BoPville (Quinta Era)

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BoPville (Quinta Era)
Stemma
BandieraBoP.png
Immagine
TerritorioBoP.jpg


Nazione bandieraUnione delle Repubbliche Minerarie Moderniste
Provincia Fòrgon BoPville
Sindaco Spartàc Seldonovìc Àlikos Resolàn
Abitanti 500.000

Patrono Thor Bannatore
Anno fondazione 2817 d.F

Nome abitanti Bopiani

Densità 35 a/p
Altitudine media 50
Coordinate 800 -2000

Fòrgon BoPville (in Denai Fòrgon Bòsvil, "La nuova prima città") o più comunemente "Nuova BoPville", è una Repubblica Modernista dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste nella Quinta Era. Venne fondata nel 2817 d.F. da Francesca Lidia, discendente dell'omonima stirpe di sindaci di BoPville nella Terza Era. Situata nel cuore dello Zèrmain, BoPville controlla l'intero territorio chiuso fra i fiumi (e fra le relative foci) Alisdiàn e Lokàlibus. L'Inno della Repubblica dalla Fondazione di Lidia ha avuto vari cambiamenti dovuti all'epoca storica in continuo cambiamento. Con l'affermazione del Presidente Spartàc, l'amministrazione ha deciso di consolidare come inno la musica La Gloria della Rinascita, composta da Ivan Miladovich Pulcianov nei primi anni di vita di BoPville.

Geografia e clima

La città di Forgòn BoPville sorge al centro di un'estesa pianura alluvionale chiusa a settentrione da colline di brughiera e a meridione da una fitta foresta tropicale. Mentre a occidente della città scorre il fiume Lopèrrun che sfocia, con un delta a imbuto, nell'Oceano del Nord, a oriente il territorio degrada lentamente sulle spiaggie della Baia di Alisidiàn meta privilegiata di molti pescatori.

La zona di BoPville è povera di flora; solo qualche mogano e acero spuntano sparuti dalle infinite distese di brughiera e erba alta che attorniano le mura cittadine e che consegnano una grandissima visibilità in ogni direzione. La fauna, sebbene più variegata, consiste principalmente in piccoli animali (cinghiali selvatici sopratutto) e numerosissimi insetti e rettili.

Il clima Bopiano è da considerarsi continentale con grossi influssi da parte del mare. L'escursione termica giornaliera risulta assai contenuta in tutte le stagioni (4/5 gradi), mentre quella annua vede una differenza più marcata, di circa 10 gradi, fra il Venes, mese più freddo, e il Daudar, mese più caldo. In generale le notti, nel periodo invernale e autunnale, possono essere abbastanza fresche nelle zone urbane più interne con gelate frequenti e più miti nelle zone più esterne, nei pressi dei corsi d'acqua. Il giorno risulta invece, nei mesi freddi (tra il Vannu e il Venes) relativamente mitigato dalle correnti d'aria mite provenienti dal deserto a levante. L'inverno ha un livello di piovosità praticamente nullo. Nel periodo estivo invece la piovosità aumenta e si fa irregolare, con costanti bombe d'acqua e temporali che si abbattono sulla città e i suoi dintorni. Le temperature diurne nei mesi centrali dell'estate arrivano a sfiorare i 25 gradi ma senza generare cappe d'afa, grazie al costante influsso delle brezze marittime da settentrione che rendono il clima equilibrato e privo di una soffocante umidità. Le notti estive e primaverili risultano invece fresche e secche e raggiungono le temperature medie dei giorni autunnali e invernali.

Storia cittadina

Origini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, leggere anche Cronache Bopiane

Quoterosso1.png Chi mi seguirà in questo viaggio, scriverà la Storia per la Quinta Volta! Quoterosso2.png

~ Francesca Lidia.

Aspramente criticato dalle personalità Unioniste dell'intero Piano (in particolare dagli intellettuali e dal Senato di Zerdur), l'ambizioso progetto di Forgòn BoPville, ideato e portato avanti con tenacia instancabile da una diretta discendente dei Lidia che governarono la Terza BoPville per qualche decennio, divenne realtà nel corso del 2817 d.F. sotto la stella, questa volta, della rinata Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste. Definita come "Scempio all'umanità" e presa di mira sin dalla sua alba da Zerdur, Deimosar e Kushima, la neofondata cittadina dello Zèrmain crebbe velocemente.

Nel decennio tra 2818 e 2828 d.F. i mille coloni lavorarono duro alla costruzione del primo nucleo cittadino, attorno alla Piazza Stellare. Sorsero, grazie a un'oculata gestione dei lavoratori e agli aiuti, in termini materiali, di Thorvil, i primi edifici pubblici. Magazzino e Tesoreria, progettati da gruppi di architetti specializzati sotto la direzione della Presidente Fondatrice Francesca Lidia (fra i quali si annoverano figure come il David Esdàr, Ivan Miladovich Pulcianov e Il Dottore, nonchè la sorella della fondatrice, Berenice Lidia) sorsero verso il cielo (icone dello stile cittadino, spiccato verso l'alto) prima del 2820 d.F.

La tesoreria di BoP, primo edificio pubblico della città, il giorno dell'inaugurazione, nel 2820 d.F.

La prima cinta muraria esterna, che racchiuse l'abitato in un rettangolo al centro della vasta pianura erbosa poco a settentrione della Foresta Pluviale del Kuveràn, venne costruita per metá, grazie al lavoro di quasi diecimila operai, nel 2825 d.F. Le prime arterie cittadine segnarono marcatamente le varie zone. Il cuore della città, attorno a Piazza Stellare, si allargò con la costruzione del Palazzo Municipale e con l'inizio del grandioso cantiere della meraviglia. A Meridione e Settentrione, esterni ai Navigli, sorsero i quartieri residenziali. A Nord si localizzarono presto i piccoli e medi borghesi (burocrati, avvocati, assicuratori, imprenditori, commercianti), mentre a sud si stabilirono principalmente artigiani, manovali e imprenditori agricoli.

L'economia di BoPville, segnata nei primi tempi da un forte comunitarismo, andò sfaccettandosi presto con l'affermarsi della proprietà privata. Nacquero piccole e medie società dedite all'artigianato, all'imprenditoria agricola e commerciale. Sbucarono qualche ufficio assicurativo, servizi di trasporto merci e persone, e società commerciali prevalentemente nazionali. L'autosostentamento alimentare, raggiunto in un lustro, fu un miracolo per una neonata realtà come quella BoPiana. La cerealicoltura, praticata dalla fondazione con metodi arcaici, e appena sufficiente a sopperire a un quarto delle necessità alimentari del nucleo iniziale di cittadini, nel 2830 d.F. giunse a produrre un surplus pari a quattro volte le necessità dei cinquecentomila abitanti. Tale esplosione agricola (propulsore della stessa è stato il Grano) fu dovuta principalmente al quintuplicarsi dei terreni coltivabili (la pianura alluvionale attorno alla città venne bonificata con grande fatica) e sopratutto all'introduzione della mezzadria come metodo di lavoro della terra. A livello politico, nel periodo antecedente le Elezioni Generali che videro l'affermarsi preminente di numerose personalità BoPiane nel corso del Primo Governo Lidia, nella città emerse decisa la tendenza Modernunionista di gran parte della ridotta burocrazia e dell'Assemblea della Repubblica (si stima che l'Assemblea BoPiana nel corso del 2827 d.F. si fosse dichiarata completamente Modernunionista) tant'è che gli intellettuali e gli uomini di Stato Thorviliani nutrirono una costante ostilità (che rasentava, in alcuni casi, una fervida preoccupazione) nei confronti delle frange BoPiane dell'Assemblea Generale dell'URMM, le quali giunsero ad integrarsi e ad essere integrate nel contesto politico nazionale solo verso la fine degli anni '30.

La BoPville di Berenice Lidia

Berenice Lidia, sorella della fondatrice di BoP, a cavallo nella parata inaugurale del suo governo. L'anno è il 2831 d.F.

In seguito alle Elezioni Generali Moderniste del 2831 d.F. Francesca Lidia, Presidente fondatrice di BoP, venne eletta Segretaria del Partito Modernista e pertanto assunse l'incarico lontano dalla sua creatura, dimettendosi e indicendo le prime elezioni per la scelta del nuovo Presidente. Sebbene con discrezione, Francesca fu forte sostenitrice della sorella minore, Berenice Lidia, che effettivamente andò a battere con buon margine gli altri candidati (Josef Kordik e Dominc Kimera). A dispetto della sorella maggiore, Berenice si dimostrò dotata di una vocazione nazionale, più che cittadina, vicina alle vicende politiche dell'URMM tutta e pertanto meno tenace nell'iniziativa rispetto alla fondatrice. Burocrate certosina, studiò durante l'infanzia l'architettura e le tecniche edilizie tant'è che gli venne affibiato il soprannome "La creatrice". Il Governo di Berenice, che iniziò nel 2831 d.F. durò ben diciotto anni, fino al 2849 d.F. anno delle sue ufficiose dimissioni.

