Denai

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Il denài è la lingua madre del Jandur, la prima di cui si ha conoscenza dalla comparsa dell'uomo. Secondo la mitologia dei Superni, è l'idioma che le divinità parlano correntemente.

Denài significa grande parlare e deriva dal verbo dèna (parlare) e il suffisso verbale lirico alto -ài.

Contents

Genealogia del Denai

Prima Era

  • Denai (prima lingua umana e supernica, parlata a BoPville)

Seconda Era

Terza Era

Quarta Era

Quinta Era


Grammatica

Il denai è una lingua alfasillabica che segue l'ordine consonante vocale (CV). Il suo alfabeto è un abugida che conta sedici consonanti semplici divise in otto gruppi sillabici, tra cui una consonante speciale - la v - chiamata v eufonica; queste sedici consonanti precedono sempre le quattro vocali semplici a, e, i, o e la vocale speciale u, chiamata u eufonica.

In totale abbiamo quindi 80 sillabe. Considerato l'uso delle lettere eufoniche (vedasi capitoli successivi), è effettivamente possibile nel parlato considerare le sillabe divisibili; in tal caso anche se scorretto da un punto di vista grafemico, nel denai contiamo ventuno lettere, di cui sedici consonanti e cinque vocali.

Consonanti:

  • b
  • c (dolce, come "cena")
  • d
  • f
  • g (dura, come "ghiro)
  • j (dolce, come "genova")
  • l
  • m
  • n
  • p
  • k (dura, come "canto")
  • r
  • s
  • t
  • v
  • z

Vocali:

  • a
  • e
  • i
  • o
  • u


Alfasillabario denai

Come già detto, ci sono tre gruppi sillabici:

Primo gruppo consonantico

- Gruppo 1: b p m

- Gruppo 2: t d

- Gruppo 3: k g

- Gruppo 4: c J

- Gruppo 5: l r

- Gruppo 6: s z

- Gruppo 7: f v

- Gruppo 8: n

Per ogni consonante c'è una forma base che corrisponde alle sillabe che finiscono con la consonante "u" e altre quattro forme con le restanti vocali.


Uso della "U" eufonica

Alla fine di lessemi nominali la vocale u (e nel mezzo in caso di lessemi nominali e verbali composti da almeno due morfemi) viene usata come vocale eufonica. Viene posta alla fine dei lessemi nominali al singolare e nel mezzo di lessemi nominali e verbali composti da almeno due morfemi. Più il registro verbale è alto, più l'uso delle u eufoniche aumenta. Una persona di alto lignaggio le userà sempre, quasi a indicare iconicamente l'elevazione sociale con la maggiore lunghezza delle parole.

A fine parola la "u" può diventare -us nella forma orale (nella forma scritta finisce inevitabilmente con la -u).

Es.

  • leàns "animale" = leànsu /leànsus
  • tor "uomo" = toru
  • polasner "capanna" (formato dalla radice polos "casa" e -ner "derivatore classificativo bassissimo) = polasneru - oppure - polasuner - oppure - polasuneru
  • gurdura "scoprire" = gurudura


Uso della "V" eufonica

In ogni lessema dove presente il gruppo sillabico "v-", è possibile nell'uso orale non pronunciare. la consonante "v". In tal modo in denai è possibile avere vocali libere e dittonghi. Lo stesso nome della lingua "denai" conta l'uso della V eufonica: nello scritto infatti l'ultima vocale del dittongo prevede la caduta della V, tanto che scritto in caratteri originali si ha denàvi.

Es.

  • leàns "animale" -> levans
  • geàs "clan" -> gevàs

Morfologia e fonologia

La costruzione delle forme sintattiche parte sempre dalla parola con le sue radici al grado zero

Il denai è una lingua agglutinante. Ogni parola è formata da almeno un morfema lessicale chiamato radice che esprime il concetto base (sempre statico, mai d'azione), talvolta da due e raramente da tre. Le radici esprimono idee che, come parole a sè al grado zero o terminanti con la u eufonica, coincidono con dei sostantivi. Chi compie l'azione (definito l'attuatore) non è necessariamente sempre il soggetto dell'azione (basti pensare alle frasi passive), ma è sempre composto da una parola con almeno due radici (nel caso più comune la radice con il concetto base primigenio più -tòr o -diàn/-eàn; vedasi l'immagine a fianco), per questo motivo non esiste nessun affisso per l'attuatore.

d Es.

  • gur/guru "vista"
  • dar/daru "vita"
  • rak/raku "difesa"

N.b. come già detto, gli attuatori più comuni hanno come suffisso -tòr e diàn/eàn/mastàn, rispettivamente per il maschile e il femminile.

Le radici vengono affiancate dai morfemi grammaticali chiamati affissi, suddivisi in prefissi e suffissi. Qualora uno o più prefissi e suffissi vengano uniti in una stessa parola, seguono un ordine fisso di presenza.


Gli Affissi

Gli affissi si dividono in:

  • Suffissi classificativi: -dùr - mìr -nèr -bùr
  • Casi: -ùl (genitivo) -èl (dativo) -ùn (accusativo) -àl (ablativo) -èn (vocativo), -òl (adessivo), -ìl (partitivo), -ìn (istruttivo)
  • Prefissi generativi: ga- -jan
  • Prefissi liberi: bel- da- ba- mo- bo- an- la- ta- -an -ren -i -è
  • Prefissi derivatori: -ènnu -àllu/-òllu -àssu/-òssu, òs
  • Prefissi verbali
    • Suffissi verbali temporali: -a -iana -epa -epava -epaiana -efa -efava -efaiana
    • Prefissi verbali modali: ben- mas- cal- jos- enk- gas- esm- sar-
    • Suffissi verbali lirici: -ài -òi
    • Suffissi verbali passivi: -o (agganciato a tutte e forme verbali)
    • Prefisso verbale per la negazione go-/gon- (agganciato ai pronomi personali o alle forme verbali a seconda del modo)


Classificativi

Questi suffissi si usano per i lessemi nominali e verbali, mutandoli secondo una scala di sfumature e spesso dando vita a termini di significato diverso.

  • -dùr classificativo nominale altissimo
  • -mìr classificativo nominale alto
  • -nèr classificativo nominale basso
  • -bùr classificativo nominale bassissimo

Es. jen "autorità" (viene usato come diminutivo di jentòr "ufficiale")

  • jendùr "generale"
  • jenmìr "capitano"
  • jendùra "comandare molti/tutti"
  • jennèru "sergente"
  • jènbùr "caporale"
  • jenbùra "comandate un plotone"

N.b. i suffissi classificativi ove presenti sono sempre accentati, tranne -bùr.

I classificativi sono quasi sempre a fine parola. Vengono seguiti nei verbi dai derivatori verbali stessi e nei lessemi nominali dall'affisso del plurale -i e dai casi.

Es. gura "vedere"

  • gur + -mir + -a = gurmira "indagare"

Es. jendùr "generali"

  • jendùri "generali"
  • jendurùl "del generale"


I casi

In denai esistono otto casi, si usano unicamente nei lessemi nominali e sono seguiti solo, se presente, dal derivatore libero del plurale -i. I casi determinano uno spostamento dell'accento sulla vocale del caso.


Genitivo

Si forma con il suffisso -ùl. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica origine, appartenenza, materiale, qualità, nome. A differenza dell'italiano non indica misura o quantità (espresse direttamente dai numerali). Inoltre unito ai pronomi genera i pronomi possessivi. Il genitivo segue sempre la parola cui si riferisce.

Es.

  • polòs "casa" + -ùl = polosùl "di casa"
  • eneàn Spalmanùl "La moglie di Spalman"

Es jendur

  • jendurul "del generale" -> jenduruli "dei generali"


Dativo

Si forma con il suffisso -èl. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica il complemento di termine e lo stato in luogo.

Es.

  • Vìl "città" + -èl = vilèl "in città".
  • Tan tu' + èl = tanèl "a te"


Accusativo

Si forma con il suffisso -ùn. Quando viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica il complemento oggetto e di argomento. In genere l'accusativo non precede mai il verbo, dato che il denai segue l'ordine sintattico SVO (soggetto - oggetto - verbo); non è comunque un errore ed è anzi spesso usato in poesia, nei testi epici e liturgici; è invece consuetudine far precedere il verbo dall'accusativo quando si usano i verbi lirici.


Es. Kòlis ama Santondiàn -> Kòlis ènka Santondianùn / Santondianùn ènka Kòlis.

L'accusativo non viene usato quando la frase è al passivo: in tal caso si usa invece la forma verbale passiva.

Es. Laver è amata -> Làver ènko


Vocativo

Si forma con il suffisso -èn, da non confondersi con il suffisso -rèn (vedi sopra). Esprime chiamata, richiamo, invocazione. E' molto usato con i verbi lirici.

Es. O Donna! Parlami dell'amore! -> Dianèn! Enkùn Juatu denài!

Es. O Spalman! -> Spalmanèn

Ablativo

Si forma con il suffisso -àl. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica il complemento di moto da luogo, origine e allontanamento.

Es.

  • Tan tu + -àl = tanàl "da te"
  • Skemìs mare + àl = skemisàl "dal mare"


Adessivo

Si forma con il suffisso -òl. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica mancanza di qualcosa.

Es.

  • Mangio senza coltello -> Van pàsa tuleanòl

Partitivo

Si forma con il suffisso -ìl. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica la parte di qualcosa.

Es.

  • Mangio un pò di mela / parte di una mela -> Van pàsa evasìl

Istruttivo

Si forma con il suffisso -ìn. Quanto viene usato non è possibile inserire la "u" eufonica a fine lessema. Indica i complementi di mezzo e di compagnia.

Es.

  • Mangio con il coltello -> Van pàsa tuleanìn.

Generativi

Sono derivatori che generano lessemi di significato completamente diverso da quello originario.

ga-: prefisso indicante i colori. In denai i colori vengono identificati tramite i numeri, in ordine di colori primari e secondari

Es.

  • ga- + àntu (zero) = gàntu - nero (Eccezione: l’accento va sulla à di ga-)
  • ga- + sìlen (grano) = gasìlen - giallo
  • ga- + sàngar(sangue) = gasàngar - rosso
  • ga- + tòret (erba) = gatòret- verde
  • ga- + làb (arancia) = gelàb- arancione
  • ga- + fùj (melanzana) = gafùj - viola
  • ga- + vàr (maiale) = gavàr - rosa
  • ga- + màs (terra) = gamàs- marrone
  • ga- + skeòs (luogo generico del mare) = gaskèos- blu
  • ga- + lòkus (fiume) = galòkus - azzurro
  • ga- + mèral (pietra) = gamèral - grigio
  • ga- + dàl (dieci) = gadàl - bianco

Viene sempre attaccato direttamente alla radice iniziale della parola e segue tutti gli altri prefissi, se presenti.

Es.

  • brutto rosso = bel- + ga- + sàngar-> belgasàngar

-jan : quando usato, indica che la nuova parola creata può generare il significato precedente.

Es. ber figlio

  • ber + -jan = berjan "genitore"


Affissi liberi

bel-: aggiunge un'idea di bruttezza al significato che segue E' sempre l'affisso iniziale, che precede tutti gli altri.

Es.

  • ber "figlio -> belbèr "brutto figlio"
  • bel- + (ga- + sàngar "fuoco") "rosso" -> belgasangar "brutto rosso"


da-: prefisso che indica generalizzazione, perdita di scopo.


ba-: indica in modo dispregiativo un'idea di cattiveria.

Es.

  • ba- + ber "figlio -> babèr "figlio cattivo"


mo-: indica vaghezza, incertezza, minore autorità. E' quasi sempre l'affisso finale, seguito solo dall'affisso indicante i colori ga-.

Es. dena "parlare"

  • mo- + dena -> modèna "borbottare"

Es. leu "re"

  • mo- + leu -> moleu "nobile"

Es. bosangar "rosso"

  • mo- + (ga- + sàngar "fuoco") "rosso" -> mogasàngar "rossiccio"


bo-: crea un nome collettivo. E' quasi sempre l'affisso finale, seguito solo dall'affisso indicante i colori ga-.

Es. ereb "albero"

  • bo- + ereb -> boereb "foresta"


an-: indica l'esatto contrario, serve per gli antonimi. Viene utilizzato unicamente quando non esistono radici per i termini contrari. E' quasi sempre l'affisso iniziale, segue solo bel-. nei lessemi nominali ed è invece sempre il

primo nei lessemi verbali.

Es. dena "parlare"

  • an- + dena -> andena "stare in silenzio"


la- e ta-: indicano rispettivamente lontananza e vicinanza. Sono sempre seguiti dal termine cui fanno riferimento.

Es. varpa "andare"

  • la- + varpa -> lavarpa "allontanarsi"
  • ta- + varpa -> tavarpa "avvicinarsi"


-an: è il suffisso d'importanza, modifica la parola rendendola più formale.

Es.

