprese il cammino di Noviziato all'età di 10 anni, aiutato nel suo cammino di fede dai genitori (il padre era un elemento di spicco all'interno degli Studiosi Uhleisti) e da figure importanti nella vita di Lumvalos, come gli esponenti del casato Biranmun, Sinepèr e Deadàr. Grazie ai suoi studi, riuscì ad aiutare il padre Sebastièn nella stesura e correzione del Catechismo della Chiesa di Uhle , che conteneva tutti i canoni, le norme, le basi della dottrina del Culto Uhleista. Probabilmente, come affermò lo stesso Cèsar: Ci troviamo di fronte alla più grande opera religiosa mai composta dall'uomo! Solamente la somma mente di Uhle avrebbe potuto guidare la mano di mio padre ed è Uhle che dobbiamo ringraziare perpetuamente e a Lui dobbiamo innalzare canti di lode e gloria! Riuscì a completare il Noviziato in 10 anni e iniziò il suo servizio verso la Chiesa di Uhle all'età di 20 anni, nel 2838 d.F., ciò gli permise di accedere liberamente e con pochissimi limiti alla fornitissima e labirintica biblioteca del Monastero Fortificato di Lumvalos , grazia alla quale ottene una vasta conoscenza de testi Sacri e poté elevarsi alla stessa carica del Padre, entrando anche in contatto direttamente con l'anziano Gran Sacerdote Avernal Leotred. Dopo poco aver ottenuto la nomina a Maestro delle Sacre Scritture, alla giovane età di 24 anni ( 2842 d.F.) conobbe la neo-sacerdotessa Sondiàn Jaku, con la quale condivideva l'interesse spassionato per la Letteratura Sacra e per la Musica, passione trasmessagli dal padre Sebastièn. Grazie a lezioni di organo impartitele da Cèsar, Sondiàn si innamorò del Sacerdote e dopo 2 anni di findanzamento, nel 2846 d.F., i due sposarono e un anno dopo ella diede alla luce un bambino: Nathanaël Kòlis. A questa grande gioia, ne seguì un'altra, ovvero la elevazione a Sacerdote Nominato e poi ad Arcistode di Cèsar, che entrò quindi attivamente nella vita politica del Dominio di Uhle . Questa carica gli permise di meglio controllare la diffusione nel culto e, intorno al 2851 d.F., si interessò moltissimo al Janzensismo, una religione nata dal Secondo Dottore, coordinatore del Centro Ricerche di Forgòn Bopville. Cèsar criticò molto il movimento, che aveva mosso delle "accuse" alla struttura gerarchica del culto, ed ebbe modo di discutere direttamente con il Secondo Dottore grazie ad un attivo scambio di missive. Nello stesso anno una tragedia colpì la famiglia Kòlis, che vide la scomparsa e la salita al Bianco Forte del padre di Cèsar: Kòlis. Cèsar fu sempre molto attivo nel coprire gli incarichi dovuti al suo ruolo e dedicò il resto della sua vita allo studio dei testi sacri e trasmise la sua grandissima cultura teologica al figlio Nathanaël, avuto nel 2847 d.F. da Sondiàn Jaku, anch'ella sacerdotessa. Abbandonò la carica di Arcustode nel 2867 d.F. e questa venne affidata al figlio Nathanael Kòlis, che fu scelto per gli importanti studi da lui condotti sulle Sacre Scritture (l'importanza della educazione paterna non fu ininfluente, a Cèsar Nathanael dovette gran parte della sua cultura). Accolse con grande gioia ed entusiasmo la pubblicazione del Messale della Chiesa di Uhle , scritto dal figlio nel 2882 d.F. Cèsar morì nel 2890 d.F. e la moglie Sondiàn salì al Bianco Forte due anni più tardi.

Nathanaël Kòlis

  • Terza Generazione Eselduriana (Ramo di Etienne)
  • Data di Nascita: 2847
  • Data di Morte: 2904

Nathanael Kòlis nacque nel 2847 d.F. da Cèsar e Sondiàn Kàku, entrambi sacerdoti lumvalossiani della Chiesa di Uhle. Sin da piccolo fu istruito dal padre alla dottrina uhleista e questo comportò il suo grande interesse. fin da giovanissimo, alla teologia e allo studio dei testi sacri, di cui si sarebbe poi occupato per tutta la vita fino alla prematura morte. All'età di 10, come di consuetudine per coloro i quali volevano interpretare il cammino ecclesiastico, divenne novizio e all'età di 20 fu ordinato Sacerdote da Asenath Leotred, Gran Sacerdotessa del Dominio di Uhle. A 20 anni, gli furono anche riconosciute le grandi abilità di teologo e scrittore che gli valsero il posto prima occupato dal padre, ormai anziano, di Arcicustode del Dominio.
L'accesso a un numero sempre più ampio di testi e studi incrementò la sua già vasta cultura e ciò gli permise di dedicarsi alla scrittura, nel 2882 d.F., di una delle più grandi opere dell'Uhleismo: il Messale della Chiesa di Uhle , ovvero il testo canonico che tutti i sacerdoti avrebbero dovuto eseguire nell'eseguire le celebrazioni. Questo fu, dopo il Catechismo della Chiesa di Uhle , uno dei più grandi risultati dell'Ordine, che trovò nell'opera un valido mezzo nella battaglia alle eresie.
Nello stesso anno, la moglie Amèlie Dejàn partorì una bambina: Amaryllis, che ricevette dal padre la stessa educazione che Cèsar gli aveva dato.