La prima metà del ventennio Bereniceo fu un periodo di crescita e prosperità per BoPville e per la sua popolazione. L'opera di buon governo della Lidia Minore coinvolse tutti i settori della vita pubblica. Il caos istituzionale successivo la fondazione della città venne abilmente riordinato con la costituzione di un Governo dei Commissari BoPiani, un'istituzione mai ufficiale che riuniva qualche decina fra le più autorevoli personalità BoPiane in campo economico, militare, edile e educativo (David Esdàr, Ivan Miladovich Pulcianov, Il Dottore, Dominic Kimera, Seldon Àlikos Resolàn, Jorge Kilnapù e altri) che di fatto costituirono fino alla metà del secolo il Governo effettivo della Repubblica Modernista di BoP e della sua popolazione. In campo edile, come sudetto, Berenice intervenne proseguendo la costruzione della cinta muraria esterna, dei navigli meridionali, della Meraviglia, delle strade che collegavano la città ad Ardetia e avviò la costruzione della piccola cinta fortificata interna. Approvò una serie di direttive atte ad incentivare la prestanza manovale dei cittadini e più volte tentò la costruzione di una solida guarnigione militare, capace di far fronte ad eventuali assalti e raid ostili. La più grande opera portata a compimento da Berenice fu la rapida e impeccabile progettazione e costruzione della Caserma di Fòrgon BoPville con lo scopo di fortificare il confine occidentale della Repubblica sulla foce del Loperrùn (che già forniva una valida difesa naturale) e di dare una casa al crescente numero di soldati professionisti (circa duemila). In campo sociale fu fervida sostenitrice dell'UMPS (Ufficio Modernista di Previdenza Sociale) e influenzò decisamente l'opinione di molti BoPiani sull'argomento, incontrando una forte opposizione da parte degli uomini del neonato Jantàl Club (circolo politico Ultra-Liberale). Sostenne fervidamente una politica dei "Campi in Comune" istituendo un Agro Pubblico liberamente coltivabile per le necessità alimentari e fu quantomai Statalista in politica economica.

Tra 2841 e 2849 d.F. immediatamente dopo il culmine del progresso BoPiano sotto le Lidia apparvero i primi segnali di smagliamento. L'edilizia rallentò vistosamente e i funzionari e burocrati locali del Commissariato all'Architettura e all'Urbanistica vennero coinvolti più volte in indagini sul "Profitto e l'efficienza dei cantieri BoPiani, vittime di un'improvviso e inspiegabile rallentamento". L'UMPS (Ufficio Modernista di Previdenza Sociale) venne istituito dal Governo Lidia I proprio in seguito a questa serie di episodi, nota come "Serrata dei Cantieri" (2843 d.F.), che provocò un notevole danno economico all'amministrazione di BoP e al tesoro della Repubblica, incapace di capitalizzare i complessi edilizi incompleti (i vari progetti prevedevano oltre all'assegnazione gratuita di residenze a quasi cinquemila cittadini, anche l'istituzione di una Banca Centrale del Credito e la costruzione di un Museo della Cultura BoPiana). A livello politico lo Stato iniziò a defilarsi dalla cosa pubblica. Negli ultimi tre anni del periodo Bereniceo la politica e il governo di BoP furono in mano, di fatto, alla sezione dell'Assemblea del Partito Modernista locale, che votava e decideva in autonomia dalla Presidente Berenice e dal suo Governo. Il colpo di grazia a questo defilarsi fu la morte della sorella di Berenice, Segretaria del Partito Modernista, Francesca che gettò l'intera Unione Modernista nel caos e provocò una reggenza ad interim del Presidente Anatoliy Alexeivic Stardel per ben tre anni. Proprio l'instaurazione di questo Governo di transizione del Presidente scatenò le ire non solo dell'ormai maggioritaria Corrente Ultra-Liberale BoPiana ma anche di molti ModernUnionisti poco inclini ad accettare un personalismo così sfacciato. La morte di Francesca Lidia ebbe sulla sorella Berenice un effetto devastante, tanto che, dopo quasi due anni di mancate apparizioni pubbliche, abbandonò la città dimettendosi ufficiosamente dalla carica di Presidente e lasciando il compito di gestire la transizione al suo più vicino Consigliere Politico, Ivan Miladovich Pulcianov. Il ventennio Bereniceo si concluse quindi in sordina, lasciando alla popolazione una città e una Repubblica dalle basi solidissime, ma forse priva di un'oculata gestione, capace di canalizzare le energie e portare a compimento gli innumerevoli progetti edili e legislativi cominciati ma mai finiti.

L'ascesa di Seldon Àlikos Resolàn a Presidente e la "Fase Dirigista"

Veduta delle Mura Orientali terminate, nel 2853 d.F
La Sede Centrale della Banca Popolare BoPiana.
Veduta dell'edificio coperto del Mercato Generale BoPiano terminato nel 2859 d.F
Veduta dei progressi del Cantiere del Palazzo Monumentale dell'Assemblea BoPiana attorno al 2860 d.F..

Quoterosso1.png Azione e reazione, ridimensionamento e sacrificio, perchè la città continui a potersi definire eterna e non diventi un'opaca replica del suo passato. Quoterosso2.png

Le elezioni del 2849 d.F. per la Presidenza BoPiana decretarono (dopo il ballottaggio e un'aspra lotta politica con Ivan Miladovich Pulcianov) la vittoria, con ampio margine, del Candidato e maggiore esponente della nuova e vigorosa corrente Ultra-Liberale Seldon Àlikos Resolàn. Per la prima volta nella Storia dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste una corrente così radicale e neutrale nei confronti dell'Ideologia Modernista arrivò al governo di una Repubblica Federata. L'ascesa a Presidente di BoP mutò, almeno in parte, l'azione politica dell'Àlikos Resolàn che da sempre si proclamava fervido sostenitore di un "Repubblicanesimo democratico e partecipato, tradizionalmente Liberale e Modernista". Personalità sfuggente, passionale amministratore, politico d'assalto, egregio uomo di Stato, il nuovo Presidente amava ribadire le sue ferme e marcate posizioni Ultra-Liberali in ambito economico e sociale. Alla formazione della nuova maggioranza del Governo BoPiano trionfatore e alla vittoria del nuovo Presidente concorsero in prima linea uomini di grande valore, veri patrioti, la cui linea di condotta era dettata da austeri sentimenti civici e da motivi superiori. Questa nuova classe politica, costituita di borghesi e professionisti, di imprenditori e avvocati, rappresentava una cultura politica astratta e una competenza particolare decisamente più alta e si poneva in netta contrapposizione con i governi delle Lidia, che meglio rappresentavano lo stato d'animo delle masse popolari. Il nuovo corso della politica BoPiana, definito, con spregio o ammirazione, Dirigista, segnava una riscossa degli ottimati e del modo di fare politico tipico di un elitè impersonale, dedita alla patria, ai valori, all'austerità civile e a motivazioni superiori e lungimiranti che non aveva precedenti nell'URMM. Sebbene, come suddetto, i caratteri della Fase Dirigista fossero marcatamente reazionari per certi versi e radicali per altri, il Presidente Seldon Àlikos Resolàn inaugurò nella BoP del primo decennio oltre la metà del secolo (2850-2859 d.F.) un azione politica spietata, spregiudicata e svincolata dalla morale e dall'ideologia. Il nuovo Capitano di BoP sfruttò appieno la sua influenza, il suo carisma e più volte impose con la forza la linea sua o dei suoi Commissari rilegando l'Assemblea a funzioni meramente consultive. Questo "Dirigismo politico" trasformò per anni la Repubblica Modernista in una sorta di Oligarchia, scatenando feroci e violente polemiche (molti Ortomodernisti accusarono più volte il Governo BoPiano di Unionismo e additarono Seldon Àlikos Resolàn come reazionario).

Il primo provvedimento del Governo Àlikos Resolàn I, del 2850 d.F. (appena due settimane dall'elezione), fu il P.R.S. (Piano per il Ridimensionamento e la Sostenibilità di Fòrgon BoPville) lanciato senza consultazioni e attraverso Decreto Presidenziale. Il Piano, diviso in tre fasi, mirava a focalizzare il lavoro e la produzione mineraria e edilizia di operai, società e funzionari sul completamento degli innumerevoli cantieri aperti di BoP e annientò, di fatto, nuove iniziative per quasi un decennio. Obiettivi del Piano furono il rapido completamento della Cinta Muraria esterna di BoP, la demolizione del breve tratto di Cinta Muraria interna, la conclusione del Palazzo dell'Assemblea e il riallocamento di numerosi edifici pubblici e di quattrocento case. Le fasi successive prevedevano interventi di decoro urbanistico, l'abbandono e la demolizione dei quartieri sud-orientali della città (ridotti alla fatiscenza e all'occupazione abusiva) e stimoli all'iniziativa commerciale e produttiva privata. Nel 2852 d.F. il Governo abolì l'Agro Pubblico istituito da Berenice (causando un'ascesa esponenziale dei prezzi dei generi alimentari da esportazione) e iniziò a redigere un Decreto sulla prestanza lavorativa, agricola, ittica e forestale, privatista e strumentale (di fatto i mezzi di produzione privati venivano gestiti in autonomia dai privati, mentre quelli di proprietà dello Stato erano mantenuti e sfruttati da lavoratori privati profumatamente pagati). Nel 2853 d.F. (anno della conclusione dei lavori del lato est della Cinta Muraria) il Presidente istituì un Ufficio Informativo sui lavori pubblici e sugli interventi urbanistici con la specifica funzione di informare cittadinanza e nazione dei progressi, e delle opportunità ad essi legate, operati dall'amministrazione BoPiana. A differenza degli ultimi anni del periodo Bereniceo, tra 2851 e 2855 d.F. vi fu una poderosa ripresa della circolazione del denaro, sia grazie a larghe elargizioni del Tesoro di BoP agli operatori edili e urbanistici occupati nella fase di riassestamento della città, sia grazie a investimenti di grande portata della Presidenza nella produzione economica (spiccano in questo periodo l'aumento del 400% dell'estrazione e lavorazione di pietra e argilla, del 200% del lussuoso legno d'acacia e del 120% dell'estrazione del carbone). Per volontà della Presidenza infatti i prezzi di mercato delle materie prime vennero più volte ignorati e rialzati favorendo l'afflusso di merci, servizi e attività economiche nella città dello Zèrmain.