  • Gàl (papà) -> Gàlan (padre)
  • Tòr (uomo) -> Tòran (signore)

N.b. per i termini deàn (ragazza), diàn (donna adulta), màstan (anziana) -an non si ripropone, essendo già presente nella radice base. I tre termini equivalgono quindi a signorina, signora e anziana signora. N.b.2 lo stesso dicasi per i pronomi personali, finendo tutti in -an già nella loro radice, non è possibile utilizzare il suffisso d'importanza. E' però talvolta usato, in modo colloquiale tra persone che necessitano di un certo grado di formalità ma che non vogliono esprimere subordinazione l'uno con l'altro (es. Vànan, Tànan, Nànan). Tale uso è considerato grammaticalmente scorretto.

-ren: è il suffisso appellativo, traducibile con "conosciuto come". E' quasi sempre un onorifico. Viene usato solo con i lessemi nominali.

Es.

  • Deadu (nome proprio) -> Deaduren "conosciuto come Dead"


-i: indica il plurale. Si usa nei lessemi nominali ed è posto sempre alla fine della parola.

Es. jendur "generale"

  • jenduri "generali"


: è il suffisso per i termini non numerabili, in primis i numeri ordinari stessi. Se la parola che seguono si attacca a una seconda, il suffisso scompare.

Es.

  • iumu "secondo" -> iumuè "due"
  • vuluvè "perchè"
  • iumè + bopè -> iumbopè "quanto"

Affissi derivatori

-ènnu è il participio (modo che non esiste in denai e non è considerato una forma verbale. In denai è chiamato anche derivatore d'azione) presente , indica chi compie l'azione sul momento. Non ha una forma passiva.

Es.

  • gùra "vedere" + -ènnu -> gurènnu "vedente"
  • dèna "parlare" + -ènni -> denènni "parlanti"

-àllu/-òllu: è il participio passato, indica chi ha compiuto o subito l'azione.

Es.

  • stailà "morire" + -àllu -> stailòllu "morto"
  • daraka "assassinare" + -àlli -> darakàlli "assassini (che hanno già assassinato)"
  • daraka "assassinare" + -òlli -> darakòlli "assassinati"
  • jòsa "conoscere" + òlli -> josòlli "conosciuti"

-àssu/-òssu: è il participio futuro, indica chi sta per compiere o subire l'azione nell'immediato.

Es.

  • gur "vista" + -àssu -> guràssu "in procinto di vedere"
  • gur "vista" + -òssi -> guròssi in procinto di essere visti"
  • dèna "parlare" + -àssi -> denàssi "destinati a parlare"


-òs / -vòs: partendo dal termine a grado zero, quest'affisso chiamato derivatore locativo identifica il luogo deputato del concetto base. Per quanto sia possibile farlo precedere dalla u eufonica (in tal caso il derivatore diventa -vòs), in genere si presenta privo.

Es.

  • vànnu "commercio" -> vannòs (o vannuvos) "mercato"
  • supu "volo" -> supòs (o supuvos) "cielo"

Affissi verbali

Suffissi verbali temporali

Vedi: Tempi verbali


Suffissi verbali lirici

Di uso prettamente aulico, ricorrente nella poesia, nelle dichiarazioni ufficiali, nell'epica e nella liturgia religiosa, i verbali lirici servono a intensificare in positivo o in negativo il significato dei verbi. Sono solo al presente semplice.

  • -ai suffisso verbale lirico alto (l'azione risulta migliorata nel suo scopo)
  • -oi suffisso verbale basso (l'azione risulta peggiorata nel suo scopo)

Es. dena "parlare"

  • denai "gran parlare" cioè informare, spiegare, parlare correttamente.
  • denoi "piccolo parlare" cioè parlare tentennando, omettendo volontariamente o per ignoranza.

N.b. i suffissi lirici non hanno contemplano la forma passiva.


Suffissi verbali passivi

La forma passiva si attua sostituendo l'ultima vocale -a con -o, in ogni forma verbale possibile.

Es. Tan gùra (tu vedi) -> Tan gùro (tu sei visto) Es. Vani gurèpa (noi vedevamo) -> Vani guraiàno (noi eravamo visti)


Prefisso verbale per la negazione

In denai la negazione nelle forme verbali si attua aggiungendo il prefisso go- ai pronomi personali (per i modi definiti) o gon- direttamente al verbo (per i modi indefiniti).

Es. Van dèna (io parlo) -> Govan dèna (io non parlo) Es. Mani gurra (essi guarderebbero) -> Gomani gurra (essi non guarderebbero) Es Dèna (parlare) -> Gondèna (non parlare) Es. Denaiàna (parlando) -> Gondenaiàna (non parlando)

L'accento

Esiste un solo tipo di accento in denai. Salvo eccezioni, i termini a grado zero hanno posizionato l'accento sulla vocale della prima sillaba, raramente sulla vocale della seconda.

  • Es. dèn "parola"
  • Es. kàr "grande"
  • Es. karàl "imponente"

I verbi prevedono sempre uno spostamento dell'accento alla vocale della sillaba successiva. L'accento non cade mai sulla desinenza verbale al presente semplice, attivo e passivo (quindi da dèn "parola" si avrà dèna e non denà"); in tutti gli altri casi cade sulla desinenza verbale, alla penultima vocale.

  • Es. mòras "cammino" -> moràsa "camminare"
  • Es. Van moràsa "cammino" -> Van morasèpa "camminavo"
  • Es. dèna "parlare" -> denài "grande parlare"
  • Es. Van dèna "parlo" -> denaiàna "Io sto parlando"

Le parole composte hanno una certa libertà per quanto riguarda l'accentazione, sebbene è quasi sempre preferibile che l'accento rimanga a metà parola. Nessun prefisso prende mai l'accento, al contrario alcuni suffissi ce l'hanno sempre: i classificativi, i casi, i derivatori e i già citati verbali lirici.

  • Es. jèn + dùr = jendùr
  • Es. Lòkus "fiume" + -ùl = lokusùl "del fiume"
  • Es. Meàl "aiuto" + tàl = mealtàl "aiutato"

Nei termini in cui sono presenti più suffissi con spostamento d'accento, si segue tale ordine:

  • I classificativi danno sempre precedenza ai casi, ai derivatori e ai verbali lirici.
  • I derivatori danno sempre precedenza ai verbali lirici.
  • I casi hanno sempre precedenza (non sono mai usati insieme ai verbali lirici)
  • I verbali lirici hanno sempre precedenza (non sono mai usati insieme ai casi)


  • Es. jendùr -> jendurùl
  • Es. jendùr -> jenduròs
  • Es. jendùr -> jenduròi
  • Es mealtàl -> mealtalài

Nei dittonghi accentati (salvo in quelli dei suffissi modali lirici), l'accento è sempre posizionato sulla seconda vocale.

  • Es. keàs
  • Es. geàs
  • Es. denài (essendo un suffisso lirico, l'accento è sulla prima vocale)

Sintassi

L'ordine sintattico è soggetto verbo oggetto (SVO) come in italiano. I sostantivi precedono gli aggettivi (a meno che non si uniscano in una sola parola: in questo caso l'ordine s'inverte) e i verbi precedono gli aggettivi facenti funzione di avverbi.


Pronomi personali

  • Van/Veàn = io (maschile/femminile)
  • Tan/Teàn/Tòan = tu (maschile/femminile/neutro)
  • Man/Meàn/Moàn = egli/ella/esso
  • Vani/Veàni = noi
  • Tani/Teàni/Tòani = voi
  • Mani/Meàni/Moàni = essi

I pronomi singolari possono essere usati in modo informale per esprimere il plurale corrispettivo. Possono inoltre essere marcati per definire riverenza o dispregio, con i classificativi nominali.

Es.

  • Vandùr = Io (tono arrogante, tranne nei casi di persone famose ed illustri).
  • Vanmìs = Io (tono orgoglioso)
  • Vannèr = Io (tono da sottomesso)
  • Vanbùr = Io (tono totalmente umiliante. Se usato in certe situazioni, può essere ironico)

La marcatura cambia ed è presente a seconda di chi si è e di chi si ha davanti.

  • Tra pari (informale): nessuna marcatura.
  • Tra pari (formale): tutti usano il -mir per gli altri ma non per sè.
  • Tra impari (informale): il sottoposto non usa marcatura per sè e usa il -mir per il superiore; il superiore non usa marcature.
  • Tra impari (formale): il sottoposto usa il -ner per sè e il -mir per il superiore; il superiore non usa marcature o usa il -mir.
  • Tra impari (molto formale): il sottoposto usa il -ner per sè e il -mir per il superiore; il superiore usa il -ner per il sottoposto e il -mir per sè.
  • Tra impari (militare): il sottoposto usa il -ner o non usa marcature per sè e il -dur per il superiore; il superiore ha totale libertà di scelta (per quanto il -bùr se usato indica disprezzo).
  • Tra impari (regale o liturgico): il sottoposto usa sempre il -bùr per sè e il -dur per il superiore (in caso di divinità o grande monarca, si usa addirittura il "Jutandur", la forma più grande di onorificenza); il superiore ha totale libertà e in genere si riferisce a sè stesso come Vandur o Juvandur. (questa è anche la formula per le preghiere e le sacre scritture).

I capi di stato e in genere persone potenti che rappresentano molte persone negli eventi pubblici usano tutti il -dur/duru, per sè e per gli altri.

N.b. l'unico caso in cui il verbo non viene preceduto da soggetti e pronomi si ha quando il modo è indefinito.

Es.

  • Piove "màsa" (significa anche piovere, ma con il tono giusto è anche una forma imperativa - che in denai è indefinito).

Pronomi riflessivi

Non esistono dei veri pronomi riflessivi in dènai. Il riflessivo viene formulato usando il verbo al passivo oppure specificando dopo il verbo il pronome personale relativo.


Es.

  • Mi sento bene = Van fèlna van vàu
  • Si credono degli eroi = Nani fòko èlikanùli
  • Ti credono un eroe = Nani vanùn fòka èlikan


Pronomi possessivi

  • Mio = Vanùl
  • Tuo = Tanùl
  • Suo = Manùl
  • Nostro = Vanùli
  • Vostro = Tanùli
  • Loro = Manùli


Articolo determinativo

Esiste un unico articolo in denai, è il determinativo (n.b. si legge "ghè"). Rimane immutato per genere e numero. Quando un nome non viene preceduto dall'articolo, viene considerato indeterminato, a meno che non sia preceduto da altri specifici termini grammaticali.

Es.

  • Tor dàra anbè BoPville = un uomo vive a BoPville
  • Gè Tor dàra anbè BoPville = l'uomo vive a BoPville
  • Ladegès Tor dara anbè BoPville = quell'uomo vive a BoPville
  • Tabis Van pasepava var = oggi ho mangiato maiale
  • Tabis Van pasepava gè var = oggi ho mangiato il maiale


Tempi verbali

Esistono tre cinque modi e tre tempi verbali in denai. Da notare che non esiste il verbo essere, che viene costruito tramite la forma passiva dei verbi.

Modi:

  • Indicativo (definito)
  • Condizionale (definito)
  • Infinito (indefinito)
  • Gerundio (indefinito)

Tempi:

  • Presente
  • Passato
  • Futuro

Ci sono tre possibili aspetti verbali: semplice (imperfettivo), composto (perfettivo), continuato (imperfettivo).

Nell'indicativo il tempo presente ha due aspetti verbali, il passato e il futuro tre, per un totale complessivo di otto tipi di coniugazione:

  • Il presente semplice
  • Il presente continuato
  • Il passato semplice
  • il passato composto
  • il passato continuato
  • il futuro semplice
  • il futuro composto
  • il futuro continuato


Nel condizionale i tempi si riducono a tre:

  • Il presente semplice
  • Il presente continuato
  • Il passato semplice


Nell'infinito abbiamo:

  • Il presente semplice
  • Il passato semplice
  • Il futuro semplice


Infine nel gerundio abbiamo:

  • Il presente continuato
  • Il passato continuato


Essendo una lingua no-drop, i pronomi (sei in totale) sono sempre presenti prima del verbo stesso, salvo per i modi indefiniti (infinito e gerundio). Non esiste coniugazione per pronome.

Indicativo

Presente semplice

Corrisponde alla forma base verbale con la vocale finale -a

Es.

  • Van dena = io parlo
  • Tan dena = tu parli
  • Man dena = egli parla
  • Vani dena = noi parliamo
  • Tani dena = voi parlate
  • Mani dena = essi parlano


Presente continuato

Si forma dal presente semplice, si aggiunge il suffisso -iana.

Es.

  • Van denaiana = io sto parlando
  • Tan denaiana = tu stai parlando
  • Man denaiana = egli sta parlando
  • Vani denaiana = noi stiamo parlando
  • Tani denaiana = voi state parlando
  • Mani denaiana = essi stanno parlando


Passato semplice

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -epa.

Es.

  • Van denepa = io parlavo
  • Tan denepa = tu parlavi
  • Man denepa = egli parlava
  • Vani denepa = noi parlavamo
  • Tani denepa = voi parlavate
  • Mani denepa = essi parlavano


Passato composto

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -epava.