Nel 2897 d.F. di dedicò alla scrittura della Prima Orazione della Fede , che aveva il compito di diffondere la fede uhleista nei territori esteri; tuttavia una forte malattia polmonare , dopo aver pronunciato solamente la prima orazione nel Nivès Dirisùl , lo costrinse a un veloce rientro a Lumvalos. Morì nel 2904, insieme alla moglie Amèlie, a Spes (Eseldur), in seguito a una comparsa recidiva della malattia e alla infezione da parte di un morbo dell'apparato digerente.

Amaryllis Kòlis

  • Quarta Generazione Eselduriana (Ramo di Etienne)
  • Data di Nascita: 2882
  • Data di Morte: 2956

Amaryllis rappresenta un membro chiave della famiglia Kòlis, in quanto costituisce il legame tra l'ultima generazione Eselduriana, della quinta era, e la prima generazione di Karaldur, di cui lei è la capostipite e la iniziatrice.

Ella nasce nel 2882 d.F. da Nathanael Kòlis e Amèlie Dejàn, entrambi sacerdoti del culto di Uhle, a Lumvalos. La sua nascita segna nella sua storia quale sarà il suo destino e la sua vocazione in quanto, nello stesso anno, il padre pubblica una delle più grandi opere dell'Uhleismo, il Messale, punto di riferimento per ogni celebrazione canonica in linea con le direttive della Grande Sacerdotessa in carica al tempo, Asenath. Come ci si può aspettare da una ragazza di famiglia sacerdotale, Amaryllis segue le orme genitoriali entrando, non appena l'età lo permise, nel lungo percorso di noviziato, percorrendo nuovamente le tappe comuni a tutti i membri della famiglia Kòlis nel corso della Quinta Era. Nel suo diario, che la bambina tenne durante il nono e il decimo anno di vita, si riscontrano indizi di una personalità complessa e labirintica, caratterizzata da una grande profondità e al tempo stesso da una sottile ironia. Si trova infatti scritto in quelle pagine:

"Caro diario di pelle, oggi nel monastero ci hanno insegnato come Uhle ha creato tutto quello che ho visto nella mia vita. Allora ho alzato la mano e ho chiesto al maestro una cosa che volevo dire da qualche minuto, esattamente da quando la lezione era iniziata. Signor maestro anche la mia nonnina è stata creata da Uhle? Lui però si è messo a ridere e mi ha detto di no. Che sciocca che sono stata, non avevo ricordato la prima lezione! Tutti in classe si sono messi a ridere e il maestro ha dovuto chiedere il silenzio ben 3 volte! Poi a merenda ho parlato con la mia amica Jeneviàn, lei non crede a quello che dice il maestro perchè i suoi genitori le hanno raccontato una storia diversa. Allora io lo ho detto al maestro, che si è arrabbiato e ha portato Jeneviàn in un'altra classe. Questo è quello che mi è successo oggi caro diario di pelle."

Ritratto a olio di Amaryllis Kòlis nel 2902, anno di elezione ad Arcicustode del Dominio di Uhle.

Della piccola Jeneviàn non si hanno più notizie nel diario di Amaryllis, ma la bambina prima e la donna poi torneranno spesso su queste pagine del diario, per analizzare e studiare, ricordare e organizzare quei primi anni di esistenza e come l'educazione religiosa la abbia profondamente cambiata e plasmata.

La morte del padre Nathanael, nel 2897 d.F., giunta all'improvviso dopo un viaggio interrotto nel Nivès Dirisùl, è fondamentale per comprendere lo sviluppo psicologico della ragazza che stava maturando esattamente in quegli anni. La figura del padre, Arcicustode del Dominio, era notevolmenet influente a Lumvalos e Amaryllis viene assorbita dall'ala protettrice della parte più alta del clero Uhleista, che vede in lei la tradizionale prosecutrice della carica ricoperta da suo padre.

Terminato il noviziato, Amaryllis si dedica allo studio dell'arte oratorio e dell'insegnamento attraverso le prediche, seguendo, per qualche mese, un anziano e carismatico sacerdote per le piazze del Dominio di Uhle, imparando nozioni e trucchi per catturare e incancatare l'attenzione degli spettanti. Memore inoltre dell'aiuto che aveva fornito al padre nella scrittura della Prima Orazione della Fede, Amaryllis scrive moltissimi discorsi mai pronunciati, spesso creati per semplice esercizio o noia durante le lunghe e lente ore passate ad ascoltare le lezioni nell'università di Lumvalos.