Tra 2854 e 2856 d.F. venne completata definitvamente la cinta muraria, sotto la sapiente direzione di uno dei più importanti e capaci manager di BoP, Sergei Imadòv. Il completamento delle fortificazioni fu motivo di vanto per i cittadini di BoP e uno dei più grandi successi del P.R.S.. L'appalto lampo, vinto dal cittadino Dimas Ser Kazeju, per la progettazione e la costruzione del cosidetta "Semisfera" (tutta l'ala posteriore del Palazzo dell'Assemblea BoPiana), l'inaugurazione della Banca Popolare BoPiana, progettata e costruita dal Presidente Seldon Àlikos Resolàn in persona ed infine le massive operazioni di decoro urbano portarono alla chiusura, anche anticipata, di innumerevoli cantieri e iniziative edilizie aperte da quasi tre lustri, favorendo quindi la nascita di nuovi progetti e una notevole crescita del benessere. La disoccupazione quasi nulla di questi anni fu frutto di una certosina politica governativa verso la "perenne e massima occupazione" favorita dai grandi investimenti finanziari (quasi metà del tesoro) nella creazione e nell'assestamento delle infrastrutture cittadine. La travolgente azione creditizia della neonata Banca Popolare BoPiana (sovvenzionata sopratutto dalla Repubblica ma in parte anche dallo Stato Federale) generò poi un circolo virtuoso capace di generare ricchezza e consumi, precedentemente stagnanti e poco incentivati. L'attenta politica lavorativa dello "stabilire un rapporto di equilibrio negli interessi dello Stato e del singolo Cittadino" imposta dal Presidente Àlikos Resolàn diede i suoi frutti in pochi anni, sopratutto nell'industria edile e in quella siderurgica. Nel 2855 d.F. dopo una rapida consultazione con i Tesserati di BoPville il Presidente lanciò una Riforma del Mercato Minerario di notevole importanza. A differenza della precedente consuetudine infatti, la Cittadinanza della Repubblica poteva ora fornire al tesoro metalli preziosi e combustibile fossile a una tariffa fissa del 50%. L'intervento fu osteggiato dai più Ortodossi e Conservatori, che inneggiavano compatti ai più classici motti Modernisti ("La Gloria ti aspetta in miniera!") e all'Ideologia di Stato, e ritenuto dannoso per lo Stato Modernista e per la sua economia. La Presidenza non si sbilanciò e anzi inviò più volte completi rapporti sui dati economici di BoP, per dimostrare coi fatti l'effetto del provvedimento.

Nella seconda parte del decennio (tra 2855 e 2860 d.F.) in seguito alla diminuzione degli investimenti dell'Amministrazione di BoP, a una rinnovata fase di calo demografico, dovuto perlopiù alla mancanza di nuove opportunità accessibili alle fasce più basse della popolazione (la richiesta di manovali edili calò vistosamente con il completamento di numerosi progetti nell'ambito del P.R.S.) che scelsero così di stabilirsi nelle campagne attorno alla città, e al progressivo allentarsi della pressione Governativa sui processi di sostenibilità della città (il Presidente Seldon Àlikos Resolàn viaggiò molto in questo periodo, sopratutto nelle lontanissime Due Dòr e a Thorvil) causarono l'incepparsi del progresso cittadino. Col rientro del Presidente (a metà del 2858 d.F.) venne inaugurato e concluso, in un anno appena, il Mercato Generale BoPiano e ripartì con grande spolvero ed efficienza il cantiere del Palazzo Monumentale dell'Assemblea Popolare della Repubblica (supervisionato personalmente dal Presidente Seldon), dopo il periodo di fermo dovuto principalmente alla moria di manodopera specializzata. Tuttavia numerosi collaboratori della Presidenza e Tesserati BoPiani si scagliarono violentemente sulla "forsennata gestione delle risorse finanziarie della città" da parte dell'Amministrazione Ultra-Liberale che a tutti gli effetti utilizzò una buona metà del Tesoro BoPiano per investimenti edilizi, incentivi lavorativi e per l'acquisto delle numerose materie prime mancanti a Fòrgon BoPville che, dopo la "Rivoluzione dei Prezzi" di metà decennio che causò il crollo dei "rialzi artificiali" precedentemente voluti dalla Presidenza, non affluivano più a BoP per l'effettiva mancanza di profitto nel normale Commercio di Mercato. Con fatica inoltre, in seguito all'aggressione di Dalagon all'Unione Modernista nell'ambito della Guerra del Gelo, BoP, seguendo le direttive dello Stato Maggiore Federale, si impegnò nel rispettare le scadenze della produzione di armamenti (togliendo risorse importanti alla cittadinanza e riconvertendo una parte della sua industria a scopi meramente bellici) sotto la supervisione del Colonnello Gosbert Elion. Sebbene la Guerra fosse per Fòrgon BoPville virtualmente lontana, non mancò in queste fasi un forte entusiasmo patriottico e una forte spinta emotiva che favorirono notevolmente il clima di fiducia e ottimismo della popolazione, unita da uno scopo più grande di tutte le vicende politiche, sociali ed economiche e che favorì una rottura non definitiva, come vedremo, fra l'Amministrazione e una cospicua parte della manovalanza e del proletariato. Il 2859 d.F. si chiuse con una crisi politica di notevoli proporzioni, che ebbe tuttavia ripercussioni a breve o brevissimo termine che non intaccò la riconferma governativa dell'anno successivo. Il proletariato urbano, rimasto senza opportunità di lavoro, e i suoi Tesserati nell'Assemblea BoPiana abbandonarono in massa la città per stabilirsi nelle zone rurali circostanti perchè "costretti dal Governo di BoPville a scendere di un gradino la scala sociale, con l'unico fine di sopravvivere". Le tonalità piuttosto radicali e violente di queste proteste causarono notevoli danni a quei settori dell'economia BoPiana fondamentali per il mantenimento della città stessa (estrazione di minerali, lavorazione di materie prime per l'edilizia) e furono il prologo a un decennio, il successivo, colmo di lotte sociali e politiche nello Zèrmain.

Il breve Governo Àlikos Resolàn II e il Movimento dei Sottostimati: la società civile BoPiana si spacca. La proclamazione dello stato d'emergenza.

Bèrep Sàleg parla a un gruppo di Sottostimati.
Tipico podere dei Sottostimati.

Quoterosso1.png Ebbene i risultati, sicuramente più modesti delle aspettative, sono sotto gli occhi di tutti. Ho voluto impegnarmi nel mantenere informati i cittadini dell'URMM tutta e il Governo Federale per esaltare il potenziale inespresso di una città che vive ormai sul ciglio del burrone. Non sono qui ad esaltare meriti che non ho, era ed è mio dovere fare il mio possibile per il bene di BoP, ma semmai ad ammettere debolezze ed incapacità della mia persona, aimhè decisivi per portare la nostra Repubblica sull'orlo del baratro. Sono qui a chiedere lo Stato d'Emergenza per Fòrgon BoPville, a causa di una condotta finanziaria inappropriata, presentando un documento di proposte all'Assemblea. Mi pento profondamente di aver turbato l'ordine di cose puramente Modernista alla ricerca di innovazioni possibili solo in determinati contesti di attività e prosperità a BoP, causandone un grave deficit prettamente monetario. Da Ultra-Liberale, dopo avervi sottoposto le proposte che avanzerò, sarò probabilmente spacciato, ma poco mi importa, chiedo questa serie di possibilità unicamente per il bene di una città che merita di vivere, eternamente. Quoterosso2.png

~ Una parte dell'intervento del Presidente di BoP Seldon Aliciresolah all'Assemblea Generale dell'URMM nel 2866 d.F.

La riconferma Presidenziale del 2860 d.F. si svolse in un clima bollente e vide la grande maggioranza dei votanti favorevoli alla permanenza del Presidente e Leader degli Ultrà Seldon Àlikos Resolàn alla guida della Repubblica di BoP, ma anche un'affluenza alle urne irrisoria, dimezzata rispetto al ballottaggio per la Presidenza del 2850 d.F. Il movimento migratorio del proletariato urbano BoPiano verso le campagne, iniziato nel 2859 d.F. si accentuò notevolmente nel corso degli anni 2860-2861 d.F. raggiungendo vette critiche nel corso del 2862 d.F. Tale flusso di precari divenne, ingrandendosi e ripopolando le campagne BoPiane (con effetti, come vedremo, estremamente positivi sul territorio e sulla produzione agricola), un vero e proprio movimento organizzato, composto da cooperative agricole, piccoli artigiani e commercianti di base, che prese il nome di "Sottostimati", ad esaltare la loro importanza, non riconosciuta dal Presidente Àlikos Resolàn, per BoPville in preda a un'asprissima crisi economico-finanziaria, privata di pilastri portanti della sua esistenza da un decennio di scellerato liberalismo.

Lo spopolamento eccessivamente rapido di BoP provocò l'abbandono e la successiva fatiscenza di innumerevoli quartieri nel Nord della città e la rovina di intere zone del reticolo urbano. Il mercato interno della Repubblica subì un tracollo clamoroso fra il 2863 e 2864 d.F. mancando sia la domanda (la popolazione cittadina passò da 600.000 a 300.000 in appena cinque anni) sia l'offerta (l'emigrazione del proletariato non specializzato nelle campagne portò al fallimento e alla chiusura di attività, imprese e cantieri anche prosperi). Il Tesoro e lo Stato finirono a un passo dalla catastrofe del default finanziario per i mancati introiti della leggera tassazione indiretta e delle tariffe commerciali, in seguito alla contrazione di prestiti a breve termine con altissimo tasso d'interesse da parte di privati cittadini inoltre vennero a mancare all'amministrazione le entrate di alcuni settori economici di media importanza (fonderie di ferro, produzione di carta, piccoli istituti assicurativi). Il Presidente Seldon tentò il dialogo coi Sottostimati, ed in particolare con Bèrep Sàleg, Leader del Movimento, critico e distruttivo nei confronti degli Ultrà dello Jantàl Club, senza alcun esito. Politicamente e socialmente parlando così, la città eterna si trovò, in questi anni, ad affrontare una gravissima crisi. La provincia BoPiana invece prosperò notevolmente grazie ai Sottostimati. L'espansione dei coltivi, come accennato, per mano dei migranti passò dalla fondazione spontanea di nuovi borghi e insediamenti di fisionomia nettamente rurale. Tale fenomeno rivelò nel tempo, oltre alle scontate motivazioni politiche (ribellione e opposizione alle politiche governative Ultrà nella Quinta BoPville), anche convergenze di interessi economico-commerciali che portarono, sopratutto nelle zone meridionali dello Zèrmain ad un proliferare di villaggi, bonifiche agricole e ad un generale avanzare dell'uomo sul territorio.