Es.

  • Van denepava = io ho parlato / parlai
  • Tan denepava = tu hai parlato / parlasti
  • Man denepava = egli ha parlato / parlò
  • Vani denepava = noi abbiamo parlato / parlammo
  • Tani denepava = voi avete parlato / parlaste
  • Mani denepava = essi hanno parlato / parlarono


Passato continuato

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -epaiana.


Es.

  • Van denepaiana = io stavo parlando
  • Tan denepaiana = tu stavi parlando
  • Man denepaiana = egli stava parlando
  • Vani denepaiana = noi stavamo parlando
  • Tani denapeiana = voi stavate parlando
  • Mani denepaiana = essi stavano parlando


Futuro semplice

Parte dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -efa.

Es.

  • Van denefa = io parlerò
  • Tan denefa = tu parlerai
  • Man denefa = egli parlerà
  • Vani denefa = noi parlereremo
  • Tani denefa = voi parlerete
  • Mani denefa = essi parleranno


Futuro composto

Parte dal grado vocalico zero, si aggiunge il suffisso -efava.


Es.

  • Van denefava = io avrò parlato
  • Tan denefava = tu avrai parlato
  • Man denefava = egli avrà parlato
  • Vani denefava = noi avremo parlato
  • Tani denefava = voi avrete parlato
  • Mani denefava = essi avranno parlato


Futuro continuato

Parte dal grado vocalico zero, si aggiunge il suffisso -efaiana.


Es.

  • Van denefaiana = io starò parlando
  • Tan denefaiana = tu starai parlando
  • Man denefaiana = egli starà parlando
  • Vani denefaiana = noi staremo parlando
  • Tani denefaiana = voi starete parlando
  • Mani denefaiana = essi staranno parlando

Condizionale

Il condizionale si crea con il raddoppio dell'ultima consonante del verbo all'indicativo (quindi o della sua radice per quanto riguarda il presente semplice, o dei suffissi verbali per gli altri tempi).

N.b.: se il verbo ha la forma a grado zero che finisce con due consonanti successive, queste vengono divise obbligatoriamente con la "u" eufonica.

Es. Van ènka "Io amo" -> Van ènukka "Io amerei"

Presente semplice

Corrisponde al grado zero con il raddoppio dell'ultima consonante e la vocale finale -a.

Es.

  • Van denna = io parlerei
  • Tan denna = tu parleresti
  • Man denna = egli parlerebbe
  • Vani denna = noi parleremmo
  • Tani denna = voi parlereste
  • Mani denna = essi parlerebbero


Presente continuato

Nasce dal grado zero, cui si aggiunge il suffisso -ianna.

Es.

  • Van denaianna = io starei parlando
  • Tan denaianna = tu staresti parlando
  • Man denaianna = egli starebbe parlando
  • Vani denaianna = noi staremmo parlando
  • Tani denaianna = voi stareste parlando
  • Mani denaianna = essi starebbero parlando


Passato semplice

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -eppa.

Es.

  • Van deneppa = io avrei parlato
  • Tan deneppa = tu avresti parlato
  • Man deneppa = egli avrebbe parlato
  • Vani deneppa = noi avremmo parlato
  • Tani deneppa = voi avreste parlato
  • Mani deneppa = essi avrebbero parlato


Infinito

L'infinito corrisponde alle forme verbali dell'indicativo per il presente, il passato e il futuro semplici, senza i pronomi personali. Viene usato come imperativo, inesistente in denai nella sua forma definita.

Presente semplice

Corrisponde alla forma base verbale con la vocale finale -a

Es.

  • dena = parlare


Passato semplice

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -epa.

Es.

  • denepa = aver parlato


Futuro semplice

Parte dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -efa.

Es.

  • denefa = stare per parlare


Gerundio

Il gerundio corrisponde alle forme verbali dell'indicativo per il presente, il passato e il futuro semplici, senza i pronomi personali.

Presente continuato

Si forma dal presente semplice, si aggiunge il suffisso -iana.

Es.

  • denaiana = parlando


Passato continuato

Si forma dal grado vocalico zero, aggiungendo il suffisso -epaiana.


Es.

  • denepaiana = avendo parlato

Forme passive nei tempi verbali

Si crea con la desinenza -o, che va a sostituire la -a finale della forma attiva in tutti i modi e i tempi.

Es. Enka "amare" -> ènko "essere amato"

  • Van ènka = io amo -> Van ènko = "io sono amato"

Es. Dena "parlare" -> dèno "esser detto"

  • Van denèfa = io parlerò -> Van denèfo = "io sarò detto"

Suffissi verbali modali

In denai è possibile dare delle sfumature di significato ai verbi aggiungendo i cosiddetti prefissi modali. Tali prefissi possono essere anche verbi a sè, quando hanno il ruolo di verbo principale.

I verbi modali sono sei:

  • Bèna "potere" da cui ben-
  • Càla "volere" da cui cal-
  • Màsa "dovere" da cui mas-
  • Jòsa "sapere" da cui jos-
  • Ènka "amare" da cui enk-
  • Gàsa "odiare" da cui gas-
  • Èsma "pensare" da cui esm-
  • Sàra "decidere" da cui sal-

N.b. màsa esprime anche il concetto di aver bisogno.

Esempi:

  • Van bèna = "Io posso"
  • Van bendèna = "Io posso parlare"
  • Van bendènna = "Io potrei parlare"
  • Van càla = "Io voglio"
  • Van caldèna = "Io voglio parlare"
  • Van caldènna = "Io vorrei parlare"
  • Van màsa = "Io devo" (o "Io ho bisogno")
  • Van masdèna = "Io devo parlare" (o "Io ho bisogno di parlare")
  • Van masdènna = "Io dovrei parlare" (o "Io avrei bisogno di parlare")
  • Van jòsa = "Io so"
  • Van jòsdèna = "Io so parlare"
  • Van jòsdènna" = Io saprei parlare"
  • Van ènka = "Io amo"
  • Van enkdèna = "Io amo parlare"
  • Van enkdènna = "Io amerei parlare"

(n.b. per motivi eufonici è possibile aggiungere una "u" eufonica tra il modale e il verbo cui si lega: Van enkudèna; Van enkudènna)

  • Van gàsa = "Io odio"
  • Van gasdèna = "Io odio parlare"
  • Van gasdènna = "Io odierei parlare"

Comparativi

In denai si usano tre termini per i comparativi: moè "più/più di", poè "meno/meno di", faranè "ugualmente/tanto quanto"

Es.

  • Spalman è più forte di sua moglie -> Spalman moè diman eneàn nanùl

n.b. in denai il verbo essere non esiste.

Es.

  • Quel soldato è tanto forte quanto me -> Ladegès rak faranè dìman Van (lett. "quel soldato mi è ugualmente forte")

Faranè può essere usato come termine vero e proprio: fàran "uguale"

Es.

  • Gli uomini sono tutti uguali -> Tòri faràno mojàn | Tòri mojàno faràni (entrambe le soluzioni sono corrette)

n.b. mojan è sia plurale, sia singolare, sebbene sia possibile usare la forma mojani.


Numerali

I numeri sono ordinali con la radice a vocale zero o con la vocale eufonica "u" ed hanno il plurale convenzionale con la vocale "i"; gli ordinali invece sono sempre con la vocale finale grammaticale "è" accentata.

L'enumerazione è a base dieci.

Ordinali

  • Primo: Bos (da BoPville)
  • Secondo: Tun (da Humine)
  • Terzo: Mis (da Mitala)
  • Quarto: Esòn (da Exploro)
  • Quinto: Nan (da Nadi)
  • Sesto: Fal (da Falconia)
  • Settimo: Ves (da Venezia)
  • Ottavo: Alan (da Alyon)
  • Nono: Nivan (da Nyan) (significa anche "gatto")
  • Decimo: Dal (da Dalmasca)
  • Undicesimo: dalbos
  • Dodicesimo: daltun
  • Tredicesimo: dalmis
  • Centesimo: dalbùr
  • Millesimo: dalner
  • Milionesimo: dalmir
  • Miliardesimo: daldur

Esempio di plurale Quinti -> nani


Cardinali

  • Zero: àntu
  • Uno: bosè
  • Due: tunè
  • Tre: misè
  • Quattro: esonè
  • Cinque: nanè
  • Sei: falè
  • Sette: vesè
  • Otto: alanè
  • Nove: nivanè
  • Dieci: dalè
  • Undici: dalbosè
  • Dodici: daltunè
  • Tredici: dalmisè
  • Quattordici: dalesonè
  • Venti: tundalè
  • Ventuno: tundalbosè
  • Trenta: misdalè
  • Quaranta: esondalè
  • Cinquanta: nandalè
  • Sessanta: faldalè
  • Ottanta: alandalè
  • Novanta: nivandalè
  • Cento: dalburè
  • Centouno: dalburbosè
  • Centodieci: dalburdalè
  • Centoundici: dalburdalbosè
  • Centoventi: dalburtundalè
  • Cinquecento: nandalburè
  • Mille: dalnerè
  • Milleuno: dalnerbosè
  • Millecentoundici: dalnerdalburdalbosè
  • Diecimila: daldalnerè
  • Centomila: dalburdalnerè
  • Un milione: dalmirè
  • Un miliardo: daldurè

Glossario

A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

A

  • A anbè
  • Abbassarsi anjàla
  • Abbastanza logumè
  • Abbattere ofzèra
  • Abete filèreb
  • Abitare toròsa (da tòr "uomo" + -òs, suffisso locativo)
  • Abitato torostàl
  • Accarezzare pomèna
  • Accendere vìsa
  • Accento jaltòkku (lett. "alto simbolo", perchè si mette sopra le lettere")
  • Accerchiare lòdra (da lòdru "cerchio")
  • Acceso krès
  • Accettare kànda
  • Accettato kàndu
  • Acciaio lèandor, diminuito generalmente in leàn
  • Acclamare jamàla
  • Accoppiarsi simìlsambàna (da samban "lussuria")
  • Acqua skèu (da Kataskematico) (n.b. il termine può finire solo con la u eufonica, dato che solo i lessemi grammaticali finiscono con la "è". Usato come radice per altri termini però la u eufonica cade)
  • Adattare pikelàna
  • Adatto pikèlan
  • Addio dardàra (da dar "vita" + dara "vivere". lett. "la vita vive")
  • Adesso bisnerè
  • Adolescente (femmina) eàn
  • Adolescente (maschio) dòr
  • Affollare bamabòla (da ba- dispregiativo e mabola "riunire")
  • Affondare (tanto di una nave, quanto l'atto di affondare un'arma dentro un corpo) lìka
  • Affondo lìk
  • Agilità mondùr (da mòn "movimento")
  • Aguzzo, affilato jùlidu (da ju- "bello" e lìdu "spada". "spada affilata" quindi sarebbe lidu julidu)
  • Aiutare meàla
  • Aiuto meàl
  • Aiutante mealtòr
  • Aiutato (cioè "colui che viene aiutato") mealtàl
  • Ala supeàn
  • Alato supeantàl / supevantàl
  • Alba bìsras
  • Albeggiare bisràsa
  • Albero èreb
  • Alcool vèlen
  • Alcuno/i maolè
  • Alleato sanniltàl
  • Alleanza sànnilu
  • Alleare sannìla
  • Allearsi sannìlo (sciogliere un'alleanza si dice ansannìla)
  • Allontanarsi lavàrpa (da la- suffisso che indica lontananza + varpa "andare")
  • Allora
  • Alto sifejàl comunemente ridotto in jal
  • Altro/i bomaolè (da bo- che indica vaghezza + maolè "alcuni")
  • Altro ieri labèkebis (da la- suffisso che indica lontananza + bekebis "ieri")
  • Alzare jàla
  • Alzarsi jàlo
  • Alzato jaltàl
  • Amare ènka (da enku "amore")
  • Amarsi simìlènka
  • Amaro anseàd (da seàd "dolce")
  • Amen kasnèv (significa anche "per definizione", "così sanno tutti", "comunemente", etc.)
  • Amico dontòr (amica è dondiàn)
  • Amicizia dònu
  • Amore ènku
  • Anche kinè
  • Ancora jejè
  • Andare/attraversare vàrpa (da /warp) (il verbo ha significato di andare se dopo si usa la particella anbè "a", significa attraversare invece se compare subito il termine di riferimento. es. varpa andè BoPville "Andare a BoPville", varpa BoPVille "Attraversare BoPville")
  • Angolo jòdru
  • Anguria daj
  • Anima nìves
  • Animale leàns/leànsu (da Bakreantu)
  • Anno lid (da Lidia)
  • Annuire jamàsa (da ja "sì" + amas "volto) (allo stesso modo ferenamasa significa scuotere il capo per dire di no)
  • Annusare tìpa garàna (da tipa "prendere" e garana "odorare". Lett. "prendere odore")
  • Antenato losberjàn (da los "vecchio" + berjan "genitore")
  • Anziana mastàn
  • Anziano lostòr
  • Apparire kopèrà
  • Aprire krèsa
  • Aperto krès
  • Arancia làn
  • Arancione gelàb
  • Arare/lavorare la terra silèna
  • Arcano mìson
  • Arco mòsok (da mosòka "tirare")
  • Arcobaleno arelu (da Arlen, autore di "Somewhere over the rainbow")
  • Arciere mosokutòr ("uomo arco")
  • Architetto terostòr
  • Architettura tèros
  • Ardente fulenèl
  • Ardere fulèna
  • Argilla somèral (da sommu "vaso" + mèral "pietra", perchè usata per creare vasi)
  • Arrendersi tàna
  • Argento pèntu
  • Aria mas
  • Ariamoto masmeàn (da mas "terra" + meàn "violenza") (significa anche "violenza necessaria, dovuta", data l'omonimia mas "aria/dovere")
  • Arma kòles
  • Armata/legione boràkumir (da bo- suffisso collettivo + raku "soldato" + -mir suffisso classificativo nominale alto)
  • Armatura zermeàlu (da zer "combattente" + mealu "aiuto")
  • Arrivare/giungere anbèa (da anbè "a/in") (dopo anbea non si usano termini per indicare il moto a luogo. "Arrivare a BoPville" si dice anbea BoPville)
  • Arrivederci dardonèko (lett. "la vita ama")
  • Arrivo anbevòs
  • Arso fulentàl
  • Arte bòrdu
  • Ascoltare misìna
  • Ascoltatori dentàl (ascoltare solo parole umane) o misintor (generico)
  • Asino: munleàns / mun
  • Aspettare paràsa (da paras "momento")
  • Assassinare daràka
  • Assedio èvan
  • Assediante evantòr
  • Assumere tekìma
  • Asta nòrok
  • Atmosfera kìrik
  • Attaccare pujìla (si legge "pugila")
  • Attaccante (raidatore) pujiltòr
  • Attaccato pujiltàl
  • Attacco pùjil
  • Attirare mesùga
  • Attrazione mesùg
  • Aumentare moenàva (da moenavu "molto")
  • Autoritàjen
  • Avambraccio tenesàrt (da tenes "braccio" + artu "mezzo")
  • Avanzare dèka (da dekè "avanti")
  • Averekìpa
  • Avido bacaltòr (da bàcu "avidità").
  • Avidità bàcal (da ba- che indica cattiveria e cal che indica desiderio. Letteralmente "cattivo desiderio")
  • Avvelenare mindàla
  • Avvicinare tavàrpa (da ta- suffisso che indica vicinanza + vàrpa "andare")
  • Avvicinarsi simìltavàrpa
  • Avvocato emastòr (da tor- "uomo" + emàs "fatti/prove". Lett. "uomo delle prove")
  • Avvolgere kudòna


