Kàras

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Kàras
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Capostipite Alessandro Alès Kàras Lungobarba

Culto Sconosciuto

Luoghi Humine, Thoringrad, Navarone, Etesberg, Thorvil

Eventi Questore di Humine

Noto avvocato

La casata dei Kàras è una rinomata famiglia di giuristi e avvocati, il cui capostipite fu Alessandro Alès Kàras Lungobarba, nato nel 1596 d.F. a Silthrim.

I Kàras nella Quinta Era

  • Alès Kàras (2775 d.F. - 2822 d.F.), cittadino di Thorvil e discendente di Jules Kàras. Subito dopo l'apertura delle porte di Spes si aggrega a un folto gruppo di Modernisti, che tempo addietro avevano già fornito aiuto a suoi avi, dedicandosi col più grande zelo alla costruzione della città di Thorvil. Non si impegna solo a perpetuare, grazie alla sua professione di avvocato, il secolare nome della casata nell'ambito del diritto, ma si arruola anche nell'Armata Rossa per difendere la patria. Benché ammalato per un'epidemia diffusasi a Thorvil, la cosiddetta "tosse di Migia", si reca in battaglia per la difesa di Forgòn BoPville, continuamente vessata da incursioni nemiche, e viene ucciso dopo essere svenuto, lasciando il figlio Menòs, di madre ignota.
  • Menòs Kàras (2805 d.F. - 2873 d.F.), figlio di Alès, per il suo valore viene prima nominato colonnello dell'Armata Rossa e succede a Dominic Kimera nel comando dell'Armata, divenendone generale. Conduce l'esercito durante la guerra contro Skerak.
  • Ultòr Kàras (2852 d.F. - in vita), figlio di Menòs.

I Kàras nella Quarta Era

  • Jules Kàras (2531 d.F. - 2567 d.F.), a vent'anni si trasferisce nella città di Etesberg, appena fondata, prestando aiuto nelle opere di costruzione.
  • Alexandre Kàras (1679 d.F. - 1699 d.F.), avvocato residente a Navarone, dopo aver scritto "L'ultimo Questore", libro incentrato sull'operato del suo prozio Alessandro II, muore in un raid nemico, forse ucciso premeditatamente a causa delle scoperte annunciate nella sua opera.

I Kàras nella Terza Era

  • Alessandro Alès Kàras Lungobarba (1596 d.F. - 1645 d.F), nato a Silthrim da genitori ignoti, è il capostipite della stirpe degli Alex Craft. Poiché l'aria malsana della sua città natale sarebbe potuta rivelarsi dannosa per le sue condizioni di salute, fu costretto, all'età di soli sette anni, a rifugiarsi nella vicina Humine, dove, sotto la guida del parente Gianmix - che lo avrebbe adottato nell'antichissimo Clan dei Lungobarbi -, intraprese studi giuridici. A quei tempi il sindaco era il magnanimo Arrighetti, che, visto lo zelo adoperato da Alessandro nel lavorare, lo promosse ad assistente cittadino. Dopo una vita interamente dedita alla città, morì per via della malattia che già lo aveva portato ad abbandonare Silthrim.
  • Alessandro II Alès Kàras Lungobarba (1631 d.F - 1680 d.F.) è il figlio di Alessandro, noto per aver ricoperto per il tempo più breve in assoluto la carica di sindaco di Humine. Istruito anch'egli dal padre nelle discipline giuridiche, nel 1665 fu eletto alla quasi unanimità dal Senato Unionista, che aveva dovuto indire l'elezione di un altro sindaco perché Arrighetti aveva fatto presente l'intenzione di fondare una nuova città sotto la Repubblica, Sendai. Una volta che Alex ebbe istituito, in base a un decreto del Senato, la milizia cittadina della PLH ed ebbe dato inizio ad una serie di riforme per la città, dovette dopo un solo anno abbandonare la carica: la sua amata figlia Natascia era scomparsa. Egli lasciò Humine nelle mani del sindaco Scafu, che era stato eletto dopo lo scompiglio generale derivato dall'annuncio delle dimissioni; a proposito si racconta che, giunto in piazza Alessandro II ad informare la cittadinanza della decisione, tutti fossero rimasti in silenzio quando egli ebbe finito il discorso, eccetto il cancelliere Don Encro, che proferì un'esclamazione destinata a divenire celebre: "EMAOH". Tanto era lo sgomento per la perdita di un sindaco che sembrava conoscere il modo per far fiorire Humine. Condotte le vane ricerche, un anno dopo Alessandro fece ritorno in patria, ormai in balia di Scafu. I figli persi, in quel momento, erano due: non solo Natascia, ma anche Humine, a cui si era dedicato, a suo dire, tanto da trascurare gli affetti. Dopo poco tempo trascorso in solitudine a BoPville, che allora stava riprendendosi grazie al nuovo sindaco Langaiden, tornò a Humine, le cui condizioni andavano peggiorando di giorno in giorno. Con l'appoggio del grande amico Feschio, padre fondatore, scrisse una lettera aperta a Scafu: fattala affiggere in ogni angolo della città e sollevata l'indignazione dei cittadini, Scafu, molto adirato, si dimise. Il Senato optò per un breve commissariamento da parte di Gianmix, a cui seguì l'elezione di Johnrookie, già assistente cittadino. Aiutato dall'architetto Potterberry, diede inizio ad un progetto di rifacimento totale della città con uno stravolgimento totale dello stile (rivelatosi poi fallimentare), mentre Alessandro II si preoccupò di riformare la PLH che aveva fondato anni prima, rendendola un corpo di polizia autonomo e assumendo il rango di questore. Grazie a tale mossa poté sottoporre a inchiesta anche l'operato di John, senza riuscire a spuntarla in senato per l'avversione dello stesso cancelliere. Intanto, in città, i vecchi cittadini fuggivano via indignati, i nuovi migravano verso la nuova e fiorente Silen, Humine cadeva. L'azione ignominiosa che Alessandro II commise poco tempo dopo, mettendo a repentaglio la città, è descritta in una pagina di diario di un suo pronipote, l'avvocato Alexandre Craft, intitolata L'attentato a Humine.

Voci correlate