La proclamazione dello Stato d'Emergenza arrivò quindi inevitabile sul contesto cittadino BoPiano. Sicuramente, tuttavia, la Seduta Generale dell'Assemblea dell'URMM in cui si consumò la disfatta politica degli Ultra-Liberali dello Jantàl Club e del Presidente Seldon portò grande scompiglio. Il vuoto di potere venutosi a creare in una BoP quasi abbandonata scatenò le istanze più radicali, tenute fino a quel momento sotto controllo dal Governo. Oltre ai Sottostimati, che iniziarono a reclamare un ritorno al passato Modernunionista e Lideo, proprio fra 2866 e 2868 d.F. tra la crescente e cospicua popolazione rurale si scatenò il panico per apparizioni, rapimenti e uccisioni di bambini da parte di un Profeta della Luce e dal misticismo divinatorio di una setta riconducibile al Culto dell'Okami. Tali avvenimenti portarono a reazioni di terrore da parte di tutta la popolazione, aggiungendo le proteste, l'indignazione e la resistenza passiva causate dalla prolungata immobilità delle autorità di sicurezza della Repubblica, ad un contesto già rovinoso. In seguito alle dimissioni del Presidente Seldon ascese alla ribalta in un baleno, spinto da quella che molte pubblicazioni erudite definiranno "Pragmatico e spettacoloso protagonismo", il presunto figlio illegittimo del Leader degli Ultrà, quello Spartàc Seldonovìc Aliciresolah, Orto-Modernista, Para-Modernista e Statalista, "Uomo Nuovo" praticamente sconosciuto prima dell'accusa pubblica di violenza sessuale al presunto padre. Con lui un giovanissimo Nikita Sebastianovich Pulcianov, fervente figura dello Statalismo più radicale, iniziò a predicare a favore dello "smantellamento delle arcaiche strutture ModernUnioniste e Ultra-Liberali di BoP, a favore di un consapevole Modernismo Statalista".

Spartàc Presidente, l'incastellamento di BoP e la fine della crisi

Veduta aerea di Fòrgon BoPville nel 2874 d.F. dopo la demolizione della cinta muraria esterna e l'edificazione della nuova cerchia sui Navigli volute dal Presidente Spartàc
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Manifesto di propaganda inneggiante al nuovo corso BoPiano.
La testata dell'Eco di BoPville.
Il complesso delle Torri Gemelle, completato nel 2881 d.F.

Quoterosso1.png Voglio dare risposte uniche e inconfutabili. Voglio portare fatti non statistiche, economia non finanza, Stato non privati. Voglio dare a BoPville l'essenza che gli manca, l'essenza che contraddistingue una città che finge di vivere, finge di funzionare, rispetto a una città che vive e funziona davvero! Quoterosso2.png

~ Spezzato del discorso d'insediamento del Presidente Spartàc Aliciresolah.

Quoterosso1.png Sono felice di annunciare che il moderunionismo è ufficialmente morto! Quoterosso2.png

~ Nikita Sebastianovich Pulcianov ai Cittadini di BoP.

Con un vero e proprio "Colpo di Mano", data l'unica candidatura a Presidente di Spartàc e il consenso generatosi attorno agli intenti dell'emergente personalità Orto-Modernista e Statalista nella disastrata città eterna in seguito all'implosione degli Ultra-Liberali, il Seldonovìc venne eletto, con l'unanimità dei voti, e il quorum largamente superato, Presidente di BoP, avviando il Terzo Governo Àlikos Resolàn III nel 2868 d.F. A differenza degli esecutivi precedenti, il nuovo Governo, forte di figure radicalmente opposte alla "Fase Dirigista" Ultra-Liberale e all'operato del Presidente Seldon e della sua elitè, per la prima volta nella Storia della Repubblica BoPiana aprì una fase di estrema collaborazione della dirigenza eletta con la locale Assemblea dei Tesserati che, a detta del nuovo Presidente Spartàc Seldonovìc, OrtoModernista, Statalista e ParaModernista, "risulta vitale nel legittimare l'azione travolgente di un Governo efficiente". L'azione del nuovo governo fu "costruttivamente traumatica sin dai primi provvedimenti presi in materia economica, sociale ed edilizia", l'impegno risoluto della nuova amministrazione nell'affermare con forza l'essenza puramente Modernista che BoP doveva far sua, a dispetto delle dannose deviazioni Modernunioniste e Ultra-Liberali, si affiancò a un asprissimo scontro politico, e poi anche sociale, con i Sottostimati, accusati di aver deliberatamente portato BoP sull'orlo del tracollo per meri interessi personali, guardando oltre l'ostilità, sommariamente condivisa, con lo Jantàl Club.

Nel 2868 d.F immediatamente dopo l'insediamento il Presidente Spartàc chiese ed ottenne dall'Assemblea di BoP la direzione dei lavori più urgenti nell'ambito del Documento allegato alla richiesta dello Stato d'Emergenza. Rifiutò assolutamente l'elargizione di aiuti finanziari da parte del Governo Federale e si pose a capo dei lavori di demolizione delle Mura BoPiane, considerate "Cimelio di un mondo andato, troppo grandi per contenere una BoP che necessitava un rilancio di natura intensiva e non estensiva" ai quali parteciparono, entusasti, numerose importanti personalità della politica Zèrmana (il Commissario Sergei Imadòv, il Vice-Presidente Nikita Sebastianovich Pulcianov, i Cittadini Joseph Nihovìc, Asymal Kerredy e l'ex Colonnello Gosbert Elios), ad enfatizzare lo scopo e il futuro successo collettivo della città che la Presidenza e i Commissari volevano imprimere nella scheggiata società della città eterna, alienata dal vent'anni di Ultra-Liberalismo.

Per costringere i Sottostimati al rientro nei ranghi, non senza pressioni illecite, sopratutto sui commercianti primari, il Presidente Spartàc propose all'Assemblea un Disegno di Legge sulla Ricostituzione del Demanio Pubblico atto a riportare il controllo della terra direttamente e completamente allo Stato, e a definire una precisa distribuzione della produzione agricola alimentare alla popolazione civile. La legge fu accolta con immane entusiasmo e passò con l'unanimità dei voti in appena due settimane. I Sottostimati, esistenti come ceto solo grazie alle concessioni in appalto messe a punto dal decaduto Governo Ultra-Liberale furono di fatto costretti a rientrare e a registrarsi come lavoratori alle dirette dipendenze dello Stato, per non sbandare nell'illegalità. Il provvedimento aveva anche lo scopo di esclamare la ferma volontà del nuovo Governo, e del Presidente, di fare della terra, e di tutto il lavoro ad essa legato (agricoltura, foresteria, estrazioni minerarie), la nuova forza motrice dell'economia e del progresso della città eterna. La proposta di un'Imposta Generale sulla Proprietà del 2869 d.F., per garantire introiti certi allo Stato, fu invece osteggiata dai più e criticata anche dal Governo Nazionale, finendo così nel dimenticatoio. Tra 2870 e 2872 d.F. il Cittadino Joseph Nihovìc, portando alla luce una grande abilità di progettazione, presentò all'Assemblea un grande progetto per la nuova Cinta Muraria, ridotta alla metà della lunghezza di quella originale, che avrebbe dovuto includere la "Vecchia Cittadella" lasciando i quartieri abitativi all'esterno. Il progetto fu approvato e il Nihovìc venne nominato Commissario all'Architettura e all'Urbanistica, con pieni poteri direzionali sul cantiere della nuova cerchia muraria. Nel 2871 d.F. il Governo BoPiano istituì e fondò, senza tanto clamore, ufficialmente il primo organo di stampa Statale della Repubblica, l'Eco di BoPville. Il giornale, che doveva, nei piani del Palazzo del Sole, divenire da subito riferimento, fu in realtà in questi primi anni, una pubblicazione poco diffusa e di basso rilievo rispetto ai classici opuscoli per Club cimeli della Fase Dirigista.

Nei tre anni fra 2873 e 2876 d.F. gli sforzi del Governo e della comunità furono incentrati sulla valorizzazione, attraverso la costruzione di moderne infrastrutture stradali, del territorio provinciale, a sua volta curato e ordinato dai Sottostimati nei tre lustri precedenti. Anche i rapporti commerciali, sempre più intensi, di BoP con Ejitèl (sopratutto il commercio di polvere nera, fertilizzanti e pellame) spinsero la Presidenza e il Presidente Spartàc a dirigere direttamente i lavori di costruzione di una capillare rete stradale. Questa seconda accellerata, nella presa del territorio circostante la città da parte del Municipio stesso di BoP, preceduta dallo spontaneo insediamento del ceto Sottostimato, fu fondamentale nel determinare il vistoso ridimensionamento delle istanze particolariste che portarono BoP più volte sull'orlo del collasso fra il secondo (ancora Seldon) e il terzo Governo Àlikos Resolàn. In questo contesto di paradossale "tepore comunitario" di BoP (che nel 2875 d.F. avrà poco più di ottantamila abitanti stabili) viene ritrovato e pubblicato il Diarietto delle Cronache BoPiane di Ivan Miladovic Pulcianov. Il libretto, al centro di grandi critiche e di una serie di tentate cesure da parte del Corso Statalista e ferocemente OrtoModernista avviatosi con l'ascesa del Presidente Spartàc, riqualificò la parte leggendaria della fondazione BoPiana riportando in luce le figure Lidee e il primo periodo della città, che il Governo Statalista volle cancellare nel segno del progresso e del Vero Modernismo. Con il ritrovamento del libretto proliferarono, data la tendenza di ricerca sistematica alle radici della città, nella Quinta Era ma anche nella Storia, gli studi linguistici e la canonizzazione del Dialetto Forgoniano.