B

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  • Bacca drès
  • Bagliopietra etèsjon (da etès "luce" + jòn "cubo")
  • Bagnare kujìna
  • Bagnarsi simìlkujìna
  • Ballare jumonòsa (da ju- prefisso per il bello e monòsa "muovere")
  • Bambina mòr/moreàn
  • Bambino mòr
  • Banda (gruppo militare generico) boràku (da bo- suffisso collettivo + ràku "soldato")
  • Banca zenarduròs
  • Banchiere zenardurtòr
  • Bandiera ron
  • Barca vesanèr (da vesàn "barca" + -ner suffisso classificativo nominale bassissimo)
  • Barone molèbur (da moleu "capo/nobile" + -bùr suffisso classificativo nominale bassissimo)
  • Baronia (indipendente) moleburdevàs (da molebur "Barone" + devàs "nazione")
  • Baronia (dipendente da un regno) moleburkeàs (da molèbur "Barone" + keàs "provincia")
  • Bastardo òttosen
  • Bastone kap
  • Battaglia fàlamir (da falàm "litigio" + -mir, uffisso classificativo nominale alto)
  • Beato vaudentàl
  • Beh màcce (si può usare anche come intercalare)
  • Bellissimo kàrju
  • Bello ju (prefisso o termine completo)
  • Bene (valore morale) vàu
  • Bene (proprietà) kip
  • Benedetto vaudentàl
  • Benedire vaudèna (da vau "bene" + dèna "parlare", lett: "dire bene")
  • Benedizione vàuden
  • Benessere vàudar (da vau "bene" + dar "vita")
  • Benvenuto kasvarpè (non ha plurale)
  • Bere skèsa
  • Bere (alcool) velàna
  • Bestia kreàntu (da cui bakreàntu "bestie cattive")
  • Bevanda sèrmu
  • Bianco gadàl
  • Binari: jevalnèr
  • Bisogno (avere bisogno) nànka (si può anche esprimere con il modale màsa, "dovere").
  • Bisogno nànku
  • Bloccare dreàsa (da dreàs "muro". Lett. "murare")
  • Blu gaskeòs
  • Bocca danjàn (da dana "parlare" e jan "crea")
  • Borbottare modèna (da mo- suffisso che indica vaghezza e dena "parlare)
  • Bovino cuvàn
  • Blocco jon
  • Braccio tènes (l'intero arto, spalla inclusa) o tenesmìr (indica la parte tra la spalla e l'avambraccio, come in italiano) (da tènes + -mir suffisso classificativo nominale alto)
  • Brandire tìpa
  • Bruciare/accendere (solo il fuoco) sangàra
  • Brutto bel
  • Budino bàvas
  • Bugia gol (da gòla "mentire")
  • Bugiardo goltòr (da gòla "mentire")
  • Buio anetès (da an- + etès "luce")
  • Buono òn
  • Buttare turìka


C

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  • Cacciare leànsraka (da leànsu "animale" + ràka "combattere")
  • Cadere enòka (da ènok "caduta")
  • Caduta ènok
  • Caldo dògu
  • Calma feàs
  • Calmare feàsa
  • Calmarsi feàso
  • Calice dòlpu
  • Calzare Mairasu (da morasa "camminare" e mainè "sotto")
  • Cambiare duramìra (da dura + mira)
  • Camera/vano nolòs
  • Camminare moràsa (da "mortali", coloro che non possono volare, appunto)
  • Cammino mòras (da moràsa "camminare)
  • Camminatore morastòr
  • Campo (di battaglia) kenòs
  • Campo (di grano) silentàl
  • Cane òdon
  • Cantare judèna (da ju "bello" è dena "parlare")
  • Canto judèn
  • Capello sìnor
  • Capire elamasdùra (da èlamas "testa" + dur classificativo nominale altissimo)
  • Capitale vildùr (da vìlu "città" + dur)
  • Capitano jenmìr (da jen + -mir)
  • Capanna/Catapecchia polosnèr (da polòs "casa" + -neru classificativo nominale basso)
  • Capelli lìzi (al singolare ovviamente è liz/lizu)
  • Capo/comandante/nobile molèu (da mo- suffisso che indica vaghezza + leu "re")
  • Capo architetto bopu terostòr (lett. "Primo architetto")
  • Capoclan jengeastòr
  • Capodanno lìdras (lett. "Inizio anno")
  • Capoluogo vilmìr (da vìlu "città" + mir)
  • Caratteristica pèssin
  • Carbone vàpor (da "vapore")
  • Carezza pòmen
  • Carezzare pomèna
  • Carne umàn
  • Caro (affetto) seàd
  • Caro (economicamente) bìver
  • Carro tìkas
  • Carretto: ankartìkas
  • Casa polòs
  • Cascata skenòku (da ske "acqua" + enòka "cadere")
  • Castello polosdùr (da polòs "casa" + -dur suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Cassa toràk (da cassa toracica!)
  • Cattedra bidelnèlku
  • Cattivo òf
  • Cautela jùntu
  • Cavalcare un asino: munvàrpa
  • Cavalcare un cavallo: minvàrpa
  • Cavaliere: mintòr
  • Cavalleria: bomìnrak (da bo- che indica collettività, min "cavallo" e raku "soldato")
  • Cavallo: minleàns / min
  • Cavo meàs
  • Cenere kànos
  • Centro ekè
  • Cercare sèka
  • Cerchio lòdrù
  • Certezza anmè (da an- che indica il contrario + mo- che indica vaghezza)
  • Cespuglio sùnpu
  • Che daidè
  • Chi semè
  • Chiamare rèna (da ren "nome")
  • Chiaro gacàs
  • Chioma (tando dei capelli, quanto degli alberi) mosìnor
  • Chiedere lakàsta
  • Chiesa jensòs
  • Chiudere plèna
  • Chiunque motorè
  • Chiusoplèn
  • Ciao judar (lett. "bella vita")
  • Cicatrice gànnu
  • Cibo pàs
  • Cielo supòs/supuvòs (da supu "volo" + -òs/vòs, derivatore locativo)
  • Cimitero stailòs
  • Cinque nadè
  • Ciotola tòlu
  • Circa gasè
  • Città vìlu
  • Cittadino viltòr (da vil "città" + tor "uomo")
  • Civiltà zàmpu
  • Clan geàs
  • Cognata àsen
  • Cognato àsgen
  • Colonia kolòs
  • Colonizzare kòla
  • Colorare gàva
  • Colpire idèna
  • Colpo ìden
  • Colpito identàl
  • Collina kardàn (da kar "grande" e dan "imponente")
  • Collo neteàn
  • Coltello tuleàn
  • Coltivare silèna
  • Comandante jentòr
  • Comandare (generico) jèna (da jen "autorità") vàna
  • Comando (vedi ordine)
  • Combattente rakutòr
  • Combattere ràka
  • Combattimento rak (
  • Come fabè
  • Commerciare vànna
  • Commercio vànnu
  • Cominciare kàrta
  • Compagnia/centuria (gruppo militare) boràkuner (da bo- suffisso collettivo + ràku "soldato" + -ner suffisso classificativo nominale basso)
  • Comprare lèma
  • Con altè (nel senso di "per mezzo di")
  • Concedere balòs
  • Condanna got
  • Condannare gòta
  • Condannato gotàl
  • Commovente (vedi "commozione")
  • Commosso sensutàl
  • Commozione sènsu
  • Complimento Ondènbur (letteralmente "parola buona")
  • Commuovere sènsa
  • Comune (inteso come "luogo comune") (vedi "amen")
  • Con partè (da /party)
  • Confine (nazionale) devàsnordu
  • Confine (provinciale) keàsnordu
  • Confuso nònnon
  • Conoscenza jos
  • Conoscente (quello che impara) jostàl
  • Conoscente (colui che conosce) jostòr (può significare anche secchione)
  • Consigliare kesàna
  • Consiglio kèsan
  • Contadino silentòr (da silen "grano" + tor "uomo". Lett. "uomo grano")
  • Contaminare (vedi "corrompere")
  • Contaminato (vedi "corrotto")
  • Contare nàva (da Navarone)
  • Contare (su qualcuno o qualcosa) (vedi "credere")
  • Conte mòlener (da molèu "capo/nobile" + -ner suffisso classificativo nominale basso)
  • Contea (indipendente) molenerdevàs (da mòlener "Conte" + devàs "nazione")
  • Contea (dipendente da un regno) molenerkeàs (da mòlener "Conte" + keàs "provincia")
  • Continente maindùr (da maìn "terra" + -dur, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Continuare jejèa (verbalizzazione di jejè "ancora")
  • Contornare kirìka (da kìrik "cornice")
  • Contrario kàjil
  • Contro sabè
  • Controllare (nel senso di cercare) sèka
  • Controllare (nel senso di dominare) itàra
  • Controllato sekutàl / itartàl
  • Controllo sek / ìtar
  • Controllore sekutòr / itartòr
  • Coperta palaìd (
  • Coppia bèan
  • Coprifuoco karantìn
  • Coprire palaìda
  • Coraggio ankùrus (an- + kurus "paura")
  • Corda ìmpu
  • Corna (vedi corno)
  • Cornice kìrik
  • Corno lànk (corna è plurale e diventa "lànki")
  • Corpo èbas
  • Corrotto angeàn
  • Corrompere geànala (geàn purezza + ablativo -al. Letteralmente "allontanare dalla purezza")
  • Corso (del fiume) lokòs
  • Corso (scolastico) bidèlkas (da bidèla "insegnare" + kas "tempo")
  • Corteccia zer
  • Correggere balàla
  • Correre/galoppare fàla (da "fly")
  • Corridore faltòr
  • Corretto balaltàl
  • Correttore balaltòr
  • Correzione balàlu
  • Corsa/galoppo (movimento veloce in generale) falmòn (da fal "velocità" + mòn "movimento")
  • Cosa degès (si pronuncia deghes)
  • Così/perciò mitè
  • Costare bivèra
  • Costo/costoso bìver
  • Costruire karfàsa
  • Costruttore karfastòr
  • Costruzione karfàs
  • Corretto/retto (vedi "giusto")
  • Corto anrèd
  • Cucinare pàsa
  • Cubo jon
  • Cugina toleàn
  • Cugino tòl
  • Cultura zenzàmpu
  • Cuocere (vedi "cucinare")
  • Cuoco pastòr
  • Cuore jàras
  • Curare epòsa
  • Cranio/teschio àmelet
  • Credenza fòkus
  • Credente fòktòr
  • Credere fòka
  • Credere (in qualcuno o qualcosa) fòka inè + compl. oggetto
  • Crescere pèna
  • Crescita pèn
  • Creare jàna
  • Creatore jantòr (se mortale, altrimenti JANSUPEREN se divino)
  • Creazione jantàl
  • Creeper kerèper (omonimo)
  • Crollare vajòna
  • Cronaca (vedi racconto)