Nel 2902, poco prima dello scoppio della Apocalisse eselduriana, Amaryllis viene nominata Arcicustode del Dominio di Uhle, la prima donna a ricoprire questo ruolo e la più giovane ad aver mai occupato uno scranno nel Sinodo di Lumvalos. I suoi primi due anni di carica sono caratterizzati da uno stampo tradizionalista e poco avvezzo a cambiamenti e spinte avanguardistiche, a volte fortemente osteggiate se non punite. Nel 2903 hanno inizio i segni che avrebbero portato, nel giro di un anno e mezzo, alla scomparsa totale di Eseldur con Drarth William al suo interno e Amaryllis prende parte alla marcia a piedi, guidata dal Gran Sacerdote Avernal II, da Lumvalos a Spes. I genitori di Amaryllis sopravvivono alla marcia per poi morire, colpiti da una grave malattia allo stomaco.

Nel 2908 d.F., con la scomparsa del Gran Sacerdote Avernal II, Amaryllis acquisisce la carica di Arcicustode Vicario, con il compito e il peso di sostenere la comunità Uhleista nella neonata Spes. Nonostante i suoi grandi sforzi, fino al 2936 l'Uhleismo vive un periodo di forte depressione e perdita di carattere (per leggere più informazioni su questo periodo storico, è possibile consultare la pagina Compendio della Cronistoria del Regno di Altabruma, alla data 2908 e 29036, ndr). Amaryllis vive con grande partecipazione gli eventi della comunità, rimanendo tuttavia fortemente contraria alla fondazione di un regno che non sia Ierocratico come il Dominio di Uhle e che non metta la religione al primo posto rispetto alla politica. Questo tuttavia non le impedirà di guidare la comunità religiosa e la casta sacerdotale attraverso questi anni particolarmente difficili. Ella, nonostante si tenesse su posizioni abbastanza conservatrici, prenderà comunque parte, come la sua anzianità glielo poteva permettere, alla preparazione della fondazione.

Nonostante la posizione influente e la posizione agiata e benestante, Amaryllis non riuscirà, per tutta la vita, a trovare marito. Questo la spingerà, assieme alla necessità di tramandare il cognome familiare e quindi l'eredità culturale ed economica della famiglia, ad adottare uno dei bambini dell'orfanotrofio Nakdiàn, costruito nel quartiere povero di Spes (Sesta Era). Nel 2923 d.F., Amaryllis adotta Elivàn Anmojanùl ( lett. "del nulla", tipico cognome di bambini orfani), che acquisisce il cognome Kòlis e cresce sotto la sua protezione, il suo amore e la sua educazione. Elivàn viene formato come il successore dell'Arcicustode Vicario e prende il posto della madre adottiva nel 2951, a 28 anni, quando Amaryllis inizia ad accusare i segni dell'età.

Amaryllis Kòlis morì nel 2956 d.F. a Spes, prima di vedere la fondazione della città di Yalven.

Generazione Karalduriana

La generazione Karalduriana ha inizio con l'attraversamento, da parte di Amaryllis Kòlis, Arcicustode di Lumvalos, insieme a tutte le genti di Eseldur, dell' Antico Portale, nel 2904 d.F.. Amaryllis aveva 22 anni ma era già lungamente addentrata nella vita adulta, merito della rigida educazione ricevuta dai genitori sacerdoti e della posizione che da poco tempo ricopriva. Con la morte di Avernal II, i Kòlis divengono il nuovo centro del culto Uhleista assumendo di fatto la carica di Arcicustodi Vicari, sino alla nuova comparsa del capo supremo dell'Ordine.

Elivàn Kòlis

  • Prima Generazione Karalduriana
  • Data di Nascita: 2923
  • Data di Morte: ancora in vita

Elivan Kòlis, in origine Elivàn Anmojanùl, fu adottato all'età di pochi mesi da Amaryllis Kòlis, Arcicustode Vicario del culto di Uhle a Karaldur, quando ella aveva 41 anni, nel 2923.

Nel 2951 diventa Arcicustode Vicario del culto di Uhle.

Nel 2964 d.F., dopo appena un anno dalla fondazione della città di Yalven, nel Regno di Altabruma, Elivàn inizia a una fitta corrispondenza con le nazioni del piano, inviando dapprima una epistola di presentazione del suo ruolo in ogni città e promettendo poi di continuare i rapporti religiosi con coloro che lo permettano. Particolarmente ricco si prospetta il rapporto con la città di Ascalon, unica che, insieme a Yalven, ha posto il Culto di Uhle come religione di stato: essa promette infatti all'Arcicustode Vicario la imminente costruzilne di un tempio in onore del Sommo.

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