Con l'unanimità, di un'Assemblea locale dei Tesserati, per la prima volta in crescita rispetto alle elezioni precedenti (settemila votanti contro i cinquemilacinquecento del 2868 d.F.) nel 2878 d.F. Spartàc Seldonovìc Àlikos Resolàn viene confermato alla guida della Repubblica. Occupato, nell'anno delle elezioni, in una serie di innumerevoli viaggi nella provincia BoPiana, in seguito alla fine dei lavori di manutenzione al Sistema Stradale Provinciale già citati, venne additato, da molti UltraLiberali e Modernisti Moderati, come "assente e incurante" dalla città e dal suo governo. I primi due anni del nuovo Governo, che videro la riconferma dei precedenti Commissari, furono dominati dai lavori per completare la seconda delle due Torri Gemelle. Il "Municipio Vecchio" che fu uno dei primi edifici della città, eretto ancora da Davìd Estàr negli anni '20, venne affiancato dalla Torre del Celeste Tuono, cantiere aperto e chiuso in circa un anno sotto la perfetta direzione di Valòn Prìmal, figlio ed erede, nonchè Commissario alle Politiche Lavorative del Governo Spartàc, di Sergei Imàdov. Il complesso delle Torri Gemelle fu quindi finalmente completo all'inizio del 2881 d.F. e per la nuova torre venne decisa, dall'Assemblea, una funzione religiosa legata al Thor Bannatore, patrono del Modernismo.

Il triennio 2881-2883 d.F. fu dominato dagli sforzi del Presidente Spartàc e degli Statalisti Orotodossi, non più in assoluta maggioranza, della Locale Assemblea di tesserati per trasformare l'Eco di BoPville, testata giornalistica del Governo della Repubblica BoPiana nato nel 2871 d.F. e fino a quel momento poco diffuso ed efficace, in un efficace, erudita e precisa macchina di informazione e propaganda Modernista di dimensioni nazionali e internazionali. Per raggiungere lo scopo fino al 2885 d.F. un migliaio di operai, come di consueto sotto la diretta direzione della Presidenza BoPiana (tale prerogativa, sebbene in qualche modo estremamente personalistica, si rivelò molte volte efficace), ristrutturarono il Magazzino Vecchio o Edificio Estàr (in onore di Davìd Estàr, uno dei grandi architetti dell'era dei fondatori) distruggendo e sotterrando i residui, fino a una decina di piani sottoterra, dei vecchi ambienti di stoccaggio, e riorganizzando lo spazio interno. L'edificio andò ad ospitare la redazione dell'Eco di BoPville e ne divenne Sede Centrale (gli impiegati quadruplicarono in un paio di mesi), gli archivi giornalistici e notarili, una sala di lettura pubblica, che divenne ben presto un vero e proprio salotto di discussione, e la stamperia (la volontà del Presidente fu chiara in merito all'edizione del quotidiano, in quanto l'influenza di una casa editrice sui contenuti non era considerata accettabile dallo stesso e da buona parte di Orto-Modernisti e Statalisti della Città).

Emergenza migratoria, boom demografico e ascesa economica: la BoPville del grano e della gioia

Quoterosso1.png L'Ufficio Locale per l'Immigrazione e il Collocamento (da adesso in poi U.L.I.C.) è un ente temporaneo della Repubblica di BoP, istituito per il Boom di arrivi presso la stessa, atto a selezionare e confermare i criteri di accettazione di nuovi cittadini, a collocarli nelle zone residenziali in costruzione e a orientarli, secondo competenze e test attitudinali, in ambito lavorativo. Quoterosso2.png

~ Punto terzo della Direttiva Generale sull'Immigrazione redatta e proposta del Presidente Spartàc Aliciresolah, approvata all'unanimità nel 2898 d.F..

Quoterosso1.png Inoltre, Compagno Miloslav, le misure che lei definisce necessarie e impopolari io, e l'intera Città Eterna, le consideriamo ordinarie e Moderniste. Quoterosso2.png

~ Estratto dell'orazione del Presidente Spartàc Aliciresolah alla XXXIX Seduta Generale dell'Assemblea dell'Unione Modernista per abrogare lo Stato d'Emergenza a BoPville, nel pieno del periodo dei "Campanilismi".

Fra 2883 e 2888 d.F. nel corso del secondo frangente del Secondo Governo di Spartàc Seldonovìc Àlikos Resolàn, che fu anche il Quarto Governo di fila di un Àlikos Resolàn nella Città Eterna, l'amministrazione Statalista affrontò un periodo di relativa stagnazione economica che pareva preludere una crisi di grandi dimensioni. Dopo gli anni della Rivoluzione Edilizia, in pieno stato d'emergenza, infatti i cantieri aperti vennero perlopiù completati e moltissimi operai si ritrovarono per la strada.

Il forzato rientro dei Sottostimati dalle campagne generò infatti una letterale saturazione del "Mercato del lavoro" BoPiano, con una concorrenza accanita anche per i posti di lavoro meno ambiti legati alla burocrazia della Repubblica, al lavoro della terra e all'estrazione mineraria. Il tutto fu sostenibile fino a quando l'occupazione, direttamente o indirettamente legata alla costruzione delle grandi opere pubbliche del Primo Governo di Spartàc, non conobbe flessioni. A tale saturazione si assommò l'iniziale incapacità dello Stato BoPiano, che mai fino all'avvento del Seldonovìc era stato così ferocemente e radicalmente interventista nell'economia e nella società BoPiane (la burocrazia in particolare, che negli ultimi trent'anni del secolo quadruplico per numero di impiegati), di gestire in prima persona ogni singolo aspetto della vita della Repubblica e dei suoi cittadini. Fu proprio questo sempre più stringente controllo dello Stato su molti aspetti della cosa pubblica a scatenare nel 2890 d.F. dopo che il numero di disoccupati "effettivi" superò le diecimila persone le violenze. Nel corso dell'anno intero gli operai rimasti senza lavoro protestarono per ben cinque volte, con dei Sit-In organizzati presso Piazza Stellare, insozzando la fontana e danneggiando parzialmente la sede dell'Eco di BoPville nell'edificio Estàr e la facciata del Palazzo del Sole. L'ultimo giorno dell'anno una ventina di pietre di medie dimensioni vennero scagliate in contemporanea contro il portone a vetri della Sede del Governo della Repubblica che cadde a pezzi ferendo due soldati della locale guarnigione dell'Armata Rossa. Il Presidente Spartàc fu sul punto di intervenire con la forza per disperdere la protesta "stupida e portata avanti da inetti, incapaci di comprendere la portata del problema di programmazione" ma desistette con lo sgonfiarsi progressivo della stessa, anche e sopratutto grazie allo stanziamento di ingenti fondi per la bonifica di nuovi territori verso la Giungla del Kuveràn e l'inizio della statalizzazione dei terreni dei Sottostimati fra l'Urbe e il Golfo di Alisdìan, nelle zone orientali della Repubblica.

L'assegnazione di vaste porzioni di questi territori agli operai edili e alle loro famiglie favorì, negli anni successivi alla terza riconferma alla guida di BoPville del Presidente Àlikos Resolàn (2888-2893 d.F.), una ripresa intensa della produzione agricola. La superficie coltivata aumentò, in tutto il territorio della Repubblica, di ben cinque volte nel corso dell'ultimo decennio del secolo. La produzione di grano esplose letteralmente, con picchi di crescita del 70% annuo fino al 2897 d.F., il cosidetto "Anno del Grano" celebrato dall'Eco di BoPville con il suo primo speciale, nel corso del quale, rispetto all'anno precedente, la produzione del cereale per eccellenza aumentò di ben due volte e mezzo. La grandissima parte del merito di questo "Miracolo Agricolo" fu del possente flusso migratorio verso BoP che caratterizzò il decennio dal 2892 al 2902 d.F. Quasi ventimila nuovi cittadini varcarono, sopratutto dalle zone oltre il Kuveràn, un tempo appartenenti al Regno di Ardetia, e dal Protettorato di Spes, i confini della Repubblica causando inizialmente non pochi problemi. Proprio del 2897 d.F sono i tre disegni di legge proposti all'Assemblea dei Tesserati BoPiana dal Presidente Spartàc per ovviare ai problemi di sicurezza e di collocamento abitativo e lavorativo: la Direttiva Generale sulle Case Popolari incluse un piano per la riqualificazione dei quartieri BoPiani nord-occidentali e sud-orientali (abbandonati nel periodo del P.R.S.) per collocare al meglio i nuovi arrivi, in condizioni igenico-sanitarie più che buone; la Direttiva Generale sulla Politica di Accoglienza istituì l'Ufficio Locale per l'Immigrazione e il Collocamento (U.L.I.C.) sotto diretto controllo della Presidenza e della Vice-Presidenza BoPiane con scopi di selezione e conferma dei criteri di accettazione di nuovi cittadini, di collocamento degli stessi nelle zone residenziali in costruzione e bonifica e di orientamento lavorativo, secondo competenze e test attitudinali; la Direttiva Straordinaria per la Sicurezza andò invece ad istituire una Polizia Municipale, dotata di strumenti di deterrenza, sotto il controllo dell'Assemblea dei Tesserati, per mantenere l'ordine fino alla risoluzione della crisi.