D

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  • Da batè
  • Dare kolòsa (da Colossum)
  • Davanti dekè
  • Davvero masonè
  • Debito mèndu
  • Debole andiman
  • Decidere sàla
  • Decisione sàl
  • Decorare menjèva
  • Decorazione menjevu
  • Delizia pasaldùr
  • Dentro inè
  • Descrivere èlga
  • Descrizione èlgu
  • Deserto karejìt (da kar "grande" e ejìt "sabbia")
  • Destino àsu (da Torrazzo)
  • Destra rètru (da Retravas)
  • Diamante brus (da Bruce Lee!!! Yeah!)
  • Diceria koròn (da "cronologia")
  • Dichiarare guerra / fare guerra kèna (da kèn "guerra")
  • Dichiarare pace nàda (da nàdu "pace")
  • Dietro bekè
  • Difendere zeràka (da zer e -ràka, radice che significa combattere. Letteralmente è quindi "corteccia che combatte")
  • Difensore zerakutòr
  • Difficile anplàgu (da plàgu "facile")
  • Diffondere (vedi "sparpagliare")
  • Diminuire poenàva (da poenàvu "poco")
  • Dinastia kasmèdu (da kas "tempo" + mèdu "famiglia". Letteralmente significa "famiglia nel tempo")
  • Dio jènsu (da jen- + su "obiettivo")
  • Dipendere mogàna
  • Dipendente (che dipende da) moganèl
  • Dipendenza mògan
  • Dipingere dàma
  • Dipinto/quadro damàl
  • Dire dèna
  • Direzione màl
  • Dirigere (vedi "guidare")
  • Diritto gòbin
  • Disabitato antorostàl
  • Discorso dendùr (da den "lingua" + -dùr suffisso classificativo altissimo)
  • Discutere bodèna
  • Disgustoso mèsol
  • Disperarsi anenaldùro
  • Disperato anenaldurtòr
  • Disperazione anenaldùr
  • Distruggere/demolire sinepèra (da Snipper)
  • Distrutto/demolito sinepertàl
  • Distruttore/demolitore sinepertòr
  • Distruzione sìneper
  • Disturbare sansàra
  • Disturbo sànsar
  • Dito mausmìr (da maùs "mano" -mìr suffisso classificativo nominale alto)
  • Diventare sìma
  • Dividere, separare mòsa
  • Divino zenjènsu (significa anche "religione")
  • Divisione mos (
  • Dolce seàd (da "seadas", i dolci sardi)
  • Dolore kìs
  • Domanda lakàsta (da le- che indica lontananza + kàstu "informazione. Lett. "informazione che è lontana")
  • Domandarelakàsta
  • Domani dèkebis (da dekè "avanti" + bis "giorno")
  • Dominare (vedi "controllare")
  • Donare lìnda
  • Donatore lindutòr
  • Dono/Donazione lìndu
  • Donna diàn
  • Dopo kasdekè
  • Dopodomani ladèkebis (da la- suffisso che indica lontananza + dèkebis "domani")
  • Dormire ròduma
  • Dottore (vedi "medico")
  • Dove jefè (si pronuncia gefè)
  • Dovere màsa
  • Drappello (vedi "plotone")
  • Drappo ron
  • Dritto menejèu (n.b. il termine può finire solo con la u eufonica, dato che solo i lessemi grammaticali finiscono con la "è". Usato come radice per altri termini però la u eufonica cade)
  • Deglutire dùba (onomatopeico)
  • Duca moledùr (da molèu "capo/nobile" + -dùr suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Ducato (indipendente) moledurdevàs (da moledùr "Duca" + devàs "nazione")
  • Ducato (dipendente da un regno) moledurkeàs (da moledùr "Duca" + keàs "provincia")
  • Duellante kolistòr
  • Duellare kolìsa
  • Duello kòlis (da Kolisch)
  • Durante/mentre iànu (da Iaan)
  • Duro angòn (da an- prefisso per i contrari + gon "morbido")
  • Drago enduleànsu/èndu (da èndu "ender" + leànsu "animale")


E

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  • E kanè
  • Ecatombe (vedi "apocalisse")
  • Eccentricità pùtu
  • Eccentrico putòr
  • Eccettuare limàna
  • Eccetto limanè
  • Eccezionalità/Eccezionale julìman
  • Eccezione lìman
  • Eccidio (vedi "apocalisse")
  • Echeggiare kuvèna
  • Eclissare bisùna
  • Eclisse (sia lunare, sia solare) bìsun
  • Eco kùven
  • Ecologia lòdar
  • Economia nàvan
  • Economico navantàl
  • Eden nadòs
  • Edificio mopòlos
  • Educare pìsa
  • Educazione pìs
  • Educatore pistòr
  • Eguagliare faràna
  • Elaborato nàndanu
  • Elmo zerèlamas (da zer "corteccia" ed èlamas. Letteralmente "corteccia testa")
  • Enderman endutòr (da endu "ender" + tor "uomo")
  • Energia jìvan
  • Entrare varpìna (da vàrpa "andare" + ìnu "dentro")
  • Entrata vàrpin
  • Enorme kàral
  • Epoca kasdùr
  • Eppure tulè
  • Era kasdùr
  • Erba tòret
  • Eremita eremtòr (da èrem "libertà")
  • Eremitare/liberare erèma
  • Esagerare loròna
  • Esagerazione lòron
  • Esercito borakdùr (da bo- suffisso collettivo + ràku "soldato" + -dùr suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Esigenza nànku
  • Esigere nànka
  • Esiliare amàra
  • Esilio àmar
  • Esplodere epèra
  • Esplosione èper
  • Espressione sùs
  • Errare feàna
  • Errore feàn (una persona che commette un errore è dunque un "feantòr")
  • Eroe èlikan
  • Esistere/stare dadàra (da da- prefisso generico e dàra "vivere". Si usa anche per le cose inanimate)
  • Esplorare fongùra
  • Esploratore fongurtòr
  • Esplorazione fòngur
  • Est lèjis
  • Eternità / Eterno kasmojàn
  • Evento (vedi "situazione")
  • Evitare lùnga (da "allungatoia", che bisogna sempre evitare) (sì, mi diverto così)


F

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  • Fabbro bannutòr (da bànnu "martello + tòr "uomo")
  • Facile plàgu
  • Faccia àmas
  • Falange mausnèr (da maus "mano" -nèr suffisso classificativo nominale basso)
  • Falso anemu (da anime, animazioni giapponesi con personaggi fittizi)
  • Fama àlansu
  • Famiglia mèdu
  • Famoso alansutòr )
  • Fango beluskèu (è anche una bevanda simile alla vodka)
  • Fantastico dòllu
  • Fante sàpar
  • Fanteria bosàpar
  • Fare kimèra
  • Fare qualcosa di vigliacco kurùsa
  • Fatto èmas
  • Favorevole fàjil
  • Feci supùt
  • Fegato neàn
  • Felicità ènal
  • Femminile eàn
  • Fendente sùmpu (eseguire un fendente si dice sùmpa)
  • Ferire fàlka
  • Ferita fàlku
  • Ferito falkutòr
  • Fermare rantìna
  • Fermo rantàl
  • Ferro cak (si legge "ciak")
  • Ferrovia: jèval
  • Fertilità janeàn
  • Fierezza juèl
  • Fiero jueltòr
  • Fiore ìlès
  • Filo di ragno meàs donkreantùl (lett. "la cosa del don", cioè del ragno)
  • Figlia bereàn
  • Figlio bèr
  • Fila pòsas
  • Filo meàs
  • Filosofia zenènes
  • Fischiare roneàsa
  • Fischio roneàs
  • Fiume lòkus (da lokùsa "scorrere/fluire")
  • Finalmente nakkè
  • Fine rùn
  • Finire rùna
  • Finito runtàl
  • Fino a akkè
  • Fintanto, finchè akkasè
  • Fisica enèsvor
  • Fitto kùvan
  • Fluire/scorrere lokùsa
  • Foglia sìlob
  • Follia fùs
  • Fonte fòcen
  • Forca capu (da "cappio")
  • Foresta boèreb (da bo- prefisso collettivo + ereb "alberi")
  • Formaggio mùpas (da muvàs "latte" e pàs "cibo")
  • Forse panè
  • Forte dimantàl (da diman "forza")
  • Fortuna pu
  • Forza dìman
  • Forziere torakùd
  • Fottere likeàna
  • Frase denmìr (da den "lingua" + -mir suffisso classificativo alto)
  • Fratello gèn
  • Freccia trenèan
  • Freddo bìru
  • Fretta teàs
  • Frutta bànas
  • Fulmine 'pèmas
  • Fumare sangarmàsa
  • Fumo sangarmàs (da sàngar "fuoco" + mas "aria")
  • Fuoco sàngar
  • Fuori aninè (da inè "dentro")
  • Fuga pan
  • Fuggire pàna (da pan "fuga")
  • Furia mudìnan


G

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  • Galeone vesànmir (da vesàn "nave" + -mir suffisso classificativo nominale alto)
  • Galleggiare skeràsa(da ske "acqua" e rasa, accorciamento di moràsa "camminare")
  • Gallina eikù
  • Gamba ebasnèr (da èbas "corpo" + -ner suffisso classificativo basso)
  • Gambali zerebasnèr
  • Gatto nìvan (il termine significa anche "nove")
  • Gelare birdùra
  • Gemello/gemella amasgamèd (da àmas "viso" + gamèd "identico")
  • Gemma meralmìr (da mèral "pietra" + mir, suffisso nominale alto)
  • Generale jendùr (da jen + -dur, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Genio kotèl
  • Genitore berjàn (da ber "figlio" + -jan "che crea)
  • Gentile kasnutòr
  • Gentilezza kàsnu
  • Geografia vèras
  • Geografo verastòr
  • Gettare kùa
  • Ghiaccio birdùr (da biru "freddo" + -dur, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Ghirigoro càcen (si legge "ciacèn")
  • Già
  • Giallo gabòs
  • Gilda neàs
  • Giocare sèrva
  • Giocatore servutòr
  • Gioco sèrvu
  • Giornata (periodo di luce; giorno e notte insieme) bis
  • Giorno bisetès (bis "giornata" + etès "luce")
  • Giovane nèstu
  • Giù manè
  • Giudicare jenemàsa
  • Giudice jenemastòr (da jen "potere" + emastor "avvocato")
  • Giudicato jenemastàl
  • Giudizio/Giustizia jenemàs
  • Giungere sapàuna
  • Giuramento mèdan
  • Giustizia gànd
  • Giusto meàd
  • Girare sapàla
  • Giurare medàna
  • Gloria etesdèn (da etès "luce" + dènu "parola", lett. "parola di luce")
  • Goccia skebur
  • Golem di neve paràg
  • Gonfio tàgu
  • Governatore (nazione) jendevàs
  • Governatore (provincia) jenkeàs (da jen "autorità" e keàs "provincia")
  • Governare (una nazione) jendevàsa
  • Governare (una provincia) jenkeàsa
  • Grande karàl (enorme)/kar (grande)
  • Grano/frumento sìlen (campo di grano è silental)
  • Grazie kasnelè (da kasnu "gentilezza" + -lè che indica lontananza)
  • Grida/grido karaldèn
  • Gridarekaraldèna (da karal "enorme" + dena "parlare")
  • Grigio gamèral
  • Grinta caldèk (da cal "volontà" e dek "avanti")
  • Grugnire modèna
  • Guanto zermàus (da zer "corteccia" + maus "mano")
  • Guarire anfàlka (da falka "ferire")
  • Guerra kèn
  • Guerriero kentòr
  • Guidare màla


H

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  • Handicap pòpal
  • Handicappato popaltòr
  • Hotel dakmòs


I

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  • Io Van
  • Idea ènes
  • Ieri bèkebis (da bekè "indietro" + bis "giorno")
  • Illuminare etèsa (da etes "luce")
  • Imboscata calzenarfalàm (da calzenàr "tradimento" + falàm "litigio")
  • Immortalità darkasmojàn
  • Immortale darkasmojantòr
  • Imparare pulòsa
  • Imperatore julèu (da ju "bello" lèu "capo/nobile" Lett. "Sublime re")
  • Impero juleudevàs (da julèu "imperatore" + devàs "nazione". Lett. "Sublime regno")
  • Imponente dan
  • Imprigionare kazàra (da kàzar, "imprigionamento")
  • Impronta òrus
  • Improvviso babìsbur (da ba- prefisso per indicare qualcosa di cattivo e bìsbur "minuto")
  • In (stato in luogo) inè (moto a luogo) anbè
  • Incitamento bòris
  • Incitare borìsa
  • Incontrare kòspa
  • Incontro kòspus
  • Incrociatore vesandùr (da vesàn "nave" + -dùr suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Incrociatore volante masvesandùr (da mas "aria" + vesandùr "incrociatore")
  • Incubo gòs (subire un incubo si dice gòso, far vivere un incubo si dice gòsa)
  • Identico/stesso gamèdu (da ga- suffisso che indica il colore e medu "famiglia")
  • Imbrogliare inòka
  • Imbroglio ìnok
  • Immediatamente bendè
  • Imminente takasè
  • Imprecare vaiùma
  • Impurità angeàn
  • Indagare/notare gurmìra (da gur + -mir, suffisso classificativo nominale alto)
  • Indicare spèka
  • Indicazione spèku
  • Indietreggiare/ritirarsi bèka (da bekè "indietro")
  • Indifferenza ansènan (da an- + sènan "interesse")
  • Indifferente ansenantòr (o al femminile ansenandiàn)
  • Indipendente (che non dipende da) anmoganèl
  • Indipendenza 'anmògan
  • Inferiore andùru
  • Inferno annadòs
  • Infinito anmùn
  • Informazione kàstu
  • Ingannare inòka
  • Inganno 'ìnok
  • Ingrediente mòsuk
  • Iniziare ràsa
  • Inizio ràs
  • Inno (Nazionale) devasapòlu (da devàs "nazione" + àpol "musica" )
  • Inno (Provinciale) keaspòlu (da keàs "provincia" + àpol "musica" )
  • Insegnare bidèla
  • Insegnante bideltòr
  • Insegnamento / scuola di pensiero bìdel
  • Insieme/con uninè
  • Insistere milàna
  • Insufficiente logùbur (da lògu "quantità" + -bùr suffisso classificativo nominale alto)
  • Insulto Ofudènbur
  • Interessante sènan
  • Interessare senàna
  • Interessarsi senàno
  • Interessato senantòr (o al femminile senandiàn o senaneàn)
  • Interrompere kasrantìna
  • Intrepido geròs
  • Inutile anteàl (da teàl "utile")
  • Insultare/sparlare badèna (da ba- suffisso per indicare cattiveria e dèna "parlare")
  • Intelligenza mèl
  • Inverno bopeàs (lett. "prima stagione")
  • Ipnotizzare senèna
  • Irrazionalità ànvor
  • Irruente tefèru
  • Iscriversi inetolkèno
  • Isola (normale) mankèu
  • Isola (volante) mànmas
  • Istituto lavudòs


L

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  • laè (Il la- è il prefisso per la lontananza)
  • Labbro mùsu
  • Lacrima merkuner (da mèrku "pianto")
  • Lago skeneròs (ske + -ner)
  • Lama tuleàn
  • Lampo kòmpos
  • Lana sères
  • Lancia suntèàl
  • Lanciare sunteàla
  • Lapis vàrku
  • Largo sìfebul comunemente ridotto in bul
  • Lasciare pèsa
  • Lato òdru
  • Latte muvàs
  • Lava basangàr (lett. "cattivo fuoco")
  • Lavare samùna
  • Lavoratore idastòr
  • Lavorare idàsa
  • Lavoro ìdas
  • Lavorato/manufatto kimertàl
  • Lealtà tònar (essere leali si dice tonàro)
  • Legare bònda
  • Legge 'dìsì
  • Leggenda sajàn
  • Leggere pàla
  • Leggero fìres
  • Legno kànad
  • Lento anfàl (da an- suffisso che regge il contrario + fàl "veloce")
  • Leone dàndu
  • Lettera dènner (da den "lingua" + -ner suffisso classificativo bassissimo)
  • Letto rodumòs (da ròdum "sonno")
  • Lettore paltòr
  • Lettura pal
  • Lezione bidèlkas
  • Liberare erèma
  • Libertà eremtàl
  • Libero èrem
  • Libero (uomo) eremtòr
  • Libro paltàl
  • Limite (fisico e psicologico) nòrdu
  • Lingua den
  • Liquefare dolùnda
  • Liquefarsi dolùndo (tradotto anche come "avere una paura matta")
  • Liquido dòlund
  • Litigare falàma
  • Litigio fàlam
  • Litigante falamatòr
  • Livello (grado) dùmin
  • Locanda dakmòs (da dak "riposare" + il locativo -òs)
  • Lontano/oltre lajefè "da la- "lontananza" + jefè "dove")
  • Loro, essi Mani
  • Luce etès
  • Lui, egli Man
  • Luna gadaletès (da gadàl "bianco" ed etes"luce". Lett. "bianca luce")
  • Lungo (senso spaziale e temporale) red (usato come "a lungo" redè)
  • Luogo mànsu
  • Lupo vùston
  • Lussuria sàmban

M

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  • Ma bembè
  • Maceria koftàl
  • Madre màlan
  • Mai ànkas (da an- che indica il contrario e kas "tempo")
  • Maiale var / varleàns
  • Male bàu
  • Menedetto baudentòr
  • Maledire baudèna (da bàu "bene" + dèna "parlare", lett: "dire male")
  • Maledizione bàuden
  • Malessere baudàr (da bàu "male" + dar "vita")
  • Mamma màl
  • Mancare serèna
  • Mandria di cavalli: bòmin
  • Mangiare pàsa
  • Mano maùs
  • Manufatto/oggetto lavorato kimertàl (da kimèra "fare")
  • Mappa tàbu (da "tab", tasto di default per vedere la mappa)
  • Marchesato (indipendente) molemirdevàs (da mòlemir "Marchese" + devàs "nazione")
  • Marchesato (dipendente da un regno) molemirkeàs (da mòlemir "Marchese" + keàs "provincia")
  • Marchese mòlemir (da moleu "capo/nobile" + -mir suffisso classificativo nominale alto)
  • Mare skemiròs (ske "acqua" + -mir, suffisso classificativo nominale alto)
  • Marea munu
  • Maremoto skemeàn (da ske "acqua" + meàn "violenza")
  • Marinaio vesantòr (da vesàna "navigare")
  • Marcio bannàu (da ba- + annau "sporco)
  • Marito èntu
  • Marrone gamàs
  • Martellare bànna
  • Martello (normale) bànnu
  • Martello (da guerra) banneàn
  • Maschera òpel
  • Maschile dòr (significa anche "ragazzo"))
  • Massacro ràvis
  • Matematica bosùmvòr
  • Materasso gonòs (da gon "morbido")
  • Matrimonio kài
  • Mattina bèlmon
  • Medico epòsu (da eposa "curare")
  • Mela evàs
  • Melanzana fùj
  • Melo evasèreb
  • Membra (s'intende anche organi, umani e animali) deàn
  • Meno poè
  • Mentire gòla (da gol "bugia")
  • Mentirsi simìlgòla
  • Mercante vannutòr (da vanna "commerciare")
  • Mercato vannòs / vannuvòs (da vannu "commercio" + -òs/vòs, derivatore locativo)
  • Merce vannutàl (da vànna "commerciare")
  • Mese bisdùr (da bis "giorno" + -dùr, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Metallo dor
  • Mettere pùca (si legge pucia)
  • Mettersi simìlpàca
  • Mezzanotte anbìsart
  • Mezzo (in senso spaziale e temporale) àrtu
  • Mezzogiorno bìsart
  • Mezzosangue/meticcio skedaràrt (da skedàr "sangue" + art "mezzo")
  • Migliore vaudùr (da vàu "bene")
  • Migliorare vaudùra
  • Millennio liddùr (da lid "anno" + -dùr)
  • Milza timeàn
  • Minuto bìsbur (da bis "giorno" + -bùr, suffisso classificativo nominale bassissimo) (nota bene: non esistono i secondi in denai!)
  • Modello òvar
  • Moglie eneàn
  • Molto moenàvu (da moè "più" e nàva "contare")
  • Momento pàras
  • Mondo janmìr
  • Moneta zènar
  • Montagna karàldan (da karàl "enorme" e dan "imponente")
  • Morbido gon
  • Mordere pasmàrta (da pàsa "mangiare" + -art "mezzo")
  • Morire stàila
  • Mortalità darkàs (lett. significa "tempo vitale", ha significati polivalenti)
  • Mortale darkastòr
  • Morte stàil
  • Motivo kèpor
  • Motore sun
  • Movimento mòn
  • Mozzafiato àsnu
  • Mucca cuvàn
  • Mulattiera: munjeàl
  • Muovere monòsa
  • Muoversi simìlmonòsa
  • Mura (di una città) dreasmìr
  • Muraglia dreasdùr
  • Muro dreàs
  • Musica àpol


N

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  • Narratore dentòr
  • Nascere varpàina (letteralmente "andare fuori". Attenzione: ha lo stesso significato di "uscire")
  • Naso garanjàn (da gàran "odore" + jan "crea")
  • Natura jedu (dall'utente Gjed)
  • Naufragare esmèta
  • Naufragio esmetòr
  • Nave vesàn
  • Navigare vesàna
  • Navigazione vesàn
  • Navigatore/avventuriero/viaggiatore vesantòr
  • Nazione devàs
  • Neanche ankinè (da kinè "anche")
  • Necessario nànku
  • Nebbia fèren / ferèn
  • Negozio sopuvòs (da sòpa "vendere" + vòs)
  • Nemico èsel
  • Nero gàntu
  • Nervoso tinètu (da TnT)
  • Nessuno / niente anmojàn
  • Neve bìrmir (da biru "freddo" + -mir)
  • Nido ròdumas (da ròdum "sonno" e mas "aria", lett. aria sonno)
  • Nipote (maschio) berbèr
  • Nipote (femmina) berbereàn
  • No fèr/fèren
  • Nobile / capo molèu (da mo- suffisso che indica vaghezza e lèu "re") (n.b. il termine può finire solo con la u eufonica, dato che solo i lessemi grammaticali finiscono con la "è". Usato come radice per altri termini però la u eufonica cade)
  • Nobiltà moleutàl
  • Noi Vàni
  • Noia sìnes
  • Noioso sinestòr
  • Nome rènu (da Superno) (usato come suffisso verbale -ren indica "Colui che", è onorifico e viene usato quando si vuole celebrare qualcuno. Un grande guerriero quindi non è semplicemente un rak, ma un rakaren "Colui che combatte").
  • Non fèr
  • Nonna kargàl
  • Nonno karmàl
  • Nonostante / indipendentemente da bensabè
  • Nord dìris
  • Notizia pòp
  • Notte anbìs
  • Nudo tòltu
  • Numero nav
  • Nuotare skemonòsa (da skeu "acqua" + mòn "movimento")
  • Nuoto skemòn
  • Nuovo fòrgon
  • Nutrire pàsa (come "mangiare")
  • Nutrimento pàs
  • Nuvola jalfèren (da jal "alto" + feren "nebbia". Lett. "nebbia alta")


O

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  • O kunè
  • Obbedire dòca (si legge "docia")
  • Obbediente docutòr
  • Obbedienza dòcu
  • Occhio gurjàn (gur "vista" + jan "crea")
  • Oceano skeduròs
  • Ocelot nìvan
  • Odiare gàsa
  • Odio gàsu
  • Odorare garàna
  • Odore gàran
  • Oggi tabìs (da ta- suffisso che indica vicinanza + bis "giorno")
  • Ogni / ognuno vadè
  • Oligarchia jenpoenàv (da jen "autorità" + poenàvu "poco")
  • Onda alis
  • Onestà mènfes
  • Onore kònis
  • Ospitalità sàlvu
  • Ospitare sàlva
  • Ospite salvutòr
  • Orecchio misinjàn (da mìsin "suono" + jan "crea")
  • Ora (solo per indicare l'aspetto cronologico) bisnèr (da bis "luce" + -ner, suffisso classificativo nominale basso)
  • Ora bisnerè
  • Oratore dontòr
  • Orazione dòn
  • Ordinare (nel senso di comandare) jèna vàna
  • Ordinare (nel senso di mettere a posto) sèma
  • Ordine sèm
  • Ordinato semòllu
  • Organo (parte anatomica) deàn
  • Origine fòcen
  • Ormai
  • Oro bànku (da "banca")
  • Oscurità kònvu
  • Osservatore gurtòr
  • Osso nub (da niubbo, che è il primo a diventare ossa morendo)
  • Ovest dèjis