Sebbene l'ultimo provvedimento non venne ben visto ne dal Governo Federale e nemmeno da molti detrattori del Presidente, permise di controllare al meglio il flusso migratorio nelle prime fasi dello stesso, fino all'ingranare delle istituzioni di collocamento proposte, approvate ed istituite per l'occasione. Fra i nuovi arrivi presso BoPville ben presto varie figure emersero sulle altre per tenacia e determinazione, nonchè per iniziative, sopratutto in campo economico, di grande rilievo. Juver Bàrtbon e Legèn Gorestal entrarono con forza nella cerchia dei grandi funzionari e imprenditori agricoli dello Stato BoPiano, grazie sopratutto all'istituzione di efficaci corti in gestione autonoma e all'ottima competenza nel collocare i contratti di usufrutto della terra per conto della Repubblica. Vantal Somìo proruppe nel mondo dell'imprenditoria mineraria e dei servizi (nonostante gran parte della fortuna di questo periodo aureo della Città Eterna fu merito dell'ascesa agricola della città, servizi e industria mineraria mantennero la propria importanza, sopratutto grazie all'aumento della produzione di armamenti e al commercio di preziosi).

Nel 2898 d.F. in un clima di generale euforia Spartàc Seldonovìc Àlikos Resolàn venne riconfermato per la quarta volta alla guida della Repubblica all'unanimità. Il Presidente, vista l'emergenza dovuta all'immigrazione massiva del periodo favorì anche un atipico (è nota la tendenza letteralmente atea della BoPville Spartachista) riavvicinamento del Culto di Uhle alla popolazione, dopo le richieste di autorizzare il Sacerdozio Uhleista alla libera propaganda dei dogmi avanzate dal Dominio di Uhle, ed in particolare dall'Arcicustode Nathanaël Kòlis. La mossa fu in realtà politica, mirante a sfruttare l'influenza della religione per assestare e ordinare il caotico flusso di migranti.

Passarono gli anni, e progressivamente quella situazione di generale piacere della popolazione che si era instaurata con gli ultimi Governi Resolàn andava via via sfociando in un sentore di dubbio e domande sulla situazione governativa. Le circostanze più interessanti a livello politico furono proprio all'interno della Duma Bopiana: la maggioranza ideologica della Sezione Bopiana, col tempo, cominciava ad appartenere completamente ai pensieri, alle opinioni e alle proposte del Presidente Spartàc. Le sedute di discussione erano divenute un cenacolo di elogi politici, complimenti, acclamazioni nei confronti del Capo di Governo. Insomma, non ci si rendeva più conto di ciò che stesse avvenendo all'interno della Duma di Fòrgon BoPville: il Centro di BoPville stava progressivamente puntando verso la Famiglia Resolàn, trasformando la Repubblica Modernista di Fòrgon Bopville in una realtà totalmente esterna dalle vere idee del Modernismo. Alcuni storici del modernismo hanno comparato questa situazione ai Governi Lidia della Prima Fase della Repubblica Bopiana: il risultato politico fu, anche a quel tempo, una completa adorazione verso la Famiglia Lidia, che purtroppo sfociò nel dolore e nella pazzia dei suoi stessi componenti.

Nonostante questo, Spartàc continuò imperterrito a proporre riforme e decreti legge a favore della Repubblica: gli anni dell'immigrazione erano terminati e col tempo le nuove generazioni avevano ottenuto rilevanza politica nella Duma Bopiana. Molti tesserati di Sezione erano andati in pensione, altri si erano dedicati ad altre attività politiche, vuoi per la piega che stava prendendo il Partito Bopiano, vuoi anche per il semplice volere di arricchimento personale nelle campagne bopiane. Una nuova classe andava formandosi: la classe della generazione giovanile, quella che sarà una nuova pagina per la Gloriosa Repubblica.

Correva l'anno 2908 d.F.: era passato un anno da quello che gli storici hanno chiamato Rinnovamento Parlamentare Bopiano, e il clima all'interno della Duma non era certamente favorevole. Spartàc era al governo da più di trent'anni: la storia della Repubblica si era certamente portata avanti grazie a lui e alle sue riscossioni politiche, ma egli stesso era oramai vecchio e stanco, e non disponeva più dello stesso entusiasmo che lo aveva portato ad ottenere il pieno appoggio politico dieci anni prima. Tra i nuovi parlamentari vi era Jurij Nikitanovich Pulcianov, figlio di Nikita, uno dei due gemelli Pulcianov, che furono i principali sostenitori delle campagne portate avanti da Spartàc Resolàn. Questi si erano ritirati dalla vita politica con il Rinnovamento Parlamentare, malgrado lo stesso Presidente avesse esplicitamente mostrato la sua avversione nei confronti di questa scelta. Nello stesso anno si sarebbero tenute, di lì a poco, le riconferme per il Governo Resolàn.

La caduta del Governo, Pulcianov presidente e l'opinione storica del Governo Spartàc Resolàn

Quoterosso1.png Trascuratezza, assolutismo, potere! Quoterosso2.png

~ Estratto dal discorso di Jurij Nikitanovich Pulcianov nella Duma Bopiana

Il giorno della Riconferma fu un vero riscatto parlamentare per la politica bopiana. A seguito dell'apertura della seduta, Jurij Pulcianov chiese la parola e pronunciò il famoso discorso che fu la vera goccia che fece traboccare il vaso per il Governo Resolàn. A seguito di violente e forse azzardate accuse verso la piega che da anni aveva preso la Duma Bopiana e la Repubblica Modernista di BoPville, di cui era Vicepresidente, il Parlamento Bopiano andò letteralmente nello scompiglio, generando un marasma di caos e insensatezza nelle nuove e vecchie fazioni del Partito Modernista Bopiano.

Per calmare tutto ciò, il Presidente Spartàc prese la parola, facendo riscoprire a tutto il Parlamento lo stesso vigore carismatico e spirituale dei gloriosi anni della Repubblica. Fu come se da quell'anziano politico, che aveva fatto la storia della Seconda Fase Bopiana, fossero uscite le ultime forze di arringa politica che racchiudeva dentro di sè. Egli basò la sua difesa sull'accusa a una mancata opposizione, a un rischio che era stato creato involontariamente dagli ex-componenti della Duma Bopiana, a una storia che era ormai "acqua passata" e che era certamente servita a fare risollevare la Repubblica Bopiana dal burrone che si era andato formandosi al termine della Prima Fase dei Governi Lidia.

Al termine del suo discorso, la Duma rimase a bocca aperta, sia per le parole del Presidente, che per lo stesso vigore che aveva immesso in esse. Il Presidente si era dimesso dal suo incarico governativo, annullando formalmente la Riconferma che si sarebbe tenuta di lì a poco e avviando un nuovo processo di elezioni politiche, che ebbe come risultato l'elezione di Jurij Nikitanovich Pulcianov a Presidente della Repubblica di Fòrgon BoPville.

L'opinione politica e storica dei Governi Resolàn, e in particolare di quello Spartàc, è stata formalmente ricostruita a una condotta eccellente e ad una capacità gestionale, governativa e quasi miracolosa nell'ambito della Ricostruzione Bopiana a seguito della Prima Fase nei Governi Lidia. La capacità di Spartàc nel risollevamento politico ha portato la Repubblica alla stessa gloria che era presente nel governo di Francesca Lidia, se non ampliandola e portandola sotto una luce ancora più austera e modernista. Gli stessi cittadini, alla notizia del ritiro politico di Spartàc Resolàn, diedero tutti un'opinione assolutamente positiva del suo operato e della sua capacità di affrontare le situazioni in qualsiasi circostanza favorevole o negativa.

Sul suo ritiro politico si sono fatte molte teorie, alcune dai tratti complottistici: alcuni pensano che prima della seduta di Riconferma del 2908 d.F. e del suo discorso di dimissioni, Pulcianov e Resolàn abbiano fatto un accordo segreto dove avrebbero stabilito il nuovo ordine che doveva assumere la Repubblica. Questa teoria, che è stata da molti accettata, è sicuramente sostenuta dal fatto che i Pulcianov siano stati i maggiori sostenitori dei Governi Resolàn e che, al momento delle dimissioni di Spartàc, Jurij fosse effettivamente suo Vicepresidente: una svolta dai tratti di un tradimento inusuale. Queste teorie non sono assolutamente verificate e non sono mai state direttamente accettate dai diretti interessati: ad ogni modo, tutti pensano che una svolta fosse assolutamente necessaria e che i quaranta anni di Governo Spartàc siano stati più che sufficienti per portare BoPville e la Famiglia Resolàn ancora una volta in menzione d'onore e nel ricordo di ogni cittadino bopiano.

Politica e amministrazione

Forgòn BoPville è una Repubblica Modernista federata nell'ambito dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste nella Quinta Era. A differenza della Capitale Thorvil, la città dello Zèrmain non a mai avuto un preciso Statuto di Governo. L'evoluzione delle istituzioni politiche BoPiane è stata caratterizzata da una sostanziale emulazione del modello Thorviliano, e in genere delle Repubbliche Moderniste della Terza Era, senza mai tuttavia codificare precisamente un documento Costitutivo vero e proprio. Si può quindi dire che la "Costituzione BoPiana" è l'insieme dei principi, delle leggi e delle consuetudini attraverso cui BoP e il suo territorio vengono governati sin dalla fondazione.

La "Costituzione" della Repubblica Modernista di Fòrgon BoPville prende corpo quindi sia in forma scritta, attraverso una discontinua serie di statuti, trattati e decisioni giuridiche, sia in forma orale con convenzioni costituzionali e governative e con le Prerogative della Presidenza. Sebbene questa apparente confusione possa sembrare improduttiva e limitante, garantisce invece una notevole flessibilità in termini di governo della città e del territorio e di iniziativa legislativa anche grazie al forte attaccamento ai principi cardine della vita pubblica BoPiana, e in generale ai principi Modernisti, da parte della cittadinanza e dell'albo di tesserati sopratutto.

Sicuramente le due istituzioni principali e fondamentali della Costituzione BoPiana sono la Presidenza della Repubblica e l'Assemblea Locale dei Tesserati, sempre presenti sin dal 2817 d.F.