P

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  • Pace nàdu
  • Padre gàlan
  • Paesaggio meàren
  • Palazzo polosmìr
  • Pancia ebasmìr (da èbas "corpo" + -mir suffisso classificativo alto)
  • Pane kuàs
  • Pantaloni zerebasnèr (da zer "corteccia" + ebasnèr "gamba")
  • Paese (inteso come piccola città) vìlner
  • Pagare nadìna
  • Paglia con (si legge "ciòn")
  • Papà gàl
  • Paradiso nadòs
  • Parola dènbur (da den "lingua" + -bùr, suffisso classificativo basso)
  • Parlare dèna
  • Parlare a gran voce kardèna (da kar "grande" + dèna "parlare")
  • Parlamentare kasàra
  • Partenza beavòs
  • Partire bèa (da anbèa "arrivare")
  • Partito jènas
  • Partorire tòra (per gli esseri umani), leànsa (per gli animali), bakreànta (per i bakreàntu)
  • Passo òrus
  • Paura kùrus
  • Pazzia fus
  • Pecora gaialeànsu / gàiu
  • Peggio baudùr (da bàu "male")
  • Peggiorare baudùra
  • Pelle vòiazer (da voialeànsu "vacca" e zer "corteccia. Letteralmente è "corteccia mucca")
  • Pene bùmu
  • Penitenza ìgoru
  • Pensare èsma
  • Pensante esmènnu
  • Pensiero èsmu
  • Per vulè
  • Perdere dòsa
  • Perdente dòsènnu
  • Perché vuluvè
  • Perfezione ùdu (ma è molto più frequente usarlo come suffisso -ud)
  • Pericolo/Pericoloso zùlus
  • Persona motòr
  • Pesante mètes
  • Pesca (attività) ìnes
  • Pesca (frutto) tìval
  • Pescare inèsa
  • Pesce skeleànsu (da ske- acqua - e leànsu. ske viene da Kataskematico)
  • Pesco tivalèreb
  • Petto ebasdùr (da èbas "corpo" + -dùr classificativo nominale altissimo)
  • Piacere (nominale) lès
  • Piacere (verbo) lèsa
  • Piangere mèrka
  • Piano (inteso come mondo) janmìr
  • Pianura kàrvan (da kar "grande" + van "piatto")
  • Pianta nùt
  • Pianto mèrkus
  • Piatto (ha doppio senso in denai, significa anche ordine, perchè ciò che è liscio è considerato ordinato) (sia come forma, sia come oggetto) òvan
  • Piccolo ankaràl (minuscolo) / ankàr (piccolo)
  • Piede èbasbur (da èbas "corpo" + -bùr suffisso classificativo bassissimo)
  • Pieno bènes
  • Pietra/roccia mèral
  • Pietrisco meralnèr (da mèral "pietra" + -ner, classificativo nominale basso)
  • Pino nottèreb / nòttu
  • Pioggia skemàs (lett. "acqua cielo")
  • Pipistrello avidleàns / avìd
  • Pirata skeravistòr (sa ske "acqua" + ravistor "massacratore")
  • Pittore damtòr
  • Pittura dam
  • Più moè (da Opchip)
  • Piuma zereikù (da zer "corteccia" ed eikù. Letteralmente "corteccia gallina")
  • Piuttosto lankè
  • Plasmare sòma (da sommu "vaso")
  • Plasmato somutàl
  • Plotone/drappello boràkubur (da bo- suffisso collettivo + ràku "soldato" + -bùr suffisso classificativo nominale bassissimo)
  • Poco poenàvu (da poè "meno"- + nàva "contare")
  • Poi/infine/dopo kasdekè (kas "tempo" + dekè "davanti")
  • Politico/ufficiale jentòr (da Genmassimo + tor "uomo") (detto da un soldato che risponde a un suo ufficiale, equivale al saluto militare "Signore")
  • Polmone fojèan (da foju "respirazione")
  • Polvere meralbùr (da mèral "pietra" + -bùr, classificativo nominale bassissimo)
  • Pomeriggio èlmon
  • Ponte bòras
  • Popolo botòr (da bo- prefisso collettivo e tor "uomo")
  • Porta mòrisonu (da "Jim Morrison", dei The Doors)
  • Porto vesanòs
  • Portale morisondùr
  • Portare kìpa
  • Posa rìgin
  • Posare mèsna
  • Posizione rìgin
  • Possedere kìpa
  • Possibilità/possibile bènu (da ben-, suffisso verbale modale)
  • Posto (inteso unicamente come posto individuale, non come luogo) tàkku
  • Potere (sostantivo) jèn
  • Potere (avere facoltà di fare) bèna
  • Povertà lònu
  • Povero lontòr
  • Pozza òndosu
  • Pozzanghera òndosu
  • Pozzo skeburòs
  • Precedente kasbèku
  • Preda jagartàl
  • Predare jagàra
  • Predatore jagartòr
  • Predazione jàgar
  • Predire monìra
  • Predizione mònir
  • Prendere kìpa
  • Pregare kasnèja
  • Preghiera kasnejatàl
  • Pregante (colui che prega) kasnejatòr
  • Prego kasnetè (da kasnu "gentilezza" + ta che indica lontananza)
  • Preoccupare zubàsa
  • Preoccuparsi simìlzubàsa
  • Preoccupato zubastòr
  • Preoccupazione zùbas
  • Preparare sakkàra
  • Preparato sakkartàl
  • Preparazione sàkkar
  • Presagio dòndu
  • Presagire dònda
  • Pressappoco lòguner (da logu "quantità" + -ner suffisso classificativo nominale basso)
  • Prescelto lorùd (da Lordlory. Significato biblico, letteralmente "Prediletto dai Superni")
  • Presto takasè
  • Prezzo bivèr
  • Prigione kazaròs
  • Prigioniero kazartòr
  • Prima kasbekè (kas "tempo" + bekè "indietro")
  • Primeggiare bòpa (da BoPville)
  • Principale bosnèr
  • Principato (dipendente da un regno) leuberkeàs (da lèuber "principe" + keàs "provincia")
  • Principato (indipendente) leuberdevàs (da lèuber "principe" + devàs "nazione")
  • Principe lèuber (da lèu "capo/nobile" + -ber "figlio")
  • Privatamente finè
  • Privato fìn
  • Problema màtem (da matematica)
  • Professore bideltòr
  • Profeta gurator (gura vedere + tor uomo)
  • Progresso mòdu
  • Pronto taimòllu
  • Prostituta/traditrice calzenardiàn (da cal- che indica desiderio + zènar "soldi" + diàn "donna". Lett. "donna che vuole i soldi")
  • Prostituto/traditore calzenartòr (da cal- che indica desiderio + zènar "soldi" + tor "uomo". Lett. "uomo che vuole i soldi")
  • Proteggere polùma
  • Protezione pòlum
  • Prova èmas
  • Provare/tentare emàsa
  • Provenire kasvàrpa
  • Provincia/regione (politica) keàs
  • Prudere kisàra
  • Prurito kìsar
  • Pugilato zensaùs
  • Pugnalare idenmìra (da ìden "colpire" + mir)
  • Pugno saùs (prendere a pugni "saùsa")
  • Pulito nàu
  • Puntare màma
  • Pure tulè
  • Purezza/puro geàn
  • Puzza bagàran (da ba- suffisso peggiorativo e gàran "odore")


Q

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  • Quadrato pèrefes (da "perfezione")
  • Qualcosa modegès (da mo- suffisso che indica vaghezza e degès "cosa")
  • Qualcuno dabos (da da- suffisso che indica generalizzazione e bos "uno")
  • Quale/qualche dadegès (da da- suffisso che indica generalizzazione e degès "cosa")
  • Quando kasè (da kas "tempo")
  • Quantità lògu (da Carta de Logu)
  • Quanto tunbopè (da tun "due" + bopè "uno". Lett. "un due")
  • Quasi gasè
  • Quello (significa anche "ecco" riferito a qualcosa di lontano) ladegès (da Adegheiz. Si pronuncia Tadeghez. Il la- è il prefisso per la lontananza)
  • Questo (significa anche "ecco" riferito a qualcosa di vicino) tadegès (da Adegheiz. Si pronuncia Tadeghez. Il ta- è il prefisso per la vicinanza)
  • Qui, qua taè (il ta- è il prefisso per la vicinanza)


R

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  • Rabbia lìvu
  • Raccogliere evvàla
  • Raccontare kabedèna
  • Racconto kabedènu
  • Radice dìritar
  • Ragazza eàn
  • Ragazzo dòr
  • Raggiungere anbèa
  • Ragno donkreàntu
  • Rallentare anfàla
  • Rame kàven
  • Rapire tolàfa
  • Rame lèntu
  • Ramo Eres (da Ereb "albero" e Tenes "braccio")
  • Raramente kasnèr (da kas "tempo" + -ner, suffisso classificativo nominale basso)
  • Raro dèr
  • Rarità dertàl
  • Razionalità vòr
  • Razionalizzare vòra
  • Re/monarca leudùr (da lèu "capo/nobile" + -dùr suffisso classificativo nominale altissimo) (n.b. il termine può finire solo con la u eufonica, dato che solo i lessemi grammaticali finiscono con la "è". Usato come radice per altri termini però la u eufonica cade)
  • Redstone serk (da Sercinci)
  • Regalare lìnda
  • Regione (geografica) mainumìr (da maìn "terra" + -mir suffisso classificativo nominale alto) (in genere si riduce con il nome specifico della regione più il suffisso -mir)
  • Reggia leuvòs (lett. "luogo del re")
  • Regno leudevàs (da lèu "re" + devàs "nazione")
  • Relazione sètem
  • Religione zenjènsu
  • Repubblica tordevàs (da tor "uomo" + devàs "nazione")
  • Resistente dìak
  • Resistere diàka
  • Respirare fòja
  • Respirazione fòju
  • Respiro fojòllu (lett. "respirato")
  • Resto kàftanl
  • Rettore (universitario) bòpu bideltòr
  • Ribellarsi sòla
  • Ribelle soltòr (da sol "ribellione")
  • Ribellione sòl
  • Ricchezza bozènar
  • Ricevere tènka
  • Riconoscere asàna
  • Ricordare mèga
  • Ricordo meg
  • Ridere sakusùna
  • Riempire càna (si legge "ciàna")
  • Riflesso sim
  • Riflettere sìma
  • Riguardo zen- (tutto ciò che ha a che fare con una cosa)
  • Rimanere baìna
  • Rinforzare sompèra
  • Rinforzo sòmper
  • Ringraziare kasnèla
  • Ringraziamento kasnèl
  • Rinnegare kòrma (essere rinnegato kòrmo)
  • Rinnegato kormutòr
  • Riposare dàka
  • Riposo dak
  • Risparmiare (in senso economico, per tutti gli altri vedere "evitare") làpa
  • Risparmio lap
  • Rispondere takàsta (da ta- che indica lontananza + kàstu "informazione". Lett. "informazione che è vicina")
  • Risposta takàstu
  • Ritardo miju (da Miju, superno del dolore e del ritardo)
  • Rito/Rituale vèber
  • Riunione màbol
  • Riuscire tòma
  • Riuscito tòm
  • Rivelare gurdùra
  • Rivoluzionare gèva (si legge "gheva")
  • Rivoluzionario gevtòr (si legge "ghevtòr")
  • Rivoluzione gèv (si legge "ghev")
  • Rompere dasàna
  • Rosa (colore) gavàr
  • Rosa (fiore) pòd
  • Rosso gasangàr (da ga- prefisso che indica i colori e sangàr "fuoco")
  • Rotto dàsan
  • Rubare solàfa (da Solfato)
  • Rubino ùbun (da "Ubuntu")
  • Rumore belmisìn (se è un brutto rumore) bamisìn (se è un rumore cattivo, malvagio)
  • Ruota ìnat


S

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  • Sabbia ejìt
  • Saggezza pìntun
  • Salire kìnga
  • Saliva dub (da "duba")
  • Salutare judàra
  • Salute (essere in salute) tèsa
  • Salute (stato) tès
  • Saluto judàr
  • Saltare vànta
  • Salvare nàka
  • Sangue skedàr (da ske "acqua" e dar "vita". Letteralmente "acqua vita")
  • Santità pùs
  • Santo pustòr
  • Sapere/conoscere jòsa
  • Sbagliare opùsa
  • Sbagliato opusòllu
  • Sbaglio òpus
  • Sbattere tònfa
  • Sbuffare nivèna
  • Scappare pàna
  • Scavare màna
  • Scendere nokòra
  • Scheletro nubudàr (da nùbu "ossa" e dar "vita". Ovviamente si tratta degli scheletri viventi)
  • Scheletro Wither jakudàr (da jak "nero" e nubudàr "scheletro")
  • Scherzare zàla
  • Scherzo zàl
  • Schiavo benuròllu
  • Schiavitù bènur
  • Schiavista benurtòr
  • Schiavizzare benùra
  • Schiena bekèbas (da bekè "indietro" e èbas "corpo")
  • Schierare taìma
  • Schieramento taìm
  • Scienza tek
  • Scintilla etèsbur (da etès "luce" e -bùr)
  • Sciogliere (un'alleanza) ansannìla (da simìlsannìla "allearsi")
  • Scodella tòlu
  • Sconfiggere tokàsta (n.b. è attivo, traducibile con "infliggere una sconfitta". Essere sconfitti è tokàsto)
  • Sconfitta tòkas
  • Sconfitto tokasòllu
  • Scopriregurdùra (da gur "vista" + -dur, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Scortare kìpa
  • Scossa molverinòllu
  • Scudo vùlvu
  • Scuola bidelòs
  • Scuotere molverìna
  • Scuotimento molvèrin
  • Scuro garès (da ga- prefisso che indica i colori e Retravas)
  • Scrigno torakùd
  • Scrivere tolkènac
  • Sdraiarsi markùsa
  • Se
  • Secolo lìdumir (da lid "anno" + -mir, suffisso classificativo nominale alto)
  • Sedere màrkus
  • Sedersi markùso (da màrkus "sedere")
  • Sedia markustàl
  • Segno òrus
  • Seguire kàlda
  • Sella zenvàr
  • Sellare: zenvàra
  • Seme valnùt
  • Sembrare tèna
  • Semplice tìs
  • Sempre kasdurè
  • Senatore/parlamentare (qualsiasi politico di taratura nazionale) jendevastòr (abbreviato in jendevàs) (da jen- che indica autorità + devàs "nazione")
  • Senato jendevasòs (abbreviato in jendevòs)
  • Sentimento èlison
  • Sentinella gurtòr (da gùra "vedere" + tor "uomo")
  • Sentire (in tutti i senti tranne l'udito: cerca "udire") fèlna
  • Senza kenzè
  • Separare (vedi "dividere")
  • Sera dèlmon
  • Serpente sankaleàns (da sànka "strisciare" + leàns "animale". Lett. animale che striscia)
  • Settimana bismìr (da bis "giorno" + -mir)
  • Severo jiltòr (da Jil)
  • Severità jil
  • Sfinire karìna
  • Sfinito karintàl
  • (si leggà già)
  • Sibilare/sussurrare kereperdèna (da kerèper "creeper" + dèna "parlare")
  • Sicurezza lètin
  • Sicuro (affermazione) letinè
  • Sicuro (persona certa di qualcosa) letinènnu
  • Signora (di età compresa tra l'adolescenza e la menopausa) diàn
  • Signora (anziana) màstan
  • Signore tòran
  • Signorina dèan
  • Signorino dòràn
  • Simbolo tòkku
  • Sindaco jenvìlu (da jen "autorità" + vìlu "città")
  • Sinistra càpu (si legge ciapu)
  • Situazione sùlas
  • Smeraldo sòton
  • Smettere sepàsa
  • Società civile botòr
  • Soffio karpu
  • Soffiare kàrpa
  • Soffrire venèsa (si traduce anche "soffrire per-", "soffrire di-")
  • Sognare vàla
  • Sogno vàl
  • Soldato rak (da ràka "combattere")
  • Soldi zènar
  • Sole etesdùr (da etes "luce" + -dur)
  • Solo kèntonu
  • Sonno ròdum
  • Sopra fosè
  • Sopravvivere jadàra
  • Sorella sèn
  • Sorridere gasakasùna (da ga- suffisso per i colori + sakasùna "ridere". Lett. "colore della risata")
  • Sospirare alièna
  • Sottile anlànag
  • Sotto manè
  • Sovranità (solo nazionale) devàsjen
  • Spaccare kòfa
  • Spada ladeàn
  • Spadaccino ladutòr ("uomo spada")
  • Spalla tenesdùr (da tènes "braccio" + -dur, suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Spappolare idendùra
  • Spargere fòsfa
  • Sparpagliare/diffondere màkia
  • Spaventare jàmpa
  • Spavento jàmpu
  • Spegnere anvìsa
  • Sperare spèsa
  • Speranza spès
  • Spesso (senso temporale) kasmìr
  • Spesso (senso spaziale) lànag / sifelànag (da Langaiden, che sta spesso nel server)
  • Spettro: anebàs (da an- e ebàs "corpo", contrario di materiale)
  • Spezzare tòka
  • Spingere sònda
  • Splendido àsnu
  • Sporco annàu
  • Sposare kàia
  • Spremere aràna
  • Sputare màda
  • Squarciare avòlta
  • Squarcio àvoltu
  • Stagione peàs
  • Stalla minòs /munòs
  • Stazione jevalòs (lett. "luogo del jev")
  • Stella èduval
  • Stendardo ron
  • Stirpe kasmèdu
  • Stivale zerbasbur (da zer "corteccia" + èbasbur "piede)"
  • Stomaco mileàn
  • Storia (intesa come somma degli eventi storici) korondùr
  • Storia (intesa come racconto) koronumìr
  • Stormo bomasleansu ( bo, suffisso per i nomi collettivi, + masleansu "uccello")
  • Storto anmenèj
  • Studente pulostòr
  • Studiare (vedi "imparare")
  • Stupidità dìmin
  • Stupido dimintòr
  • Strada jeàl
  • Straniero latòr (da la- prefisso per la lontananza e tor "uomo")
  • Stranezza (vedi "sbagliato")
  • Strano vìmur
  • Stretto anbùl (basso è anjal)
  • Strisciare sànka
  • Su fosè
  • Subito bendè
  • Sufficiente logumè
  • Suino vàr
  • Suiniere vartòr (da var "maiale" + tor "uomo")
  • Succedere màka
  • Sud nòbis
  • Suocera àsmal
  • Suocero àsgal
  • Suonare apòla (da àpol "musica")
  • Suonatore/musicista apoltòr
  • Superare altòna
  • Superiore dùru
  • Superno sùperen (letteralmente quindi sarebbe "Volare nome", cioè colui che vola)
  • Surreale (vedi "strano")
  • Stuprare ineàna (forma canonica) julìka (forma estremanete volgare)
  • Stupro inèan (forma canonica) julìk (forma estremamente volgare. Lett. "il bell'affondo")
  • Strattonare belmosòka
  • Strumento musicale apoljàn
  • Svegliare sònda
  • Svegliarsi sòndo (lett. "essere sveglio")


T

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  • Tacere andèna
  • Tagliare lad
  • Tamburo dùmbu
  • Tanto logudùr (da lògu "quantità" + -dùr suffisso classificativo nominale altissimo)
  • Tanto che (grammaticale, per le relative) gantè
  • Tartaruga Anfalendu (da endu drago e anfal lento)
  • Tavolo (di piccola grandezza) nèlku
  • Tavolo (grande ma povero) lonèlku (da lon- "povertà" + nèlku)
  • Tavolo (di grandezza indefinita, ma prezioso, regale) molèlku (da molèu "nobiltà" + nèlku)
  • Tecnica (vedi "tecnologia")
  • Tecnologia tekinàt (da tek "scienza" e "inàt" ruota, lett. "scienza della ruota")
  • Tela (anche di ragno) dòcos
  • Tesoreria mossonòs (da mòsson "tesoro" + -òs "luogo" lett: "luogo del tesoro")
  • Tesoro mòsson
  • Testa èlamas
  • Temere sakàva
  • Tempesta kateru (da Katrina, l'uragano)
  • Tempio (vedi "chiesa")
  • Tempo kas
  • Tempra valèndu
  • Temprare valènda
  • Temprato valendàl
  • Tendere vanisà
  • Tenere ankolòsa
  • Tentennamento mèkur
  • Tentennare mekùra
  • Terra (intesa come terriccio) dìrus
  • Terra (intesa come "land" in inglese) màin
  • Terremoto dirmeàn (da dir "terriccio" + meàn "violenza")
  • Terrore kurusmìr
  • Teschio (vedi "cranio")
  • Teso vànis
  • Tessere docòsa
  • Tigre meòn
  • Timone mèldin
  • Tingere (vedi "colorare")
  • Tintinnare jikùna
  • Tintinnio jìkun
  • Tipico mìman
  • Tirare mosòka
  • Tiranno bamolèu / balèu (ba- prefisso peggiorativo + molèu "capo/nobile" / lèu "re") (a seconda che sia generico o si riferisca a effettivi capi di nazioni, province o orde eremitiche)
  • Torre jalpolòs
  • Tra badè
  • Tradimento fùnes
  • Traditore/traditrice funestòr
  • Tradire funèsa
  • Tradizione (vedi "rituale")
  • Trafiggere idenmìra
  • Trama aràken (significa anche trama politica, ecc) (da Aracne, che tesse la trama migliore!)
  • Tramontare bisrùna
  • Tramonto bìsrun
  • Trance/Estasi kròdum
  • Torace (vedi "petto")
  • Torcia etèsner (da etès "luce" + -ner, classificativo nominale basso)
  • Tornare panda
  • Tossire kòfa
  • Traccia (vedi "segno")
  • Trascinare lònda
  • Trave jàlmu
  • Tremare nitìla
  • Tremolio nìtil
  • Trenolocomotiva: sundìpan (da sun "motore" + dìpan "vagone")
  • Tristezza anenàl (da an- + ènal "felicità")
  • Tronco erebèbas
  • Troppo lag
  • Trovare gurdùra
  • Truffa ìnok
  • Truffare inòka
  • Tu, Lei (formale) tan
  • Tuono kemasìn (contrazione di kemàs "fulmine" e misìn "suono")
  • Tuttavia bembè
  • Tutto mojàn (Si legge mogian. Letteralmente significa "l'insieme che è creato", -jan è il suffisso che indicherà che chi costruisce qualcosa)


U

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  • Uccello masleàns (da mas - cielo - e leànsu . mas viene da Kataskematico. E' bello essere Superni di così tante cose)
  • Uccideredaràka
  • Udire, sentire (solo nel senso di udito) misìna
  • Uguale fàran
  • Uguaglianza mofàran
  • Ultimo anbòpu (da an- che indica il contrario e bop "primo")
  • Ululare vustòna
  • Umanità botormir
  • Unghia maùsbur (da maùs "mano" -bùr suffisso classificativo nominale bassissimo)
  • Unico bosmìr / bosdur ("bosmìr" sta ad indicare una cosa semplicemente unica perchè non ce ne sono altre ma potrebbero, "bosdùr" indica qualcosa di unico e che rimarrà sempre tale
  • Unione nin
  • Unire nìna
  • Università bidelduròs
  • Uomo (maschio adulto) tor
  • Uomo (essere umano) tor
  • Uovo valneàns
  • Urla/urlo karàlden
  • Urlare karaldèna
  • Urna sòmmu
  • Usare jàva
  • Uscire varpàina (da varpa "attraversare/andare" + aìnu "fuori")
  • Utile teàl


V

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  • Vacca veàleànsu / veàl
  • Vagabondo movarpatòr
  • Vagabondare movàrpa (lett. "vagare senza meta", da mo-, suffisso che indica vaghezza e vàrpa, "andare")
  • Vagina bereàn (forma canonica) likeàn (volgare, da lìka "affondare". Lett. "organo dove si affonda")
  • Vagone dìpan
  • Vanità sùtes
  • Vapore kàron
  • Vaso sommu
  • Vecchia (essere umano) mastàn
  • Vecchio los
  • Vecchio (essere umano) lostòr
  • Vedere/guardare gùra
  • Vedetta gurtòr
  • Vela sàltogu
  • Veleggiare meldìna (da mèldin "timone")
  • Veleno mìndal
  • Velocità/veloce fal
  • Vendetta dàntu
  • Vendere sòpa
  • Venduto sòpu
  • Venire kasvàrpa
  • Vento tòron
  • Verbalizzare ìla
  • Verbo ìlu
  • Verde gatòret
  • Verità su
  • Vero suàl
  • Verso (direzione) màmu
  • Vetro pàrad
  • Viaggio/tragitto/percorso vàrpu
  • Viandante mòras (da moràsa "camminare")
  • Vicino tajefè (da ta- "vicinanza" + jefè "dove")
  • Vigliacco kurustòr (da Soma Cruz)
  • Villa/palazzo polosmìr (da polòs "casa" + -mìr suffisso classificativo nominale alto)
  • Villaggio vìlbur
  • Vincere pòra
  • Vincente porènnu
  • Vincitore portòr
  • Vino skèsan
  • Vinto poròllu
  • Viola gafùj
  • Violenza meàn
  • Visita sàr
  • Visitare sàra
  • Visitatore sartòr
  • Vivere dàra
  • Viscere peleàn
  • Visione valdùr
  • Viso àmas
  • Vita dar
  • Vittoria pòru
  • Vivente dartòr
  • Voce bàl
  • Vociare bàla
  • Vodka Skèbur (da Skèu "acqua" + -bùr, nominale bassissimo)
  • Voi Nàni
  • Volo sùpu
  • Volare sùpa (da sùpu "volo")
  • Volere càla
  • Volontà cal (da cala "volere") (si legge cial)
  • Voluto calòssu
  • Volta cèlu
  • Volto àmas (restrizione di èlamas "testa")
  • Volpe melòdon
  • Vuoto anbènes (da bènes "pieno")


Z

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  • Zanzara vèson
  • Zattera vesànbur (da vesàn "nave" + -bùr suffisso classificativo nominale bassissimo)
  • Zecca (luogo di conio) zenarjanòs
  • Zia tabeàn
  • Zinco penmèral (da pentu "argento" + mèral "pietra", perchè il colore è simile)
  • Zio tàb
  • Zombie ròmeru
  • Zona pèdon
  • Zuppa seàn


Pagine correlate