  • Presidenza della Repubblica

L'istituzione presidenziale, e quindi il Presidente, è investita del potere esecutivo a livello locale e ha la possibilità di decretare provvedimenti e legiferare in Assemblea (e quindi detiene anche una parte consistente del potere legislativo). Sebbene possa essere virtualmente intesa come un ruolo di supervisione e garanzia, la Presidenza BoPiana è di fatto il più alto e influente potere locale. Eletto dai tesserati della sezione BoPiana, il Presidente detiene ampie prerogative, o grande influenza, in vitali campi della vita pubblica (economia, edilizia, sicurezza). Il Presidente può scegliere di farsi affiancare, nel reggere la Repubblica, da un albo di Delegati e/o Commissari, dedicati a un ambito specifico, che formano, col Presidente stesso, il Governo della città.

  • Assemblea Locale dei Tesserati

L'Assemblea Locale dei Tesserati, e quindi gli iscritti al Partito Modernista della sezione BoPiana, corrisponde a un "Locale Parlamento". Sebbene gli vengano riconosciuti poteri legislativi importanti, l'Assemblea BoPiana non ha mai avuto una grandissima influenza sul governo della città. Nella consuetudine governativa l'Assemblea assume più un ruolo consultivo o comunque d'influente opinione sulle scelte del Presidente. La ricaduta politica delle sessioni d'Assemblea è spesso irrisoria o poco decisiva. Tale situazione è dovuta perlopiù alla tradizione relativamente elitaria del Governo della città (data anche la grande quantità di cittadini e tesserati Modernunionisti e Ultra-Liberali) e a una diffusa inconsistenza dell'interesse dei tesserati e della cittadinanza sul "come si governa" a vantaggio di una maggiore attenzione su "quali sono gli effetti del governo". Possiamo quindi dire che l'Assemblea Locale dei Tesserati è l'espressione dell'opinione pubblica della città, più che un attivo istituto di governo.

Le linee di pensiero di gran parte della popolazione, per opinioni politiche e posizioni nei confronti del metodo di governo, sono il Modernunionismo, corrente minore e controversa del Modernismo che tenta la sintesi dello stesso con i principi dell'Unionismo, e l'UltraLiberalismo, radicale corrente Etero-Modernista completamente disinteressata all'ideologia di Stato.

I Governi della Quarta BoPville

Araldica e simboli

Economia

La Repubblica Modernista di Forgòn BoPville, e la città stessa, costituiscono dalla nascita un microcosmo particolare. In termini di risorse naturali il territorio di BoPville è probabilmente il più povero dell'URMM e della sua Storia. Locata in una regione alluvionale da sottosuolo poverissimo, sebbene dotata di zone fertili estese ma poco bonificate, Forgòn BoPville vive e prospera grazie sopratutto ad attività terziarie e alla cerealicoltura.

Settore Primario

L'agricoltura, sopratutto la cerealicoltura, occupa nella Repubblica Modernista di BoP un terzo della popolazione attiva, con rendite di eccezionale entità e una notevole qualità delle messi. Sopratutto in seguito all'ascesa di quel "Ceto di cittadini investitori emigrati nelle campagne detto "dei Sottostimati"" (attorno al 2860-63 d.F.) che portò il settore agrario e l'allevamento a divenire fondamentali nella sussistenza e nella prosperità della Città Eterna. A parte il breve decennio di appalti sotto gli Ultra-Liberali, tutto il territorio adibito a funzione agricola della Repubblica di BoP, detto Demanio Pubblico, è gestito direttamente ed esclusivamente dallo Stato. Oltre al grano, coltivato con metodi moderni (rotazione triennale, irrigazione faldifera, mietitrebbia meccanico) e intensivamente, nello Zèrmain è coltivato massivamente anche il cacao, prodotto poco apprezzato sul mercato interno ma con innumerevoli estimatori su quello internazionale. L'allevamento, sopratutto bovino e ovino, fornisce carne, pellame e lana di buona qualità, lavorate successivamente nelle macellerie, nelle concerie e nei telai di BoP con metodi all'avanguardia e grande cura. Vi sono inoltre campi di raccolta di legname (sia quello comune di giungla, sia quello esotico e prezioso d'acacia) rigidamente organizzati. L'inesistenza, quasi totale, di altre attività legate direttamente alla raccolta di risorse nella piccola Repubblica viene sopperita dalla poderosa attività delle C.M.B. (Compagnie Minerarie BoPiane) presso i territori del Forgondur, a oriente di Jedur. Si stima infatti in quasi diecimila tonnellate annue l'estrazione di minerali di base (pietra, ferro, carbone) e di circa mille tonnellate quella di minerali preziosi (oro, lapis lazuli, diamanti, vaporudu) presso le due grandi miniere gestite direttamente dall'amministrazione BoPiana (Dor Bìsart e Dor Anbìsart) alle quali vanno sommate le rendite di innumerevoli miniere e zone di estrazione in mano a compagnie private (Jeldùr Caravan ad esempio).

Industria e Manifattura

Il settore secondario è dominato dalle Industrie di base e si focalizza quasi completamente sulle attività di lavorazione e raffinazione dei minerali grezzi provenienti dalle D.D. ("Due Dor") e sulla fornitura di strumenti e materiali per il settore edilizio. Eccellenze nei settori siderurgico, metallurgico e nella falegnameria sono all'ordine del giorno fra le piccole e medie manifatture BoPiane. A differenza di altre grandi città infatti, Forgòn BoPville è dotata di Industrie di piccole e medie dimensioni, in mano perlopiù a privati o a funzionari Statali.

Commercio e Servizi

La necessità del trasporto costante di minerali e metalli dalle D.D. verso la città, per garantire gli approvvigionamenti agli innumerevoli cantieri edili della stessa, hanno determinato la nascita di numerosi enti e società dediti sopratutto al trasporto sicuro delle merci e al loro collocamento sul mercato cittadino. Il commercio e la mediazione legati ai minerali costituiscono un altro importante settore della vita economica BoPiana. La cospicua presenza di liberi professionisti (architetti, geometri, gestori delle risorse umane, avvocati, consulenti, burocrati e impiegati) completano il dinamico quadro di attività terziarie della Repubblica più settentrionale dell'URMM. Vanto della città è anche l'attività scientifica, guidata dal Dottore e dal suo Centro Ricerche.

Architettura, monumenti, luoghi d'interesse

La Cittadella

Piazza Stellare

Piazza Stellare, locata nel cuore della Quarta BoP, è la più celebre e importante piazza di Fòrgon BoPville. Deve il suo nome alla forma, che richiama appunto una stella, della grande fontana posta al centro del ciottolato. La Fontana Lidea, risalente al 2819 d.F. e dedicata alle sorelle Lidia (Francesca e Berenice), venne scolpita, direttamente in una piccola collina pietrosa, già dai primi mesi di vita della città. Fino al 2823 d.F. il disegno a stella che circonda la struttura vera e propria della fontana era d'oro massiccio, a simboleggiare la ricchezza di BoP e del suo popolo. Il furto dell'oro massiccio, tutt'oggi dalle dinamiche oscure, spinse l'amministrazione a utilizzare bronzo placcato d'oro per sostituire il precedente disegno che venne anche leggermente ridimensionato. La fontana si allunga, verso ponente, fino alla scalinata che porta al Palazzo Monumentale dell'Assemblea.

Sulla piazza si affacciano la Tesoreria della Repubblica, il Primo Magazzino, il Palazzo della Comune di BoP e il già citato Palazzo Monumentale dell'Assemblea. Dallo spiazzo partono quattro strade che costeggiano, incontrandosi, la muraglietta della Cittadella e una serie di altri edifici pubblici della seconda cerchia di edifici interna alla zona centrale.

In Piazza Stellare, detta anche Piazza Lidea, sempre per la fontana, i Presidenti di BoP tengono i loro discorsi (inaugurali, politici...) e i Tesserati del Partito Modernista BoPiano si riuniscono spesso, prima delle sedute di Assemblea, per discutere preventivamente degli ordini del giorno. La piazza è di fatto il cuore delle attività politiche, amministrative e anche sociali (fiere, spettacoli, qualche cerimonia religiosa) della Repubblica e della sua popolazione.

Palazzo del Sole

Tesoreria della Repubblica

La Tesoreria della Repubblica fu il primo edificio pubblico a sorgere nella Quarta BoPville. Inaugurata nel 2818 d.F. dopo appena quattro mesi di lavori, il palazzo affacciato su Piazza Stellare è l'unica sede della Banca Centrale BoPiana, della Zecca della Repubblica e del Deposito Aureo della Repubblica. Sebbene mai organizzata ufficialmente, l'istituzione con numerose funzioni, quali la prevenzione e il contenimento di crisi finanziarie, il controllo e la sicurezza delle riserve auree della Repubblica, la gestione della moneta e la sua emissione, normalmente conosciuta come Riserva Finanziaria Generale della Repubblica (R.F.G.R.) è attiva sin dal 2820 d.F. e gestita direttamente dal Presidente di BoP e da un albo di funzionari, detti Rettori Aurei, da lui nominati.

Tutt'oggi nell'edificio sono presenti un caveau di massima sicurezza, con le principali riserve auree della Repubblica, un'ambiente che funge da Zecca di Stato, attiva permanentemente, gli Uffici della R.F.G.R. e una zona pubblica che funge da interfaccia col cittadino per i servizi bancari della B.P.B. (Banca Popolare BoPiana). L'edificio è, con il Palazzo della Comune e il Palazzo Momumentale dell'Assemblea Popolare, il più alto di BoP e risulta iconico dello stile snello e spiccato tipico della metropoli Zèrmana.

Mercato Generale BoPiano

Il Mercato Generale BoPiano, edificato fra il 2853 e il 2857 d.F. e inaugurato nel 2858 d.F. in piena Fase Dirigista, ovvero nel periodo di saldo e incontrastato dominio della corrente Ultra-Liberale del Presidente Seldon, è la più grande infrastruttura commerciale, coperta e scoperta in egual misura spaziale, dello Zèrmain BoPiano ed in genere uno dei cuori economici dell'Unione Modernista.

Fulcro di scambi e contrattazioni di merci e servizi nella Città Eterna, l'area del Mercato Generale copre l'intero angolo Nord-Orientale della Cittadella BoPiana e, appena oltre il Naviglio Settentrionale, ha una diramazione accessibile agli stranieri, fuori dalle mura Spartachiste. La struttura, ricavata dalle rovine fatiscenti di quello che, nell'idea di Francesca Lidia, doveva essere il Museo della Cultura BoPiano, risulta tutt'oggi incompleta per volontà precisa della Presidenza e del Commissariato all'Edilizia (al tempo della costruzione le risorse erano poche e pertanto i lavori sono stati fatti sulla valorizzazione del già presente edificio e sull'allestimento di tende, tendoni e bancarelle occupabili dalla cittadinanza direttamente sul piazzale della costruzione). Nella zona coperta del mercato si tengono giornalmente aste e numerosi imprenditori e funzionari offrono i loro servizi. All'esterno invece, sulla "Pianetta Gremita", si tiene invece il vero e proprio mercato permanente. I prodotti trattati, oltre ad essere quelli prodotti localmente, quale legname esotico, pellame, lana, carbone e ferro, e alle manifatture derivate, includono anche numerosi prodotti di lusso e all'ingrosso delle città di Thorvil, Ejitèl e talvolta Lumvalos e Alandir. La struttura è infine ritrovo di molti predicatori Uhleisti e Moahnisti.

Le Torri Gemelle

Le cosidette Torri Gemelle sono il complesso edilizio che domina il versante orientale di Piazza Stellare. Il complesso, composto da due torri affiancate identiche e speculiari tra loro, ha ospitato, nel periodo di fatiscenza del Palazzo del Sole (2817-2850 d.F.), il Governo della città, detto Comune Popolare, appunto, e con esso gli archivi documentari e la burocrazia (nella Torre della Comune costruita da David Estàr nei primi tre anni di esistenza della città). Con l'edificazione del secondo edificio, detto Torre del Celeste Tuono, da parte di Valòn Prìmal, il complesso venne completato, attorno al 2884 d.F.

Torre della Comune

Il Palazzo della Comune Popolare BoPiana, detto anche Torre della Comune, è stata la prima sede ufficiale dell'Assemblea dei Tesserati di BoP (fra 2823 e 2870 d.F.), e ad oggi ospita la Sede Locale del Partito Modernista, gli Uffici di tesseramento e vasti archivi cittadini relativi a catasto, economia ed edilizia.

La costruzione, che spicca altissima, come la gemella, (solo il Palazzo Monumentale dell'Assemblea Popolare si eleva, di parecchio, più in alto) sul versante orientale di Piazza Stellare, fu, insieme al Vannutàlkòr (il Vecchio Magazzino) e alla Tesoreria della Repubblica, uno dei primissimi edifici a stamparsi sul profilo cittadino. Gli interni ospitano una Sala dei Congressi, utilizzata dai Tesserati e dalla locale sezione del Partito per seminari, orazioni e discussioni, una zona pubblica adibita ai suddetti archivi dell'amministrazione e una serie di salotti e stanze complementari utilizzati dai BoPiani come punto di ritrovo per parlare di politica, giornalismo e talvolta letteratura.

Torre del Celeste Tuono

L'Anello Esterno

Sede Centrale della Banca Popolare BoPiana

Navigli

Libera Università di BoPville

Insediamenti e luoghi d'interesse della Provincia BoPiana

Società, usi e costumi

Società e sua evoluzione

Per la conoscenza della società cittadina BoPiana è opportuno procedere anzitutto ad alcune premesse e, solo dopo, alla classica individuazione dei ceti dominanti e delle famiglie più influenti, e quindi all'individuazione della sua struttura ai fini della detenzione e dell'esercizio del Potere.

Premettendo che la Quinta Era, del Modernismo, dei Pirati, delle bande armate e delle Teocrazie Moderate, almeno di facciata, si distacca profondamente dalle precedenti per l'evolversi, quanto mai particolare e radicale, delle sue istituzioni politiche e per i profondi mutamenti nella vita economica, nelle idealità e nella prassi quotidiana dei suoi operatori, è un dato di fatto che, con l'avvento, nella Città Eterna (nata ma mai essenzialmente stata realmente Modernista), in cicli più o meno lunghi, di una sola "Casata" Presidenziale al potere (Lidia e Àlikos Resolàn), sia pure attraverso situazioni e processi profondamente differenti nei modi, le rappresentanze della tipica Democrazia di Partito Modernista in funzione negli organismi civili e amministrativi si siano via via assopite e, talvolta, paradossalmente, si siano "accantonate spontaneamente". E' un dato di fatto che le attività economiche, dalla ricca agricoltura ai mestieri, sino ai traffici interni e internazionali, abbiano risentito in misura sempre più marcata l'influenza e il condizionamento del forte potere centrale e delle sue onnipresenti progettazioni.

Col tempo è pertanto maturato, nella Società BoPiana un unitario principio di autorità, che per sua stessa natura programma, coordina e dirige l'azione dei cittadini e dei vari gruppi sociali. L'opera creativa di questo o quel Presidente, nella Repubblica BoPiana, subordina di fatto l'economia, la finanza e la moneta stessa alle variabili e crescenti esigenze del "Palazzo" e del Partito, l'incombente e iconico Palazzo del Sole esalta questi concetti, nei quali un po' alla volta tutti, dalle varie cerchie sociali, finiscono con il riconoscersi.

E' assai suggestiva, in una Repubblica Modernista, storicamente parlando, l'ascesa di un personaggio o di una famiglia al potere attraverso crisi di grande portata: un processo vario ed articolato che quasi sempre trascende la normale logica di svolgimento dei fatti (esempio lampanti sono i Presidenti Seldon e Spartàc) risultante spesso di un'opera personale creativa, disegnata dalla genialità di un uomo-guida, più o meno grande nel teatro in cui opera, capace di influenzare e modificare da solo il corso della piccola o della grande Storia BoPiana.

I Colori Sociali

Il Fulmine su Sfondo Rosso, il tipico simbolo adottato dalle nazioni Unioniste.
La Pala e il Piccone, il Simbolo del Partito Modernista e del Modernismo.

La vera provenienza dei cosiddetti "Colori Sociali Bopiani" è molto contestata tra gli storici del Piano. Ivan Miladovich Pulcianov, in uno dei suoi libretti sulla Storia Bopiana, tutt'ora conservati in biblioteche private, dice questo:

"Così Francesca proseguiva calma e placida il cammino, ma un dubbio la contrastava:"Compagni, come io realmente posso esprimere il volere del Partito Modernista e del sacro Simbolo Unionista attraverso l'arte?". Così si creò nel frattempo un dibattito tra i pionieri: chi voleva il nero, chi voleva il giallo, chi addirittura voleva porre fine all'arte, proibendola dalla città. Allora cominciò a crearsi un brusio incredibile, un miscuglio di colori immenso e incondizionato, la parola stava diventando tornado di idee confuse e ignote. Attèrak, uno dei pionieri, sfoderò persino la spada nel tentativo di ristabilire l'ordine, ma nessuno lo considerò minimamente. Pochi erano infatti i letterati all'interno del gruppo pionieristico, e io stesso non ero completamente a conoscenza dell'Arte Modernista, non essendomene effettivamente mai interessato con costanza. Allora saltò su Jamì Iàucor, uno dei tanti pionieri che costituivano la carovana verso i territori della futura città, dicendo:"Ragionate, Compagni, ragionate! Io provengo infatti da genere unionista, e sono pienamente consapevole del fatto che tutti voi conoscete il vero colore interiore, ma non lo sapete esprimere idealmente e concettualmente. Pensate ai colori del Simbolo Unionista, pensate ai colori del Simbolo Modernista, pensate alle cause visive e storiche che li accomunano. Essi infatti sono dotati dello stesso colore, sono eguali nella cromaticità: sono infatti di colore rosso e giallo. Il Modernismo ha conservato, nel mero tentativo della ricerca della verità, il colore, di cui vuole conservare l'importanza storica. Quindi io vi dico due parole: rosso e giallo!". E Lidia disse:"E così sia!"."

La vera origine si ricondurrebbe quindi a questo evento, accaduto probabilmente qualche mese prima della fondazione di Fòrgon Bopville. Il Giallo e il Rosso sarebbero quindi stati adottati come simbolo di unione tra il Modernismo e l'Unionismo, diventando quindi anche i colori principali dell'ideologia e, successivamente, della stessa Repubblica Modernista. Dopo gli scandali avvenuti in seguito alla morte di Francesca Lidia e alla fuga di Berenice, e alla proclamazione della morte del Moderunionismo da parte di Nikita Pulcianov, normalmente si assume come vera causa dei due colori la modernizzazione della città, grazie alle riforme del presidente Spartàc Resolàn e dei suoi collaboratori.

Presidenti della Repubblica Modernista di Forgòn BoPville

Presidente della Repubblica Modernista di Forgòn BoPville Ritratto Insediamento Fine mandato Corrente
1 Francesca Lidia Francesca.png 2817 d.F. 2831 d.F. Modernunionismo
2 Berenice Lidia Berenice.png 2831 d.F. 2848 d.F. Modernunionismo
3 Seldon Àlikos Resolàn SeldonÀlikosResolàn.png 2849 d.F. 2868 d.F. Ultra-Liberalismo
4 Spartàc Àlikos Resolàn Spartac.png 2868 d.F. 2908 d.F. OrtoModernismo/Statalismo/ParaModernismo
5 Jurij Nikitanovich Pulcianov 2908 d.F. In Carica OrtoModernismo/ParaModernismo

Voci correlate